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[31.08.2007]

Legge Soru per compensazione

di Sandro Roggio, il manifesto del 19 agosto 2007

Il presidente della regione Sardegna, spiazza spesso gli sguardi, pure da sinistra. Azzardando con progetti e provvedimenti, alcuni oltremodo necessari come quelli per il buon governo del territorio, che dalla politica prima di Soru non sono purtroppo venuti con la dovuta tempestività. E' la "tassa sul lusso" (chiamata così, impropriamente) oggi al centro dell'attenzione. C'è un aspetto nella discussione su questa misura - disapprovata dal governo Prodi - che riguarda la violazione del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini davanti al fisco.

Il principio è spesso violato - altro che tasse!- come sappiamo bene, basta un'occhiata a come vanno normalmente le cose. D'altra parte c'è la circostanza dei paesaggi sardi spremuti per fare plusvalenze impressionanti (una casa di alto rango può spuntare un prezzo 30 volte il costo di costruzione); e non può lasciare indifferenti che quegli immobili valgono decine di milioni di euro perché stanno in luoghi unici e non c'entra nulla l'abilità d'impresa. Si pensi che per l'Ici di una villa in una costa di pregio si spende come per qualche serata al Billionaire, e che le paventate imposte sulle barche sono pari al costo per tenerle in acqua alcuni giorni. La Sardegna azzarda l'idea di una compensazione. Nel deficit del legislatore nazionale si riconosce ai residenti il privilegio del risarcimento di innumerevoli guasti arrecati al paesaggio che pagheranno, non c'è dubbio, le generazioni future. Ci sono pezzi di costa sottratti all'uso pubblico con danni incalcolabili per le comunità locali che mai più potranno mettere a frutto quelle risorse compromesse in modo irreversibile. L'appartenenza a un luogo ("terra e sangue" - è stato detto) non basterebbe per accordare franchigie, neppure nel nome della solidarietà ecologica e generazionale. Eppure, solo esentando i residenti questo tributo assume il suo vero significato. Questa scelta, questo principio etico, trova consensi (l'ottimo articolo di Pierluigi Sullo coglie il significato di questa scelta) e non mancano apprezzamenti da parte di illustri studiosi come Valerio Onida o Guido Melis. Ci sono preoccupate contrarietà da non sottovalutare quando dicono dello strappo alla regola costituzionale; anche se appare improprio confrontare questa motivata esenzione con quelle oltranziste di impronta razzista. Neppure convince il silenzio su altri poteri in capo alle regioni, che seminano comunque differenze tra i cittadini del paese. In altre materie nelle quali le regioni operano già con un alto grado di autonomia - l'urbanistica appunto- si possono produrre grandi sperequazioni nei territori. Infine: chi - come me - di argomenti fiscali e di delicate cose costituzionali sa poco, si pone domande riguardo a franchigie concesse ai residenti molto simili nella sostanza a dispense da imposizioni fiscali.

Peraltro il governo, mentre difende il quadro delle compatibilità, avanza ipotesi che fanno pensare. In particolare colpisce l'annuncio nei giorni scorsi del ministro Rutelli a margine - ma neppure tanto - della discussione riguardo alla progettata autostrada Tirrenica Civitavecchia - Grosseto. Su Repubblica del 5 agosto scorso, in cronaca di Firenze, un ampio resoconto del dibattito a proposito dei danni al paesaggio che verrebbero da quella strada. E ecco la proposta di Rutelli di "un'autostrada leggera con barriere a pagamento al posto degli svincoli", per agevolare il traffico locale consentendo ai residenti di "viaggiare gratis". Il sottosegretario Marcucci precisa, credo nell'ottica della compensazione del danno, che per gli aspetti tecnici "spetterà alla regione decidere in via definitiva i meccanismi che permettano di alleggerire i pedaggi per chi abita e lavora in zona". E allora: com'è che "sangue e terra" di Maremma varrebbero per ammettere, basta fare due conti, notevoli privilegi tributari?

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