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[Giuliana Martirani]
Pubblichiamo gli appunti di una relazione che Giuliana Martirani,
docente di geografia politica ed economica dell'università
di Napoli, ha preparato per un convegno promosso dai responsabili
del sito web www.dimensionesperanza.it e dedicata ai temi della
sobrietà.
La via della sobrietà come 'via della bellezza'
La via della sobrietà
La voce del nostro mondo interiore viene impedita
anche dal peso non immaginato della nostra vita materiale.
La necessità economica è un altro aspetto della nostra
schiavitù.
Si è stanchi di fare il povero e si ha paura di diventarlo.
Uno degli aspetti, il meno sopportabile dell'attuale conflagrazione,
è dato da questa paura e da questa stanchezza.
L'invasione della materia, nell'un caso e nell'altro, è un
fatto.
Nessuno intende propugnare una rinuncia ascetica,
con relativo disprezzo di ciò che è dono divino
e relativa dimenticanza dei bisogni materiali dell'uomo.
Ma la progressiva liberazione da essi,
la rivolta contro la brutale riduzione di ogni cosa al fatto economico,
la ricerca di una ragione morale
per rimanere umili nella prosperità e sereni nelle sfortune,
la stima di qualche cosa
al posto del danaro, della produzione e del benessere,
mi sembrano le prime parole che vanno pronunciate
se vogliamo diventare umani e vedere con occhi umani.
Don Primo Mazzolari
Le tre rivoluzioni per dare futuro al pianeta
1. Rivoluzione degli stili di vita
2. Rivoluzione della produzione
3. Rivoluzione dell'economia
1. Rivoluzione degli stili di vita
o Unità tra talenti spirituali e abilità professionali
o Riscoprire la sobrietà (Resistere, Rinunciare, Ridurre)
o Riscoprire il valore della natura (Riciclare, Riusare, Riparare)
o Raccorciare le distanze
o Usare invece di possedere
o Ragionevolezza: i beni comuni
o Riscoprire il valore del tempo
Dalla razionalità alla ragionevolezza: i beni comuni
L'impronta ecologica, indica quanto ognuno di noi, in base al proprio
stile di vita, pesa sulla natura in termini di quantità di
terra e di mare che serve per ottenere i beni che consumiamo. E',
quindi, determinata dai valori che ci accompagnano: sobrietà
o spreco, umiltà o arroganza. Chi mangia carne ogni giorno,
cambia vestito tre volte, ha una casa di 200 mq, si muove solo in
auto, tiene sempre le luci accese, utilizza un substrato di natura
e ha un'impronta ecologica ben diversa dall'asceta che mangia un
piatto di riso al giorno, si muove a piedi e ha solo un saio e una
bisaccia.
L'impronta ecologica di un italiano medio è di 3,11 ettari
di consumo della natura, contro i 6,2 di un americano e lo 0,8 di
un indiano. Ognuno degli abitanti della terra dovrebbe, invece,
secondo i calcoli relativi all'impronta ecologica, vivere con 1,5
ettari, più o meno l'equivalente di un campo di calcio e
mezzo.
Oltre un certo numero gli oggetti, i beni che possediamo, i mille
prodotti che invadono le nostre case, diventano ladri di tempo.
In una cultura come quella dei Navajos, in cui erano noti solo 236
oggetti, il tempo era abbondante. In una società come la
nostra nella quale ogni casa dispone in media di 10.000 oggetti,
per forza domina la scarsità di tempo. I beni, grandi e piccoli,
devono essere scambiati con denaro guadagnato lavorando, e poi scelti,
acquistati, collocati, utilizzati, conosciuti, riordinati, spolverati,
spostati, riposti, smaltiti... Anche gli oggetti più belli
e preziosi corrodono la più limitata delle nostre risorse:
il tempo.
Se la razionalità è legata alla trilogia ingegnere/
industriale/ imprenditore e da qui alla dismisura, il ragionevole
è legato alla trilogia ingegnoso/ industrioso/ intraprendente
e da qui al territorio e perciò alla misura. Ma mentre le
prime sembrano caratteristica dell'America e Nord Europa, le qualità:
ingegnoso industrioso e intraprendente, sembrano essere più
legate al modello di sviluppo meridiano dei vari Sud del mondo.
VIAndanti Maestosi del tempo
Dobbiamo ridiventare VIAndanti Maestosi del tempo: da kronos-plastica
a kairos-relazioni
Abbiamo, infatti, spezzato il tempo in tempo-dovere e tempo-piacere,
ma lo abbiamo anche spezzato in tempo memoria e tempi escatologici,
in tempo biologico e tempo storico, in tempo mio e tempo degli altri.
Lo dobbiamo ricomporre nella sua unità cosmica, perché
il tempo riunificato ci darà diritto al futuro.
Nella fretta, infatti, di consumare sempre più cose e risorse
della terra noi 'perdiamo' tutto il nostro tempo in un tempo-kronos
che uccide le relazioni umane e le risorse della terra.
In una casa che contenga 10.000 oggetti, ad esempio, sono necessari
molti tempi-lavoro per sostenerla:
· Tempo-lavoro per pagare il mutuo (1° lavoro del padre)
· Tempo-lavoro per fare la spesa e pagare le bollette (lavoro
della madre)
· Tempo-lavoro per la manutenzione della casa: idraulico,
elettricista
(2° lavoro del padre)
· Tempo-lavoro per la pulizia: colf, lavanderia, detersivi..
(lavoro extra di madre, padre, fratello
))
· Tempo-lavoro per la sicurezza di casa e auto (lavoretti
extra o pensione nonno)
La proprietà è la libertà dell'uomo esercitata
sulla natura fisica.
R.T.Troplong
Mettere nel più netto disonore il danaro
Questa frase la diceva, negli anni ottanta lo statista africano
Albert Tévoédjré, parlando di indice del benessere
popolare, in contrapposizione a quello del Prodotto Interno Lordo
. Davanti al dio danaro, dato proprio per scontato da tutti, anche
le menti più vivide e le coscienze più tenaci sembrano
smarrirsi e non vedere, in questa apoteosi di luccichii, tutti i
fallimenti scritti nell'aria inquinata, nella terra avvelenata,
nell'acqua imputridita e smarrita, nell'energia bruciata, nelle
vene aperte di interi continenti e nel sangue versato dai suoi figli.
Sembrano non vedere la tragedia scritta dal modello di sviluppo
occidentale.
Solo se, oltre al muro ideologico est-ovest, già crollato,
crolla anche il muro del profitto, e della nostra indifferenza nei
confronti degli altri componenti la specie umana, i dannati della
terra, e nei confronti della Terra stessa, nostra madre, solo se
si passa dal valore di scambio al valore di utilizzazione di cui
parlava già tanti anni fa Carl Madden, economista inascoltato,
solo in tal caso potremmo gioire del passaggio alla democrazia e
alla libertà non solo dell'Est ma anche dell'Ovest.
Ma perché il muro del profitto e dell'indifferenza crollino
bisogna che il vento della solidarietà incominci a circolare
nelle etiche e nelle filosofie umane. E forse allora possiamo reimparare
lo sviluppo dai "selvaggi" indiani che, un po' straniti,
ci domandano: "Ma come potete comprare o vendere il cielo,
il calore della Terra? Questa idea è strana per noi. Noi
non siamo proprietari della freschezza dell'aria o dello scintillio
dell'acqua: come potete comprarli da noi?".
I media sono un prolungamento del nostro sistema nervoso
Già negli anni settanta la nostra epoca storica veniva definita
come quella dell'industrializzazione dello spirito, un'epoca dominata
da computer, rotative, reti televisive che si colloca nella fase
del post industriale e che concerne direttamente le coscienze, le
mentalità, le culture. La cultura che dominava in passato,
essenzialmente basata sul libro è sconvolta da quella dell'immagine
visiva e sonora, che condizionano fortemente l'uomo sia da un punto
di vista psicologico che sociale. Caratteristiche fondamentali,
infatti della società dell'immagine sono la dimensione ubiquitaria,
la contemporaneità, l'amplificazione della comunicazione
e quella che McLuhan, il grande teorico della comunicazione ha chiamato
'dimensione semantica' molto diversa da quella lineare della comunicazione
alfabetica.
I mass media, secondo McLuhan, comprimono il mondo alla dimensione
di un villaggio o di una tribù. I media, anzi, vengono da
McLuhan paragonati ad un prolungamento del nostro sistema nervoso.
Tutte le invenzioni della tecnologia vengono paragonate a dei prolungamenti
del nostro corpo. La ruota è il prolungamento del piede,
il libro è il prolungamento dell'occhio, il circuito elettronico
è il prolungamento del nostro sistema nervoso. Ora però,
e nonostante le premonizioni di McLuhan, noi consideriamo neutrali
i media e soprattutto la televisione, non li riteniamo un prolungamento
del nostro sistema nervoso e facciamo fare delle operazioni chirurgiche
su di esso senza nessun nostro consenso. Ecco perché oggi
è diventato urgente prendere coscienza del forte inquinamento
psico-spirituale che i media possono operare, ancor più del
sistema scolastico-educativo, e mettere dei ripari ad esso.
La confortevole non libertà dei falsi bisogni
Se McLuhan è considerato il profeta dei mass media, Marcuse,
il sociologo della scuola di Francoforte, poi professore in America
e padre della contestazione del 1968, ne è il più
accanito contestatore. Marcuse, infatti, parlava della nostra società
come quella della "confortevole non libertà", una
libertà sempre più razionalizzata, dove la facoltà
critica dell'individuo è impedita dal livellamento dell'uomo
sottoposto alla tecnologia. I mass media - secondo il sociologo
- non permettono l'indipendenza del pensiero, né l'autonomia
e il diritto alla opposizione politica. E neanche una indipendenza
economica e di consumo perché la macchina produttiva crea
i bisogni secondo una sua logica, che non è quella dell'affermazione
dell'autenticità dell'uomo.
E allora la maggior parte dei bisogni - secondo Marcuse - il bisogno
di rilassarsi, di divertirsi, di comportarsi, di consumare in accordo
con gli annunci pubblicitari, di amare e odiare ciò che altri
amano e odiano, appartengono alla categoria dei bisogni falsi, o
repressivi. Unicamente liberandosi dei bisogni repressivi l'uomo
può aspirare ad essere veramente libero, dopo aver preso
coscienza della propria schiavitù.
Questo tuttavia - sottolineava - è un fatto personale perché
la società non ha interesse alla realizzazione di questa
liberazione.
Televisione potere politico e controllo democratico
In una delle sue ultime interviste anche Karl Popper denunciava
che "non ci dovrebbe essere nessun potere politico incontrollato
in una democrazia. Ora è avvenuto - continuava il filosofo-
che la televisione sia diventata un potere politico colossale, potenzialmente
si potrebbe dire anche il più importante di tutti, come se
fosse Dio stesso che parla. E così sarà se continueremo
a consentirne l'abuso. Essa è diventata un potere troppo
grande per la democrazia. nessuna democrazia può sopravvivere
se all'abuso di questo potere non si mette fine" . Già
Karl Popper proponeva un organo di controllo per gli operatori mass
media prendendolo dal mondo della medicina e dalla forma di controllo
istituita per la loro disciplina, delicata quanto quella degli operatori
dei media. I medici infatti hanno un grande potere sulla vita e
la morte dei loro pazienti che deve necessariamente essere sottoposto
a un controllo. E in tutti i paesi civili c'è un'organizzazione
attraverso la quale i medici controllano se stessi e c'è
anche una legge dello stato che definisca le funzioni di questa
organizzazione. Karl Popper propone che un'organizzazione simile
sia creata dallo stato per tutti coloro che sono coinvolti nella
produzione di televisione. Chiunque sia collegato- afferma il filosofo-
alla produzione televisiva deve avere una patente una licenza, un
brevetto che gli possa essere ritirato a vita qualora agisca in
contrasto con certi principi.
Oggi diventa indispensabile non solo operare un controllo sugli
operatori di media, così come è stato fatto su quello
dei medici e degli insegnanti, proprio per la destinazione stessa
del loro operare, ma appare indispensabile una ri-qualificazione
e ri-fondazione degli operatori di media e degli educatori.
Appare, infatti, indispensabile un processo formativo di liberazione,
che liberi dai bisogni repressivi dei mass media. Appare indispensabile
anche una loro formazione alle sfide del prossimo millennio perché
sia un millennio di pace e non l'ultima era di violenza e di distruzione
dell'umanità.
2. Rivoluzione dell'economia
o Garantire i bisogni fondamentali a tutti, col contributo di tutti
o Incoraggiare l'autoproduzione e lo scambio di lavoro su base locale
o Regolamentare e indirizzare l'attività delle imprese
o Garantire i microcrediti di impresa
o Programmare sulla base del Fattore 4 dimezzando i rischi e raddoppiando
le possibilità
o Dividere equamente le risorse e gli spazi ambientali a livello
mondiale
o Trasformare i rischi in risorse
o Regolamentare il commercio internazionale per garantire guadagni
equi ai produttori
o Distribuire con equità i beni prodotti meccanicamente
La terra ci è data in prestito dai nostri figli
Un'economia è sostenibile ed equa, rispetta cioè i
diritti della terra e i diritti di ogni singolo uomo e di tutti
i popoli se fa entrare il passato, tempi di accumulazione, e il
futuro, tempi di durata, nelle programmazioni presenti perché
"la terra ci è data in prestito dai nostri figli".
· Se passa dal benavere misurato col Prodotto Nazionale Lordo
e il Reddito Pro Capite al reale benessere degli individui e dei
popoli, misurato con indicatori più adeguati, come l'indicatore
della Global compassion o Indicatore della civiltà oltre
che i più consueti oramai Indici di Sviluppo Umano, che fanno
passare dalla centralità dell'homo technologicus ed oeconomicus
alla centralità della persona umana a partire da coloro che
sono i più indeboliti dalle cupidigie umane.
· Se passa dal valore di scambio (per il quale ha priorità
il capitale ovvero il patrimonio monetario, che è importante
sì perché consente una forte mobilità delle
risorse nello spazio e nel tempo, ma ha tuttavia dei tempi di accumulazione
(passato) e di durata (futuro) di poche centinaia di anni) al valore
di utilizzazione per il quale hanno invece priorità i patrimoni
naturali, biologici e culturali che hanno tempi di accumulazione
e durata di molti miliardi, centinaia di migliaia e decine di migliaia
di anni.
· Se passa dal valore di scambio e dal valore aggiunto di
Smith, Marshall e Keynes, dal valore-lavoro di Marx, e dal valore
d'uso degli economisti marxisti, al valore di utilizzazione di Carl
Madden, che incomincia a legare il concetto di valore non più
solo al lavoro e all'evoluzione culturale e tecnologica, ma anche
alla natura, a Madre Terra. Per l'economista americano, infatti,
bisogna non solo tenere conto di tutte le Dotazioni e Patrimoni
(D & P) ma anche del loro tempo di accumulazione (passato) e
del tempo di durata (futuro) privilegiando ovviamente quei patrimoni
che hanno tempi di accumulazione e durata superiori. Il tempo, così,
entra come elemento fondamentale a fianco allo spazio, come tempo
cosmico perché il valore di utilizzazione è strettamente
legato ai tempi di accumulazione (passato) e di durata (futuro).
· La D & P naturale (universo, sole, terra, risorse)
ha un tempo di accumulazione e durata di molti miliardi di anni.
· La D & P biologica (piante, animali, risorse biologiche,
DNA) ha un tempo di accumulazione e durata di molte centinaia di
migliaia di anni.
· La D & P culturale (utensili, agricoltura, linguaggio,
educazione) ha un tempo di accumulazione e durata di molte decine
di migliaia di anni.
· La D & P monetaria che abbiamo finora privilegiato
smisuratamente (e che pure, tuttavia, è importante come strumento
per accrescere la mobilità delle risorse che sono inegualmente
distribuite sia nello spazio che nel tempo) ha, però, un
tempo di accumulazione e di durata di sole poche centinaia di anni.
Con la teoria economica di Madden, che ridimensiona fortemente
il capitale monetario e valorizza gli altri "capitali"
o patrimoni, a cominciare da quello naturale, ma anche culturale,
c'è quasi l'intronizzazione "scientifica" di Madonna
Povertà di Francesco. C'è il passaggio dall'eco-nomia,
con cui l'uomo impone le sue regole (oikos- nomoi) alla natura,
all'eco-logia (oikos-logos) con cui finalmente uomo e natura entrano
in dialogo (logos), ristabilendo il rapporto fraterno tra l'uomo
e le creature della terra non più "cose" da sfruttare
ma fratelli e sorelle con cui convivere.
Un'economia sostenibile ed equa, inoltre, non può essere
più misurata con indicatori economici come PNL e Reddito
pro capite ma con indicatori che ne misurano il benessere sociale
diffuso e con quelli ecologici che ne misurino la qualità
della vita e l'impatto ambientale.
Un indicatore interessante fondato non sull'ammontare di danaro
prodotto è stato l'Indice della "Global compassion and
compulsion" di un popolo, studiato dal ricercatore canadese
per la pace W.Eckardt. E' un indice che vede i paesi del Nord del
mondo meno civili (4,4 su 10) di quelli del Sud (5,2) e la categoria
degli uomini d'affari quella a minore grado di global compassion
o civiltà (2,7), mentre i religiosi (6,3) e gli intellettuali
(7,0) sono quelli a maggiore livello di global compassion.
Questo indicatore, anomalo nel cinico mondo economico, è,
infatti, costruito su parametri come:
· universalità = considerare gli altri come se stessi
· eternità = considerare conseguenze a lungo termine
e benefici a breve termine
· unità = condivisione con altri di valori autentici
· onestà = attualizzazione dei valori così
come vengono pensati ed espressi
· libertà = partecipazione nelle decisioni e obiettivi
per sé e per il prossimo
· nonviolenza = massimizzazione dei valori nelle azioni,
nei comportamenti,
nelle strutture sociali, nell'ambiente naturale e nelle possibilità
future
Distribuire con equità i beni prodotti meccanicamente
Otto sogni accompagnano l'umanità fin dalle sue origini:
liberarsi da: miseria, noia, tradizione, autoritarismo, dolore,
bruttezza, morte, fatica.
Ma ogni volta che si profila la possibilità di realizzare
uno di questi sogni, puntualmente l'umanità si dimostra impreparata
all'evento e ne perde i vantaggi. Così sta avvenendo, ai
giorni nostri, con la possibilità finalmente reale di liberarsi
dal lavoro. Nella mitica età di Pericle, Aristotele vagheggiò:
"se ogni strumento potesse, ad un dato ordine dato, lavorare
da se stesso, se le spolette tessessero da sole, se l'archetto suonasse
da solo sulla cetra, gli imprenditori potrebbero fare a meno degli
operai e i padroni degli schiavi".
Quando scriveva queste cose, i 60.000 cittadini liberi di Atene
erano serviti da 300.000 schiavi.
Oggi grazie al progresso compiuto nel corso della società
industriale, l'antico sogno di Aristotele è vicino alla realizzazione:
le automobili, i frigoriferi, i pullover sono ormai fabbricati in
gran parte dai robot. Come ha calcolato Hyamon G. Rickover (in Prospect
for the rest of the century) se prima occorrevano 20 uomini per
sostituire la forza muscolare di un cavallo, oggi l'energia di cui
dispone ciascun operaio nel suo lavoro di fabbrica equivale alla
forza di 244 schiavi, un'automobile di media cilindrata sviluppa
la forza di mille schiavi; i moderni elettrodomestici forniscono
a ciascuna casalinga un aiuto paragonabile a quello che in Grecia
si otteneva da 33 schiavi.
In altri termini, "nel corso di una sola generazione, un sesto
dell'umanità è passato da uno stato feudale e arretrato
alla più progredita e temibile modernità", come
ha scritto Wright Mills. Nel 1930 il grande economista Maynard Keynes,
parlando a Madrid davanti ad un prestigioso consesso internazionale,
scandalizzò l'uditorio con una conferenza intitolata Economic
Possibilities for our Grandchildren, in cui profetizzava la liberazione
dal lavoro come prospettiva probabile per i propri nipoti. Keynes
è nato nel 1885 ed è morto nel 1946: dunque i nipoti
cui si riferiva corrispondono ai nostri figli. Secondo Keynes già
ai suoi tempi le tecnologie erano così sviluppate da assicurare
all'uomo la soddisfazione dei massimi bisogni primari: il cibo e
la sicurezza.
In tale fortunata situazione, diventava necessario distribuire con
equità i beni prodotti meccanicamente e fare in modo che
ogni cittadino potesse lavorare almeno un poco. Allora non erano
stati ancora inventati i computer, il laser, le fibre ottiche, il
motore a reazione, gli antibiotici, gli anticoncezionali, la fecondazione
artificiale, i voli spaziali, la fissione nucleare, la plastica,
il transistor, il cellulare, la Tac, Internet, le biotecnologie,
la clonazione. Grazie a questi sviluppi, le profezie di Keynes risultano
addirittura approssimate per difetto. Siamo infatti in presenza
di una fase nuova della civiltà, una fase di prosperità
senza lavoro, di jobless growt, come dicono gli economisti americani,
una fase in cui possiamo produrre sempre più beni e servizi
con sempre meno fatica umana.
Cento anni fa, ad esempio, gli italiani erano meno di 40 milioni
e lavoravano per un complesso di 70 miliardi di ore. Oggi sono 57
milioni eppure lavorano solo 60 miliardi di ore, ma riescono a produrre
ben 13 volte di più. In altri termini, l'antico sogno di
Aristotele - la liberazione dal lavoro - si sta avverando. Ma, rispetto
alla liberazione dalla fatica, che ha caratterizzato la società
industriale, la liberazione dal lavoro, resa possibile dal jobless
growth postindustriale, si profila più difficoltosa sul piano
culturale e psicologico.
Lo aveva ben capito Keynes che, accanto alla proposta di ridurre
l'orario lavorativo, raccomandava una parallela sostituzione della
"perizia del lavoro" con la "perizia della vita".
Ma siamo diventati più esperti di vita? Non ancora.
Abbiamo imparato a ridurre il lavoro fisico ma non a valorizzare
la nostra creatività e il nostro tempo libero, non abbiamo
imparato ad alimentare la nostra vita interiore con lo studio e
con l'introspezione; non abbiamo imparato ad arricchire i nostri
rapporti sociali attraverso l'amicizia, l'amore, la solidarietà
e il gioco. Non abbiamo riprogettato, in funzione del tempo libero,
i nostri codici, le nostre organizzazioni, le nostre città,
le nostre imprese, il nostro welfare; non abbiamo educato alla felicità
i nuovi "liberati dalla schiavitù del lavoro".
Con miopia abbiamo costretto la liberazione dal lavoro a tradursi
nel flagello della disoccupazione, della miseria e dell'emarginazione.
Eppure, se ben gestita, essa consentirebbe forme di vita ben più
libere e felici: non solo una maggiore agiatezza diffusa, ma anche
una maggiore autodeterminazione, un'attività intellettuale
più densa, un godimento estetico più educato, una
qualità della vita più lieve e raffinata.
La sfida è esaltante, ma deve superare due ostacoli. Mentre
il comunismo sapeva distribuire la ricchezza ma non sapeva produrla,
il capitalismo sa produrre la ricchezza ma non sa distribuirla.
Così di fronte alla provvidenziale diminuzione del lavoro,
invece di mettere mano a una sua equa e rapida ridistribuzione abbiamo
costretto i padri superoccupati ad ammazzarsi di fatica dieci ore
al giorno e i figli disoccupati a restarsene senza autonomia economica
e senza realizzazione professionale. Il secondo ostacolo consiste
nel fatto che due secoli di società industriale, fondata
sull'idolatria del lavoro come carriera e come riscatto, ci hanno
resi diffidenti verso il tempo libero e incapaci di gustarlo senza
complessi di colpa.
Eppure come dice Koyré, "non è dal lavoro che
nasce la civiltà: essa nasce dal tempo libero e dal gioco".
Così si diventa economisti come si entra negli ordini:
pronunciando un voto, un certo voto d'ignoranza.
Guillaume
La sapienza ignorante dell'economia
La Prima Legge della Termodinamica o Legge della conservazione dell'energia,
stabilisce che non è possibile né la creazione né
la distruzione dell'energia (o della materia, legata ad essa da
rapporti di equivalenza). Si può avere soltanto trasformazione.
La Seconda Legge della Termodinamica, quella dell'Entropia, o dissipazione
o degradazione dell'energia, afferma che l'energia può essere
trasformata solo in un senso, verso una maggiore dissipazione, o,
in altri termini, da uno stato di maggiore disponibilità
a uno di minore disponibilità.
Un aumento di entropia significa, quindi, un aumento di energia
non disponibile.
L'inquinamento, i rifiuti, ad esempio sono energia dissipata. L'acqua
che cadendo in una condotta forzata ha prodotto elettricità,
una volta discesa non può più compiere un lavoro.
L'entropia è quindi la misura della quantità di energia
che non è più possibile convertire in lavoro. E, tenendo
presente l'equivalenza teorica tra energia e materia, è l'aumento
del disordine con cui si presenta la materia.
La scienza economica è stata fondata su una concezione meccanicistica
della realtà e sulla convinzione di una crescita indefinita,
consentita dalla possibilità di attingere a volontà
all'energia fossile allora da poco scoperta: il carbone.
Newton, Cartesio e Bacone sono gli artefici della concezione meccanicistica,
poi trasferita da Locke sul piano sociale e da Adam Smith nella
teoria economica.
Non si era ancora capito, come afferma Rifkin che l'Entropia è
la fondamentale legge della natura da cui dipende la qualità
della vita e che tutta la realtà materiale e quindi anche
e soprattutto l'economia, è implacabilmente sottoposta alla
legge dell'entropia.
Tutta la concezione del mondo, propria dell'illuminismo, Locke,
sul piano filosofico e poi Adam Smith su quello economico, si sono
ispirati ai principi della:
* Meccanica di Newton, e dell'assoluta reversibilità di tutti
i processi
* Matematica di Cartesio, e dell'assoluta reversibilità di
tutti i processi
* Metodologia scientifica di Bacone, e dell'assoluta ripetibilità
dell'osservazione
Nel mondo reale, invece, niente è osservabile due volte nella
stessa maniera e nessun evento è reversibile.
Locke affermava che la società - essendo costituita da individui
che hanno significato in quanto tali, fenomeni fisici, cioè,
che interagiscono con altri fenomeni della materia - ha uno scopo:
proteggere e fare aumentare la proprietà privata dei suoi
membri. Il puro interesse individuale diventa la sola base della
costituzione dello stato e l'asservimento della natura consente
di aumentare indefinitamente la ricchezza degli uomini. Locke affermava
infatti: "Colui che recinta un terreno e da dieci acri trae
maggiore quantità di mezzi di sussistenza di quanto potrebbe
trarne da cento lasciati allo stato naturale, dona novanta acri
all'umanità".
Al pari di Locke, che aveva eliminato qualsiasi concetto di moralità
delle relazioni sociali, anche Adam Smith ritiene che la base di
tutte le attività umane sia l'interesse individuale, eliminando
qualsiasi concetto di moralità dell'economia, e dal momento
che lo scopo dell'economia è la continua espansione del mercato,
si deve accogliere favorevolmente qualsiasi cosa ne favorisca la
crescita.
La sapienza saggia dell'economia: Rifkin, Commoner, Stiglitz,
Amartya Sen
Ripensamento attento del modo
Secondo la denuncia di Jeremy Rifkin, la conclusione operativa del
modello meccanicistico di cui Bacone, Cartesio, Newton Locke e Smith
sono stati i divulgatori è il consumismo, che si fonda sull'alleanza
di ricchezza progresso e scienza:
* Quanto maggiore è la ricchezza materiale accumulata, tanto
più ordinato deve diventare il mondo.
* Il progresso consiste nell'accumulare una sempre maggiore quantità
di beni materiali che si ritiene possa dare origine a un mondo sempre
più ordinato.
* La scienza e la tecnologia rappresentano gli strumenti per portare
a termine questo compito. Su questi concetti si costruisce l'attuale
modello di sviluppo.
"Mentre mi trovavo alla banca mondiale ho preso visione degli
effetti devastanti della globalizzazione sui poveri che abitano
nei PVS
è necessario un ripensamento attento del modo
in cui è stata gestita, degli accordi fatti per eliminare
le barriere e delle politiche che sono state imposte ai PVS
"Se vogliamo che la globalizzazione dal volto umano diventi
un realtà non possiamo, non dobbiamo rimanere in disparte
relegandoci al ruolo di semplici inerti spettatori
Il commercio
"Sembra che il commercio sia diventato un pericolo per i Mutanti.
Avete cominciato a commerciare perché la gente potesse ottenere
collettivamente prodotti migliori di quelli che il singolo poteva
procurarsi, e per esprimere il talento individuale e permettere
a ciascuno di diventare parte del nostro sistema economico. Ma ora
l'obiettivo del commercio è di restare negli affari e a noi
questo sembra molto strano perché vediamo il prodotto per
quello che è, e le persone per quello che sono, ossia una
realtà, mentre affari e commercio non sono reali. Un affare
è soltanto un'idea, il frutto di un accordo e tuttavia l'obiettivo
del fare affari è di restare a tutti i costi in affari a
prescindere dalle conseguenze che questo può avere sulle
persone, sul prodotto e sui servizi!". Sono idee difficili
da capire."
Opulenza ed agonia nel mondo
"La contemporanea presenza di opulenza ed agonia nel mondo
che abitiamo rende difficile evitare interrogativi fondamentali
sull'accettabilità etica dell'organizzazione sociale
.Com'è
possibile che la maggior parte di noi, di fronte alla gravità
e alle conseguenze del contrasto tra agi e miseria, conduca una
vita priva di problemi e preoccupazioni, ignorando del tutto le
iniquità che caratterizzano il nostro mondo? Cecità
morale, egocentrismo, mancanza di compassione, o rassegnazione?"
Povertà e Debito
"La questione della responsabilità morale dei creditori
è stata particolarmente evidente nel caso dei prestiti da
guerra fredda: quando Fondo Monetario Internazionale (FMI) e Banca
Mondiale (BM) concessero i prestiti a Mobutu (ex presidente del
Congo-Zaire, ndr) sapevano che gran parte del denaro sarebbe stata
utilizzata non per i poveri ma per arricchire lo stesso. Molti ritengono
ingiusto che i normali contribuenti di paesi con governi corrotti
debbano restituire prestiti concessi a governanti che non li rappresentavano.
Se la globalizzazione non è riuscita ridurre la povertà,
non è riuscita neppure ad assicurare la stabilità
(nel 97-98 è sembrato che la crisi asiatica potesse estendersi
a tutto il mondo)
Malgrado le reiterate promesse di ridurre la povertà fatte
negli ultimi 10 anni, il numero di persone che vivono in povertà
è aumentato di cento milioni, mentre nello stesso tempo il
reddito mondiale è aumentato del 2,5% annuo".
Il cambiamento nel governo delle istituzioni internazionali e
della Wto
"Il cambiamento più sostanziale, necessario per far
funzionare la globalizzazione è un cambiamento nel governo
delle istituzioni internazionali: al FMI e alla BM sarebbe necessario
modificare il sistema di voto
si dovrebbe dare a tutti la possibilità
di fare sentire la loro voce, evitando ciò che succede al
WTO dove si ascolta solo l'opinione dei ministri del commercio e
al FMI e alla BM dove hanno voce solo i rappresentanti dei dicasteri
di finanze e tesoro
. Difficilmente gli Stati Uniti saranno
disposti a rinunciare al diritto di veto
adducendo che si
accollano i costi dei salvataggi multimiliardari
in realtà
il denaro proviene dai lavoratori dei PVS perché quasi sempre
il FMI viene rimborsato"." Per riformare il WTO sarà
necessario un modo più ponderato di gestire i rapporti commerciali,
più bilanciato nel tutelare gli interessi dei PVS e più
equilibrato nell'affrontare i temi non strettamente commerciali
come ad es. l'ambiente
un passo avanti nella giusta direzione
è stato fatto dall'UE con l'iniziativa tutto tranne armi
che permette d'importare in Europa dai PVS, anche se i prodotti
agricoli non possono competere con quelli europei fortemente sovvenzionati.
La sfida è convincere Stati Uniti e Giappone a fare altrettanto
Il modo migliore per far sì che le istituzioni economiche
internazionali siano più sensibili ai problemi dei poveri,
dell'ambiente
è quello di operare con maggiore apertura
e trasparenza
Il problema della mancanza di trasparenza riguarda
ognuna delle istituzioni internazionali
Il segretario del tesoro
Americano, prima dell'11 settembre difendeva anche la riservatezza
dei centri finanziari off-shore
dove il segreto bancario permette
una serie di operazioni come l'evasione fiscale, il riciclaggio
di denaro sporco e altre attività scellerate come è
stato verificato dopo l'11 settembre, anche il finanziamento del
terrorismo".
Il simbolo delle iniquità globali
"Le proteste internazionali contro la globalizzazione cominciarono
in occasione del vertice WTO di Seattle perché questa organizzazione
rappresenta il simbolo delle iniquità globali e dell'ipocrisia
dei paesi industrializzati che, mentre predicavano e forzavano l'apertura
dei mercati ai loro prodotti industriali nei PVS, continuavano a
tenere chiuse le loro frontiere per i prodotti agricoli e tessili
del terzo mondo e, mentre proclamavano che i PVS non dovevano sovvenzionare
le industrie, continuavano a fornire sussidi miliardari agli agricoltori
a esercitare pressioni per la liberalizzazione finanziaria, ma ad
osteggiare quelle dei servizi come le costruzioni e i trasporti
marittimi dove i PVS sono forti".
Il modello cooperativo: win/win, vinciamo insieme
Diversamente dagli scambi di mercato, che ci si aspetta abbiano
un vincitore e uno sconfitto,
nelle relazioni di rete ci si aspetta che le attività condivise
generino un risultato reciprocamente vantaggioso,
una cosiddetta situazione "win/win".
La più convenzionale idea che concorrere per risorse scarse
sia un comportamento essenzialmente naturale nell'uomo
(l'etica hobbesiano-darwiniana)
lascia il posto così a un concetto radicale,
che vede nella cooperazione
un elemento imprescindibile per la sopravvivenza e il progresso.
J.Rifkin
Competitività o cooperazione? Chiudere il cerchio
"Possiamo ricavare una lezione fondamentale dalla natura: niente
può sopravvivere sul pianeta se non diventa parte cooperativa
di un tutto più vasto e globale" afferma Barry Commoner
che, ricordando agli studiosi la necessità di 'chiudere il
cerchio', li ha riportati dall'eco-nomia competitiva all''eco-logia
cooperativa. La vita stessa ha imparato questa lezione alle origini
della terra. Non dimentichiamo infatti che i primi esseri viventi,
come l'uomo moderno, consumavano la loro base nutritiva man mano
che crescevano, trasformando la riserva geo?chimica di materia organica
in rifiuti che non potevano più servire ai loro bisogni.
La vita così come apparve per la prima volta sulla terra,
si era avviata per un cammino lineare autodistruttivo. La salvò
dall'estinzione l'invenzione, nell'arco evolutivo, di una nuova
forma di vita che riconvertiva i rifiuti degli organismi primitivi
in materia organica fresca. I primi organismi fotosintetici trasformarono
l'avido evolversi lineare della vita nel primo grande ciclo ecologico
terrestre.
Chiudendo il cerchio essi ottennero quello che nessun organismo
vivente da solo può realizzare: la sopravvivenza.
Gli esseri umani hanno spezzato il cerchio della vita spinti non
da necessità biologiche, ma da un'organizzazione sociale
che hanno progettato per "conquistare" la natura: strumento
per acquisire ricchezze governato da esigenze in conflitto con quelle
che regolano la natura.
Il risultato ultimo è la crisi ambientale, una crisi di sopravvivenza.
Una volta ancora, per sopravvivere, dobbiamo chiudere il cerchio.
Dobbiamo imparare a restituire alla natura la ricchezza che le chiediamo
in prestito".
Per passare dall'economia di predazione ad un modello che corregga
i danni e riapra al futuro è necessario passare dalla cultura
dello sfruttamento della natura a una cultura della sua utilizzazione.
Solo la bellezza ci salverà
La natura non è solo da rispettare e conservare, perché
ci dà da mangiare.
Non è solo da disinquinare e rigenerare, perché altrimenti
non ci sarà sopravvivenza.
Non è solo da conoscere più profondamente per poterla
rispettare e capire.
La natura non è solo da capire e rispettare ma è una
madre da amare.
Una madre che ne sa più di noi, una vecchia ragazza emancipata,
una madre che ci sorride, ci coccola, ci vizia, ma ci rimprovera
anche.
La natura è una sorella come l'acqua e un fratello indispensabile
come l'ossigeno,
è l'aria e il vento che spazza via lo sporco e ci porta antichi
odori e nuove brezze mattutine.
La natura è un fratello che ci scalda col suo calore come
il fuoco
e ci ripara dal sole con le querce o come il sole ci illumina di
giorno.
La natura è una madre che nel suo grande utero buono
conserva tutti i suoi figli, quelli morti
e pure quelli vivi per regalarceli quando noi glieli chiediamo.
E non è solo Madre.
Ma è anche la donna più bella che ci sia, la più
affascinante e più ammaliante.
E' bella, però, se è 'naturale', senza belletti chimici
né trucco.
E' bella se è acqua e sapone, se è pura semplicità.
E solo se la guardiamo come una vergine bellissima e non la violentiamo;
solo se la curiamo come una madre amorevole, contro cui non ci ribelliamo;
solo se le facciamo compagnia come ad una sorella tenera che rispettiamo,
solo se ci stupiremo ogni momento per la sua magnitudine e per tutto
il suo splendore:
solo allora la sua bellezza ci salverà.
Terra, acqua, aria, fuoco: beni comuni
Bisogna andare verso il rafforzamento del bene comune, dilatato
a tutto il pianeta e farlo diventare bene comune universale e non
solo un 'bene' difeso come 'cosa europea'. Bisogna anche andare
verso l'effermazione delle risorse, di acqua, terra, aria, fuoco
come beni comuni. (1)
Occorre, infatti, collegare i beni materiali alla loro fonte primaria:
acqua, terra, aria, fuoco, e per questi elementi bisogna definire
lo status di beni comuni (common goods) liberandoli dal concetto
di proprietà, dal valore di scambio e dal profitto, collegandoli
invece al valore di utilizzazione, perché solo in tal modo
si può giungere ad uno sviluppo sostenibile ed equo.
Terra
E' necessario incominciare innanzitutto con quei beni materiali
quali gli alimenti (collegati a acqua e terra) che vanno pericolosamente
sia verso l'insicurezza alimentare e gli ogm, che verso la loro
proprietà e il controllo a livello planetario.
Le grandi centrali di bioingegneria stanno, infatti, lavorando sul
patrimonio biologico, e da ciò il nome di <<scienza
della vita>>, per produrre organismi geneticamente modificati
(Ogm) per i quali non c'è nessuna sicurezza sulla loro innocuità,
intaccando il loro stesso DNA, allo scopo di avere frutti senza
semi, pomodori meglio inscatolabili, prodotti meno intaccabili da
malattie...
Acqua
E' urgente fermare immediatamente la proprietà privata sull'acqua,
sottoposta alla privatizzazione e al suo controllo planetario attraverso
il concetto di bene privato e non bene comune, di bene economico
e non diritto per tutti.
Al 2° Forum Mondiale dell'Acqua (L'Aja, marzo 2000) i ministri
di circa 100 stati hanno approvato un progetto di Dichiarazione
ministeriale che in qualche modo apre la strada alla globalizzazione
e privatizzazione dell'acqua, alla sua petrolizzazione, come dicono
gli oppositori. Confermandola come bene economico, e non come bene
comune e diritto, la Dichiarazione dell'Aja affida la soluzione
del problema dell'acqua al modello di gestione privata (Intergrated
Water Resource Management, IWRM) dando così via libera alla
privatizzazione dell'acqua, per altro già avviata in molti
paesi.
All'Aja la classe dirigente delle multinazionali interessate all'affare
dell'acqua era rappresentata da Suez-Lyonnaise des Eaux, Vivendi,
Biwater, Culligan, Nuon...
L'americana McCurdy Enterprise era presente col suo progetto per
la commercializzazione ed esportazione dell'acqua dei Grandi Laghi
e del S.Lorenzo; Danone, con quello della gestione di tre sorgenti
a tale scopo acquistate in Indonesia, Cina e Usa; e Nestlé,
con quello dell'acqua purificata mediante minerali.
Aria
Forse saranno i mutamenti climatici determinati dall'attività
umana, con relative alluvioni, desertificazioni, a far comprendere
l'importanza dei Protocolli di Kyoto e l'urgenza della loro firma
da parte di tutti i paesi. L'aria, ultimo elemento ancora non sottoposto
di fatto a proprietà privata, ma in realtà sottoposto
all'inquinamento dall'arbitrio degli inquinatori, che la considerano
bene privato, rischia di finire come l'acqua nel coacervo delle
ultime proprietà decretate dall' homo 'non' sapiens.
Fuoco
Fino all'inizio del novecento esisteva ancora l'uso civico del legnatico
e del focatico che sanciva la possibilità di tutti di accedere
al fuoco, fondamentale per qualsiasi trasformazione, oltre che per
il cibo e il riparo dal freddo. Con il passaggio dal legno al carbone,
prima, e al petrolio e all'atomo poi, si passa alla privatizzazione
anche di questo elemento, la cui proprietà viene difesa come
bene privato con guerre e invasioni (Kossovo, Afghanistan e Irak
).
Decalogo della Terra
Acqua
1. Frenare l'eccessivo sfruttamento dei mari
2. Risparmiare acqua
3. Salvare gli ecosistemi
Aria
4. Usare veicoli ecologici
5. Abbassare la febbre del pianeta
Terra
6. Salvare i polmoni verdi
7. Crescere meno in fretta
8. Sconfiggere la fame
Fuoco
9. Non sprecare risorse
10. Puntare sull'energia rinnovabile
La danza dell'acqua e i nostri sensi
Signore donaci la gioia di far danzare i nostri cinque sensi con
l'acqua,
e donaci la gioia di vedere allietato con essa il mondo intero,
noi e i figli dei nostri figli per il tempo infinito che tu hai
decretato
e per lo spazio globale di tutto il pianeta.
Signore donaci la gioia di assaporarla sulle nostre mense,
con gusto schioccando la lingua quando è buona,
e non è inquinata e amara.
Signore donaci la gioia di goderla con la vista
così saltellante e allegra, quando è torrente
così quieta e tranquilla, quando è fiume
così piena di vita che nasce, quando è stagno,
così benefica quando è pioggia che lava le sozzure
e quando è alimento per i campi e diventa grano e uva.
Signore donaci la gioia di ascoltarla con le nostre orecchie
quando scroscia furiosa nella tempesta,
quando è schizzo che si tuffa nella pozzanghera
e quando è mare che, costante, rumoreggia nella risacca.
Signore donaci la gioia di odorare l'acqua del mare
che si mescola con gli odori del finocchietto che spunta sulla costa
o che profuma tutta la casa quando diventa zuppa di pesce
e donaci la gioia di odorare l'acqua di rose
che delicatamente profuma le nostre mani e il viso.
Signore donaci la gioia di toccarla questa acqua che ci hai voluto
regalare
come il più fresco e il più benefico dei tuoi doni.
Di toccarla con tutto il nostro corpo, nella doccia mattutina
o nel bagno rilassante dopo una giornata di stanchezza infinita.
E di vederla scorrere tra le dita tutte le volte, e sono tante,
che una sensazione di sporco ci viene tolta da questa sorellina
davvero umile, preziosa e casta.
Signore donaci la gioia di ricordarci quanto è preziosa
e non solo per noi, le nostre case e città,
ma per Mohammed, beduino nel deserto
e per Jamilà e i suoi bambini nei campi profughi
e per Miriam che si vede sconquassata la casa sotto le bombe
e per Mercedes e la sua casa di latta costruita sui rifiuti.
Signore donaci la gioia di vederla come il sangue che scorre
nelle vene della terra, un sangue bianco, trasparente e casto,
sangue reale per l'umanità,
che umilmente è al servizio di tutti gli umani
per diventare l'acqua del nostro corpo e non farci morire disidratati.
E che è la stessa acqua da sempre,
da quando tu l'hai fatta e giustamente hai detto: E' davvero cosa
buona!
I Principi dell'acqua
1) L'acqua è un dono della natura
Noi riceviamo l'acqua gratuitamente dalla natura. E' nostro dovere
nei confronti della natura usare questo dono secondo le nostre esigenze
di sostentamento, mantenerlo pulito e in quantità adeguata.
Le deviazioni che creano regioni aride o allagate violano il principio
della democrazia ecologica.
2) L'acqua è essenziale alla vita
L'acqua è la fonte della vita per tutte le specie. Tutte
le specie e tutti gli ecosistemi hanno il diritto alla loro quota
di acqua sul pianeta.
3) La vita è interconnessa mediante l'acqua
L'acqua connette tutti gli esseri umani e ogni parte del pianeta
attraverso il suo ciclo. Noi tutti abbiamo il dovere di assicurare
che le nostre azioni non provochino danni ad altre specie e ad altre
persone.
4) L'acqua deve essere gratuita per le esigenze di sostentamento
Poiché la natura ci concede l'uso gratuito dell'acqua, comprarla
e venderla per ricavarne profitto viola il nostro insito diritto
al dono della natura e sottrae ai poveri i loro diritti umani.
5) L'acqua è limitata e soggetta ad esaurimento
L'acqua è limitata e può esaurirsi se usata in maniera
non sostenibile. Nell'uso non sostenibile rientra il prelevarne
sull'ecosistema più di quanto la natura possa rifornirne
(non sostenibilità ecologica) e il consumarne più
della propria legittima quota, dati i diritti degli altri a una
giusta parte (non sostenibilità sociale).
6) L'acqua deve essere conservata
Ognuno ha il dovere di conservare l'acqua e usarla in maniera sostenibile,
entro limiti ecologici ed equi.
7) L'acqua è un bene comune
L'acqua non è un'invenzione umana. Non può essere
confinata e non ha confini. E' per natura un bene comune. Non può
essere posseduta come proprietà privata e venduta come merce.
8) Nessuno ha il diritto di distruggerla
Nessuno ha il diritto di impiegare in eccesso, abusare, sprecare
o inquinare i sistemi di circolazione dell'acqua. I permessi di
inquinamento commerciabili violano il principio dell'uso equo e
sostenibile.
9) L'acqua non è sostituibile
L'acqua è intrinsecamente diversa da altre risorse e prodotti.
Non può essere trattata come una merce.
Vandana Shiva
3. Rivoluzione della produzione
o Valorizzare l'autoproduzione
o Produrre beni fatti per durare
o Produrre su base locale
o Coltivare in maniera biologica
o Evitare produzioni inquinanti e pericolose
o Limitare l'uso delle risorse non rinnovabili
o Utilizzare per quanto possibile energia naturale
o Valorizzare il lavoro comunitario, creativo, non ripetitivo
Il Fattore 4 e gli elementi naturali
Il Fattore 4 che si presenta alla comunità scientifica come
Rapporto per il Club di Roma, illustra come quadruplicare la produttività
e l'eco-efficienza delle risorse, ovvero come raddoppiare il benessere
dimezzando il prelievo di risorse naturali, e in particolare di
materiali, energia e trasporti. Il Fattore 4 può, quindi,
essere visto come una sorprendente risposta alle previsioni catastrofiche
dei modelli dei I limiti dello sviluppo, dimostrando come la Rivoluzione
dell'Efficienza [eco- efficienza, ndr.] sia un percorso inelusibile
sin da ora per consentire alle nostre società di avviarci
sulla strada della sostenibilità ecologica e sociale dello
sviluppo.
La sostenibilità ambientale e sociale, infatti, si può
raggiungere solo muovendosi contemporaneamente sulle vie dell'eco-efficienza
e della sufficienza. Il Fattore 4, nel momento in cui riduce l'impatto
ambientale moltiplicando per 4 l'efficienza della produzione e dell'uso,
si muove sulla linea dell'efficienza, mostrando come sia possibile
raddoppiare la diffusione del benessere nella popolazione mondiale
dimezzando il prelievo delle risorse naturali e dimezzando l'inquinamento
ambientale.
Acqua
· Oceani
Rischi e punti di debolezza (-2): Overfishing, sovrappesca: dal
1950 al 1988 è passato da 19 milioni di tonnellate (8 kg
annui) agli attuali 97 milioni di tonnellate annue
Opportunità e punti di forza (+2): Per il 2050 il pescato
pro-capite non può superare i 10,9 kg annui
· Acqua dolce
Rischi e punti di debolezza (-2): Problemi di qualità dell'acqua,
disponibilità (70% in agricoltura, 20% industria, 10% uso
residenziale) Idroconflitti. Nel 2050 la quantità di acqua
potabile pro-capite scenderà del 73% rispetto al 1950.
Opportunità e punti di forza (+2): Acqua come diritto di
tutti. Accordo internazionale: Contratto Mondiale dell'acqua. Ottimizzazione
degli usi. Risparmio e non spreco: esempio F4 a portata di mano:
l'acqua nei consumi privati
Aria
· Clima
Rischi e punti di debolezza (-2): Dalla rivoluzione industriale
(1751) in poi si sono aggiunte nell'atmosfera 271 miliardi di tonnellate
di carbonio. Le attuali emissioni annue sono di 6,3 miliardi di
tonnellate (le più alti negli ultimi 20 milioni di anni).
Opportunità e punti di forza (+2): Politiche di risparmio
energetico. Passaggio a energie rinnovabili (solare, eolica, marina,
biomassa, vulcanica...). La riduzione delle emissioni di carbonio
prevista a Kyoto di meno 5% dovrebbe secondo gli scienziati essere,
invece, di meno 60-80%. Esempio F4: Yogurt alla fragola: una passione
tedesca che costa 8000 km di viaggio (-2) produzione in loco (+2).
Esempio F4 : L'iperauto
· Urbanizzazione
Rischi e punti di debolezza (-2): Nel 1950 vivevano nelle città
760 milioni di persone. Nel 2050 saranno 6,2 miliardi di persone
a vivere nelle città. Sono 326 le città che nel mondo
hanno un milione di abitanti, 16 sono le megalopoli con oltre 10
milioni di abitanti, a Tokyo 28 milioni. Ciò comporta enormi
problemi di trasporto.
Opportunità e punti di forza (+2): Reimpostare le politiche
dei trasporti evitando su gomma quelli delle merci. Realizzazione
di veicoli ad alta efficienza (l'iperauto). Utilizzo di carburanti
meno inquinanti. Esempio F4: Curitiba: il successo di una politica
intelligente dei trasporti
Terra
· Biodiversità
Rischi e punti di debolezza (-2): Oggi si assiste a un'estinzione
di massa di molte specie causata dall'uomo per alterazione degli
habitat, inquinamento, invasione di specie esotiche... Dai 10 ai
30 milioni di specie di animali piante funghi e microrganismi esistenti.
Opportunità e punti di forza (+2): Applicazione della Convenzione
mondiale sulla Biodiversità. Protezione degli habitat naturali.
· Foreste
Rischi e punti di debolezza(-2): Deforestazione, incendi, conversione
a pascolo. Nell'ultimo secolo si è verificata la crescita
del 75% della popolazione con perdita parallela di area forestale
globale. Europa, Giappone e Nord America con il 19% della popolazione
globale consumano il 63% della produzione di carta e la metà
della produzione industriale di legno.
Opportunità e punti di forza (+2): Riforestazione. Riduzione
dei consumi di carne, legno e carta.
· Popolazione
Rischi e punti di debolezza (-2): Secondo le NN UU nel 2050 potremmo
essere 9,3 miliardi di persone.
Opportunità e punti di forza (+2): Miglioramento delle condizioni
di vita e istruzione femminile per una crescita consapevole
· Alimentazione
Rischi e punti di debolezza (-2): Diminuzione, iniziata nel 1982,
della superficie coltivata a cereali: 1/3 meno rispetto al 1972.
Oggi la produzione è di 1855 milioni di tonnellate annue
(1999).
Opportunità e punti di forza (+2): L'aumento a 2000 milioni
di tonnellate annue della produzione potrebbe alimentare 10 miliardi
di persone. Cereali per l'alimentazione umana e non per quella animale
che deve ritornare al pascolo. Riduzione del consumo di cereali
e carne nel Nord del mondo. Accesso dei contadini senza terra alla
terra: riforme agrarie nel Sud del mondo e riduzione delle estensioni
di piantagioni e latifondi per la produzione da esportazione. Esempio
F4: Carne di manzo: Minor consumo e migliore qualità.
Fuoco
· Materie Prime
Rischi e punti di debolezza (-2): Forti consumi di materie provenienti
dal mondo minerale. In Usa il consumo di materie prime è
cresciuto in un secolo del 1673%. Per la produzione di beni e servizi
si consumano nel mondo 11 tonnellate di materiali pro capite all'anno.
Opportunità e punti di forza (+2): Nell'arco di una generazione
si può arrivare a ridurre del 10% (Fattore 10) l'utilizzo
di materie prime.
· Energia
Rischi e punti di debolezza (-2): Senza correttivi nel 2050 si passerà
ad un consumo energetico annuale di 10247 milioni di tonnellate
di petrolio.
Opportunità e punti di forza (+2): Politiche di risparmio
energetico. Passaggio a energie rinnovabili che potrebbero coprire
nel 2050 il 40% del fabbisogno (prodotti per due terzi dai Paesi
del Sud del mondo) e l'80% nel 2100. Esempi F4: Illuminazione: fabbriche
di lampade a basso consumo invece di centrali elettriche; il Rocky
Mountain Institute: il primo ufficio al mondo completamente biologico
in alta montagna, riscaldato con il solare e ci crescono
le
banane; case fresche nell'assolata California: climatizzare in modo
naturale.
Due sono le vie, una conduce alla vita e un'altra alla morte.
(Didaché
Il passaggio alla bellezza attraverso la sobrietà
La via della sobrietà nelle scienze della terra
DA A La Via della sobrietà
Spazio - natura
Concezione Lineare Concezione ciclica Valore: cicli biogeochimici
Sfruttamento Cicli biogeochimici Valore di utilizzazione
Usa e getta Ridurre, Resistere, Rinunciare,Riparare, Riciclare,
Riusare Conservare la vita
Spazio- territorio
Confini (proprietà) Usi civici Bene comune locale (Comune-unità)
Megalopoli Conurbazioni Città-campagna
Stati-blocchi Micro-macrobioregioni Bene comune universale (Umana-unità)
Il passaggio alla bellezza attraverso la sobrietà
La via della sobrietà nell'economia
DA A
Beni comuni
La terra deve essere sottomessa dall'uomo. L'uomo e la terra sono
la tela della vita.
L'uomo controlla con le sue leggi le leggi della natura (oicos nomos
= economia). Ogni cosa è collegata, uomo e natura sono legati
da un comune destino.(1° legge di B.Commoner)
L'importante è produrre di più(teoria della crescita
economica o trickle down) L'importante è sapere dove vanno
a finire le cose prodotte. (2° legge di B.Commoner)
L'uomo sa gestire perché e la natura. La natura è
l'unica a sapere il fatto suo. L 'attuale chimica della vita è
stata elaborata in tre miliardi di anni diprove ed errori i cicli
disposti dalla natura sono i i più idonei. (3° legge
di B.Commoner)
La scienza e la tecnologia potranno risolvere i problemi creati.
Quando si altera il sistema ambientale lo si fa contraendo un debito
con la natura. (4° legge di B.Commoner)
Il danaro e il capitale sono la Dotazione e il Patrimonio più
importante per dare benessere all'umanità. Le Dotazioni più
importanti sono quelle Naturali, Biologiche e Culturali perché
hanno tempi di Accumulazione di Durata superiori. (D & P, C.
Madden)
Gli squilibri umani e naturali si vincono con un incremento di tecnologia.
Gli squilibri umani si vincono con un incremento di fraternità.
Quelli naturali si vincono se si considera la natura sorella, fratello
e non 'cosa usa e getta'.
Lavoro
Valore di scambio Valore di utilizzazione (K.Madden)
Individuale Cooperativo/comunitario
Mobbing Valorizzazione delle specificità
Divisione tra talenti spirituali e abilità professionali
Integrazione tra talenti spirituali e abilità professionali
Agricoltura e Foreste
Sfruttamento Utilizzazione
Desertificazione Wilderness (natura selvaggia)
Agricoltura chimica Agricoltura biologica
Agricoltura meccanica Agricoltura naturale (Fukuoka)
Agricoltura intensiva/estensiva Siepi/rotazione/maggese
OGM e banche dei semi Tutela biodiversità e non brevettabilità
dei semi
Legno selvaggio Rimboschimento
Caccia Oasi, zone protette
Distruzione paesaggio Parchi
Acqua
Bisogno economico Diritto e bene comune
Inquinamento Controllo scarichi e depurazione
Imbrigliamento, dighe Difesa ecosistemi
Energia
Non rinnovabili Rinnovabili
Petrolio, gas, carboneNucleare Geotermica, solare, biomasse, eolica
.Idrogeno
Trasporti
Gomma Rotaia
Auto Bici e mezzi pubblici
Benzina Idrogeno, elettrica, solare
Autostrade terrestri Vie del mare
Viaggi business Videoconferenze
Industria
Scoperta delle risorse Risorse come patrimonio comune umanità
Privatizzazione Beni comuni e cooperazione
Perdita artigianato Valorizzazione artigianato
Cattedrali nel deserto Piccole e medie imprese
Inquinamento Riconversione ecologica
Bellica Riconversione industriale
Commercio e Finanze
Scambio ineguale Commercio equo
Consumi truffa Associazioni difesa consumatore
Consumi inconsapevoli e selvaggi Consumi critici, sobrietà
felice
Finanziarizzazione dell'economia Finanza etica
Capitalismo selvaggio Controllo monopoli e conflitti d'interesse
Capitalismo mafioso Confisca dei beni dei mafiosi e utilizzo sociale
Dal sogno americano, al sogno europeo, al sogno meridiano
Jeremy Rifkin ha analizzato recentemente, e con abbondanza di fonti
e parametri scientifici, come l'Europa abbia creato una nuova visione
del futuro che sta eclissando il sogno americano. Egli individua
nel Sogno europeo (Mondatori, 2005) una grande via di uscita per
l'attuale situazione geopolitica mondiale: "Quando si pensa
al vecchio Sogno americano, viene in mente l'uomo che si è
fatto da solo. Il nuovo Sogno europeo, al contrario, riguarda piuttosto
il progresso della qualità della vita di un intero popolo.
Il primo mette l'accento sulle opportunità individuali, il
secondo sul benessere collettivo della società. In ogni caso
quando si parla di opportunità individuali, i dati sembrano
indicare che l'Europa stia rapidamente raggiungendo gli Stati Uniti.
E per quanto riguarda la qualità della vita, il vecchio continente
sembra molto più avanti del nuovo mondo. Dovendo riassumere,
direi che l'Europa è diventata un grande laboratorio sperimentale,
senza vincoli, per ripensare la condizione umana e riconfigurare
le istituzioni nell'era della globalizzazione".
Nel passaggio al sogno meridiano la via intermedia sembra, quindi,
sempre di più essere il sogno europeo, come metodo di aggregazione
fondato su valori e forti ideali, già correttivi del sogno
americano, maggiormente fondato invece su mercato e liberismo.
Accogliere dai sogni e dai bisogni del sud del mondo i correttivi
ai modelli di sviluppo americano ed europeo è una sfida non
troppo utopistica quanto una necessità se si vuole dare futuro
al pianeta. Le sfide riguardano, quindi, non solo la modernizzazione
infrastrutturale volta a rendere il territorio più omogeneo
e praticabile per chi ci vive e chi ci lavora, operando una saldatura
tra innovazione tecnologica e ambiente, ma anche la capacità
di utilizzare tre risorse che la politica ha disimparato ad attivare:
il tempo , l'esperienza, le speranze degli uomini
"Grandi cose ha fatto il Signore per noi: ha fatto germogliare
i fiori tra le rocce!".
Ecco, adventus è questo germogliare dei fiori carichi di
rugiada
tra le rocce del deserto battute dal sole meridiano.
Don Tonino Bello
Idee guida dello Sviluppo Meridiano
In tale contesto appare prioritario definire, sulla falsariga degli
studiosi di Wuppertal, le idee guida per uno sviluppo meridiano
a livello di persone, comunità, ambiente ed etica:
PERSONA
· Sviluppo e tutela della persona.
· La consapevolezza che il fine ultimo di qualsiasi operare
umano deve essere la persona nella sua integralità ed in
equilibrio con l'ambiente in cui vive.
· Vivere bene invece di avere molto.
COMUNITÀ
· Il ruolo dei processi di empowerment nell'ambito della
vita delle comunità locali.
· Sviluppo e tutela delle comunità.
· Sviluppo e tutela delle culture.
· La valorizzazione delle vocazioni locali di cultura.
· La città costiera come ambiente di vita, di cultura,
di interculturalismo e internazionalismo.
· Fare una mappa di sviluppo equo delle sub-aree all'interno
dei sistemi sociali.
· Individuare le risorse imprenditoriali già esperite
nel corso della storia che costituiscono il Patrimonio economico
originale del territorio ad un tempo naturale, biologico, culturale
e finanziario e che costituiscono l'economia della memoria e della
conservazione.
· Individuare le risorse imprenditoriali non ancora esperite
sul territorio (economia dell'utopia) e che possono essere l'economia
di passaggio al postindustriale in particolare l'economia dell'entertainment,
dei trasporti e l'economia sociale.
·
AMBIENTE
· Conservazione e tutela dell'ambiente.
· Valorizzazione delle vocazioni locali di natura.
· Equilibrio tra locale e globale.
· Una giusta misura per lo spazio e per il tempo, e proposte
di spazi comuni costieri.
· Individuare le risorse naturali (che cosa abbiamo = economia)
in base alle potenzialità naturali esistenti sul territorio,
agli ecosistemi e alle bioregioni.
· Un programma verde per il mercato e un programma blu per
il mare.
· Il passaggio dal sistema di produzione lineare e quello
ciclico.
· Infrastrutture intelligenti e riutilizzo delle vie marittime
e delle autostrade del mare..
· Rigenerazione del mare come alimentazione, entertainment
e trasporto.
· Fare una mappa del rischio ambientale individuandone gli
interventi correttivi.
·
ETICA
· Etica dello sviluppo e etica dei mercati.
· Tutela delle istituzioni immateriali, quali la fiducia,
la fedeltà ai patti, l'onestà, la legalità,
lo scambio equo e solidale, la responsabilità sociale, l'impronta
etica.
· Una corretta interpretazione e codificazione della globalizzazione.
· Creare un modello di sviluppo economico con implicazioni
positive, nel rispetto delle peculiarità e della trasmissibilità
alle generazioni future.
· La giustizia internazionale realizzata attraverso scambi
mediterranei equi.
· Il vicinato globale e la costruzione della pace mediante
un'attività diplomatica popolare per la risoluzione dei conflitti.
· Previsione del passaggio dal valore di scambio al valore
di utilizzazione.
· Valutazione dei valori dedotti.
· Una circuitazione etica a dimensione dei sud del mondo
dei flussi economico-finanziari.
· Una circuitazione etica a dimensione dei sud del mondo
dei flussi di informazione.
· Una corretta interdipendenza globale dei sud del mondo:
ogni agire, ogni scelta particolare ha implicazioni universali.
Il passaggio alla bellezza attraverso il Sogno Meridiano
La Via meridiana
Andando maestosamente
verso il sogno meridiano
Dal sogno americano Al sogno europeo Al sogno meridiano
Benessere
Dare importanza a ciò che si possiede Godersi la vita Che
tutti abbiano vita e in abbondanza
L'uomo che si è fatto da solo I campanili e l'orgoglio comunale
La convivialità delle differenze
Convinzione di essere popolo eletto Convinzione di essere popoli
che si sono combattuti Tutta l'umanità è popolo eletto
Essere produttivi AGIRE Riflettere, teorizzare VEDERE Vedere giudicare
agire
La felicità personale attraverso l'agire La felicità
personale attraverso il pensare La felicità personale attraverso
il comunicare
La felicità personale attraverso il successo materiale La
felicità personale nelle relazioni sociali e familiari La
felicità personale attraverso le relazioni familiari, comunitarie
e umane
Forte autonomia individuale verso obiettivi personali Interconnessioni
sociali e familiari per obiettivi di gruppo Interconnessioni locali
e globali per obiettivi di giustizia e pace
Spazio e tempo
Spazi ampi ed esclusivi (casa monofamiliare)Quartieri residenzialiDistanza
casa lavoro Spazi condivisi (condominio)Centro storicoVicinanza
casa lavoro Condomini solidaliVillaggio, comunità, quartiereLavoro
comunitario
Localizzazioni Luoghi Luoghi condivisi
Tempo cronometro prestazioni ed efficienza (taylorismo)Tempo dell'agenda
Tempo dell'orologio municipale con successione di tempi individuali
familiari e comuni Tempi della natura (calendario)Tempi della festa
Tempo libero programmato Feste patronali Tempo Kairos (ora è
la salvezza)
Tempo lineare Tempo ciclico Tempo cosmico (liturgizzato)
Lavoro e produzione
Mobilità lavorativa Radicamento lavorativo Unità di
talenti spirituali e abilità professionali
Efficienza del lavoro e regoleAssicurazioni Etica del lavoro eWelfare
nazionali Gusto del lavoro e del prodottoEtica e welfare mondiale
Mansioni Funzioni Creatività
Prezzo di mercato Prezzo giusto Prezzo equo e solidale
Relazioni
Relazioni regolate da contratti Relazioni regolate da patti sociali
e familiari Relazioni regolate dalla lealtà e dalla fedeltà
Utilitarismo nelle relazioni Ethos consuetudinario nelle relazioni
Sacralità del prossimo e dello straniero
Coscienza individuale Coscienza storica Personalismo e universalismo
Valori materiali Ideali storici e collettivi Valori spirituali,
personali, familiari, comunitari
Utilitarismo e pragmatismo Ideologie Valori/ Ideali
Riduzionismo scientificoRazionalità fideistica Fede e Laicismo
Fede e ragione(Gerusalemme ed Atene)
Capacità di produrre Capacità di relazionarsi Capacità
di generare
Si è ricchi in proporzione alle cose di cui riesce a fare
a meno
I maestri di saggezza orientali e occidentali
hanno certo avuto opinioni diverse fra loro sulla natura dell'universo,
ma tutti hanno raccomandato in modo sostanzialmente unanime
di condurre una vita ispirata al principio della semplicità.
Non può essere un caso.
Traendo insegnamento dall'esperienza di generazioni passate,
essi erano giunti alla conclusione che la via che conduce alla felicità
difficilmente passa per l'accumulo di ricchezza.
Lungi da una concezione di privazione,
essi hanno fatto della semplicità una regola dell'arte di
vivere.
Nella tradizione classica, il contrario di uno stile di vita semplice
non è una vita lussuosa, ma piuttosto una vita dispersiva.
Un eccesso di cose intasa la vita quotidiana, disperde l'attenzione,
sperpera le energie e non permette di trovare il senso della vita.
Il girare a vuoto e l'essere sommersi dagli oggetti inutili sono
nemici della felicità.
In definitiva la semplicità ha più a che fare con
la dignità che con la morale,
perché il rischio dell'abbondanza è l'annientamento
di sé.
Gandhi
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