La Tobin tax, per fermare i pirati dell'euro!

L'approvazione da parte del Parlamento italiano dello "scudo fiscale per i capitali rimpatriati", all'interno del decreto legge sull'Euro, rappresenta un atto grave contro le regole di convivenza civile e di derisione dell'onestà dei cittadini italiani. Il provvedimento, infatti, pone una grave discriminazione tra i cittadini che hanno rispettato la legge e quelli che l'hanno elusa, aggirata, infranta e ora derisa. Il tappeto rosso per il rientro dei capitali degli evasori, dei riciclatori, dei fondi neri delle grandi aziende è un atto ideologico e classista. Tanto più indigesto quando, anche se per motivi opportunistici dopo gli attentati dell'11 settembre, gli Stati Uniti e la comunità internazionale cominciano a ragionare su forme di controllo e di regolamentazione dei flussi finanziari che transitano da paradisi fiscali.

Il governo, evidentemente, privilegiando l'intangibilità dei patrimoni (niente più tasse sulle donazioni e le successioni), le imprese sleali (per il sommerso, il falso in bilancio, gli investimenti spesso fasulli che saranno finanziati grazie alla Tremonti-bis), le banche e le finanziarie (cartolarizzazione degli immobili) e tra poco le assicurazioni con le pensioni integrative, sceglie un'altra strada per soddisfare le esigenze di quel blocco sociale affaristico di cui il Presidente del Consiglio è l'espressione principale. Insieme alle disposizioni sulle rogatorie internazionali e sulle opere pubbliche, completa un "sacco" di risorse pubbliche e un grado di intoccabilità che ricorda i feudi medievali piuttosto che una democrazia parlamentare. Rispondono che questa maggioranza è l'espressione delle volontà del popolo elettore. Noi, per conto nostro, immaginiamo un mondo radicalmente diverso e siamo convinti milioni di "granelli di sabbia" sappiano bloccare gli ingranaggi della speculazione, del riciclaggio, della disonestà di chi specula sul lavoro, sul salario, sui risparmi e sulle pensioni dei cittadini e delle cittadine. Alla luce di questi nuovi scenari, la campagna per una legge d'iniziativa popolare per una Tassa Tobin in Italia e in Europa, che intendiamo lanciare nel gennaio 2002, diventa ancora più urgente per bloccare i capitali speculativi, stabilizzare i mercati dei cambi e devolvere il gettito ottenuto ad attività sociali e alla solidarietà internazionale.

Per fare tornare al centro delle scelte economiche la società e la democrazia, e non i riciclatori dei capitali sporchi e i "furbi" che godono della solidarietà fiscale ma non vi contribuiscono. Non basta più denunciare l'irragionevolezza dei provvedimenti e l'interesse privato che governa le risorse e le decisioni pubbliche. C'è bisogno di una proposta e un impegno concreto. Tutti insieme, è possibile.

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