1 - Stupefacenti
Paradisi - Impressioni da Andorra.
2 - Stupefacenti Paradisi - Impressioni da St. Malo e da Jersey.
3 - Stupefacenti Paradisi - Bilancio (estratto dalla conferenza).
4 - Tobin Tax - audizione degli economisti al parlamento europeo.
5 - Forum Social Mondial 2002 - notizie dal Québec.
6 - Difendere e costruire il servizio pubblico.
7 - Brasile Samba e "apagao".
8 - Genova - 13 giugno, un primo appuntamento.
1 - Straordinari paradisi - Impressioni di Andorra
E' sotto lo sguardo tra
il serio e il faceto di migliaia di automobilisti che ogni domenica affrontano
le code del paese del pastis e delle sigarette che Attac ha potuto fare una
dimostrazione piena di colore: Eravamo diventati dei contrabbandieri con la
valigie piene di soldi sporchi, inseguiti da alcuni giudici zoppi.
Ovviamente questi poveri giudici, privati dell'uso delle gambe, non potevano
fermare questi intrepidi contrabbandieri, che conoscevano perfettamente la Grande
Lavatrice, quella che lava più bianco del bianco!!! Noi abbiamo potuto
testare l'opacità del muro di danaro eretto dai criminali in colletto
bianco, ed è con energia, determinazione e grande piacere e speranza
che ci siamo ostinati a farlo crollare. Gli affari dopo... (Thérèse)
2 - Bisognava vedere il sorriso complice degli automobilisti quando, abbassato il finestrino, davamo loro il volantino con un breve discorso: il pastis SI, la pulizia dei soldi sporchi NO. E' stata una giornata intensissima, piena di azione, calorosa nei confronti dei nostri cittadini con la complicità della "crema" dei comitati locali venuti dal grande sudovest. Guarda: l'assenza di questa azione nei giornali di oggi e nelle televisioni mi confortano: noi possiamo fare a meno di loro. (Mireille)
3 - Il fatto di avere previsto tre punti d'incontro successivi (Ax les Thermes alle 11.30, la frontiera alle 15, Tarascon alle 18.30) ha permesso la partecipazione quantomeno parziale di un maggior numero di persone. C'erano più o meno 200 manifestanti per posto. Erano rappresentati almeno quindici gruppi locali, tutti situati in un quadrilatero delimitato da Bayonne, Limoges, Nimes, Perpignan. Il volantinaggio sulla strada di Andorra ha permesso di contattare molta gente: 2000 volantini, in ogni macchina o nei numerosi bus, molte persone erano interessate. A Ax les Thermes animazioni: da notare la "vestizione a lutto" di una agenzia bancaria... Picnic simpatico, molti contatti intergruppo. Alla frontiera la manifestazione è stata particolarmente colorita: animazioni previste dagli organizzatori (muro del denaro sporco, lavaggio di valigie di denaro sporco), alle quali si sono aggiunti i contributi di ognuno dei gruppi partecipanti. Per un'ora un bel clima, tanto festoso quanto militante. A Tarascon, assemblea con dibattito molto interessante sul resoconto dell'incontro con il governo di Andorra. Questo ha prodotto un testo, sottoscritto dai rappresentanti di tutti i comitati locali, indirizzato al "Co-principe di Andorra (Chirac)" per chiedergli di attivarsi per "far sparire il carattere di paradiso fiscale del Principato di Andorra" (testo che è stato trasmesso). Molto apprezzata anche la cassetta di ATTAC-ROMAN sui paradisi fiscali. (Henri).
4 - Ax-les-Thermes, sabato
mattina: si prepara l'operazione "lavaggio delle valigie". Una serie
di valigie piene di soldi sporchi partono dalla cassaforte di Attac 81 e passano
da un intermediario all'altro. Chi sono questi figuri? Mafiosi? Avvocati d'affari?...
Comunque, sono molti. E da dove arrivano questi soldi? traffico di droga, di
organi, di armi, corruzione, prostituzione... Nessun problema, il punto d'incontro
è il paradiso fiscale, simbolizzata dalla lavatrice di Attac 65. Lavate
le valigie, si continua la marcia fin davanti all'agenzia della Société
Générale. Strano: l'agenzia per l'occasione si è vestita
a lutto, probabilmente per denunciare la complicità passiva del sistema
bancario francese e internazionale. L'incontro con il direttore non ci sarà:
peccato.
Sabato, frontiera con Andorra. Distribuzione agli automobilisti di "Joyeuses"
(lett.: "Allegri", "Lieti"): una nuova moneta che si basa
sui valori umani e che simbolizza la riappropriazione del sistema finanziario
da parte dei cittadini. Ma diffidate: "loro" sono capaci di lavare
anche questa, "loro" lavano tutto, "loro" non hanno morale
nei loro paradisi. Allora, i valori umani... (Sébastien).
5 - Resoconto dell'incontro tra ATTAC 09 e il Governo di Andorra il 9 giugno 2001.
La delegazione, composta da quattro membri di Attac, è stata ricevuta da Marc Forne, Presidente del governo andorrano, dal ministro degli esteri e dal capo di gabinetto.
Il Presidente Forne ci è sembrato un politico volubile, che sostiene con convinzione la causa di Andorra, piccolo paese che avrebbe un potenziale bancario "poco significativo" e "non aggressivo", a differenza di altri micro-stati - o anche "grandi stati".
In un primo momento nega di essere alla testa di un paradiso fiscale: la giustizia del suo paese collabora con i paesi stranieri nella lotta alla criminalità finanziaria; il personale delle banche ha ricevuto una formazione specifica su questo aspetto.
Riprendendo l'insieme dei
criteri che definiscono un paradiso fiscale, la delegazione di Attac porta Forne
a riconoscere che alcuni di questi si applicano pienamente ad Andorra.
- Niente imposte dirette: solo le banche offrono un "contributo volontario"
al bilancio statale; l'imposizione del risparmio, caldamente raccomandata dalla
UE anche se nella forma edulcorata negoziata a Nizza, non è voluta da
questo governo. L'imposizione fiscale sulle imprese sarà evitata "fino
a quando ci sarà possibile".
- Estrema protezione del segreto bancario, contemplato d'altronde nella costituzione.
- Possibilità di evasione fiscale per i non residenti: questo riguarda
soprattutto, secondo le autorità di Andorra, i cittadini spagnoli.
La delegazione di ATTAC attira l'attenzione sul libro "Révélation$", che denuncia delle deviazioni nelle società di "clearing" e cita il caso di Andorra (pag. 207) dove una banca (BANCA REIG SA) possiede un conto segreto. I nostri interlocutori sembrano scoprire ora l'esistenza del libro e minimizzano l'eventuale implicazione della BANCA REIG.
Al termine ATTAC espone il problema della società andorrana ORFUNG (che si sarebbe interessata, tempo fa, ai problemi dell'ex miniera d'oro di Salsigne, nell'Aude). Secondo il Presidente Forne questa società è di Andorra, con la partecipazione di capitali spagnoli; esercita un'attività di raffinazione del materiale, importato soprattutto dalla Liberia; la sua attività, che impiega una trentina di persone, si svolge un vecchio essicatoio di tabacco. Abbiamo fatto notare nella réception una targa della società Orfung che ringrazia il governo andorrano per il suo sostegno. Forne ci fa presente che la legislazione sull'importazione di materiali che possono favorire lo sviluppo industriale del Principato è stata giustamente modificata da poco in senso favorevole a queste imprese.
L'impressione generale della nostra delegazione è che le parole che abbiamo sentito siano a favore dello sviluppo di Andorra in direzione di un liberismo ancora più spinto, cosa che attenua di molto la validità dei concetti espressi all'inizio dell'incontro.
6 - Lettera alle autorità francesi
Al Signor Presidente della
Repubblica, Co-Principe di Andorra-
Palazzo dell'Eliseo - Parigi
Copia:
Primo Ministro - Hotel Matignon
Presidente dell'Assemblea Nazionale
Mr. Augustin Bonrepaux, Deputato dell'Ariège, Presidente del gruppo per
l'amicizia franco-andorrano
Signor Presidente della Repubblica, Co-Principe di Andorra,
il 9 giugno 2001 i Comitati locali del Sud della Francia dell'associazione ATTAC
hanno condotto un'azione di sensibilizzazione e di informazione sui paradisi
fiscali.
In questa occasione una delegazione di ATTAC 09 ha incontrato il signor Marc
Forne, Capo del Governo di Andorra, e due suoi collaboratori.
Quanto è stato detto durante l'incontro ha confermato che il Principato
di Andorra presenta una serie di caratteristiche proprie di un paradiso fiscale.
Come in tutti i paradisi fiscali la debolezza della protezione sociale e i bassi
salari sono legati a uno sfruttamento salariale, criterio che il Principiato
di Andorra non tiene affatto segreto.
I firmatari di questa lettera, riuniti a Tarascon-sur-Ariège il 9 giugno
2001, interpellano Lei, signor Presidente della Repubblica, in quanto Co-Principe
di Andorra.
Essi le richiedono, nel quadro delle prerogative spettanti alla sua funzione
(Titolo 3 della Costituzione di Andorra), di intervenire affinché siano
prese nel più breve tempo possibile le misure necessarie a far sparire
il carattere di paradiso fiscale del Principato di Andorra.
Voglia gradire, signor Presidente della Repubblica, l'espressione dei nostri più rispettosi sentimenti.
ATTAC 64 PAU ET BAYONNE; ATTAC 65; ATTAC ALES; ATTAC 82; ATTAC 87; ATTAC BEZIERS;
ATTAC "Les Hauts Cantons de l'Hérault"; ATTAC Comité
UZES; ATTAC GARD ;
ATTAC Comminges ; ATTAC Toulouse ; ATTAC 66 ; ATTAC 09.
Le foto dell'avvenimento sono reperibili sul sito http://attac.org./jersey2001/live.htm
2 - Sorprendenti Paradisi - Impressioni di Jersey e di St. Malo
1- Cara nonna, caro nonno,
Sono di ritorno dalla colonia tematica in un centro di off-shore a JERSEY. Papà aveva insistito perché ci andassi visto che mi ero iscritto e che quando si dice che ci si va bisogna andarci, anche se all'ultimo momento si ha un po' di paura.
Eravamo numerosi ! 160 posti sul traghetto, 600 a St. Malo mi hanno detto gli istruttori.
Era troppo divertente e il tempo era bellissimo. I miei fratelli e sorelle e gli amici sono rimasti a giocare a St. Malo con dei palloncini sulla battigia e ci hanno salutato. Hanno fatto un picnic sulla spiaggia e qualcuno della colonia ha preso dei colpi di sole ! C'era il teatro : " lavaggio di denaro sporco " e della musica. Hanno cantato " andremo tutti in paradiso - fiscale " , " giustizia sociale - giustizia sociale " , " un altro mondo è possibile ".
Poi hanno discusso : i paradisi fiscali : dalla criminalità all'economia del crimine ; le debolezze delle attività delle organizzazioni di controllo ; la compiacenza ; i paradisi fiscali : gli interessi politici della loro soppressione.
Noi, all'arrivo a JERSEY, avevamo dei velieri ad accoglierci e sulle vele c'era la scritta ATTAC. Era grandioso- Bene, il regolamento distribuito allo sbarco era severo e gli istruttori non erano molto simpatici. Bisognava restare sull'erba e allora abbiamo fatto tutti beeh beeh (pecora nera ho pensato) e questo ha persino fatto ridere gli istruttori.. .abbiamo giocato a mondo, lavaggio e giochi di società. Troppo forte !
Abbiamo improvato ( termine che traduce, scherzando, l'inglese "to improve", "perfezionare" ) il nostro english distribuendo il programma agli Jersesi. Credevano che fossimo lì per spaccare tutto poi invece hanno visto che eravamo davvero buoni, e non stupidi, e con delle buone idee per i giochi. Hanno anche creato il primo gruppo ATTAC - JERSEY quel giorno !
Poi abbiamo incontrato il tesoriere del centro. Era molto gentile e anche molto contento che fossimo bravi e che fossimo andati a trovarlo. Invece, dei nostri giochi ha detto che non sono molto veri, che eravamo male informati, che prima investigano sul pressing con il denaro sporco e poi, se non ce n'è più a Jersey, il denaro sporco andrebbe altrove e che loro giocano alla guerra economica ! E poi che non sono nemmeno loro che hanno il grosso pressing del black monopoly
Ci hanno detto una cosa sul " global problem, global solution " e che serviva tempo, ma zia Suzanne e zio Tartakowsky hanno detto " sì, ma quando " e " bisogna pur iniziare da qualche parte ". Ma ve lo racconteranno nella loro lettera.
La sera c'era un " mite inn " con, tra gli altri, Gérard Gourguechon, Bernard Monot, Denis Robert, Christian de Brie, tra gli altri e abbiamo potuto andare a letto tardi . Che bello !
E poi dopo abbiamo lasciato
gli amici e siamo tornati a casa. E' stata una giornata super !
Baci
Eric
P.S. Come al solito papà mi aveva dato dei soldini per comprare qualche ricordino, neanche del denaro sporco ..
Potete trovare le foto dell'evento all'indirizzo seguente http://attac.org/jersey2001/live.htm
2- Non resisto al piacere di ringraziare e di congratularmi di nuovo, a nome
degli abitanti della Charente Marittime presenti, Jean Michel Romero e tutti
coloro che hanno reso possibile questo evento di St. Malo. Riguardo all'impatto
dei media volevo segnalarvi il piccolo reportage trasmesso sabato a mezzanotte
su France-Info con interviste e l'atmosfera di Jersey. (Joël)
3- " Partimmo in 200
e per un pronto rinforzo ci vedemmo in 600 arrivando al porto
Non
è Cornelio che parla ma Ouest-France in data 10/06/2001 (edizione della
domenica) che lo dice : " 200 militanti hanno manifestato pacificamente
sull'isola anglo-normanna contro tutte le speculazioni. Alcuni abitanti di Jersey
manifestavano ieri al fianco di Attac, per denunciare i privilegi fiscali ".
Tutta la pagina 3 di questo supplemento è consacrata alla giornata Sorprendenti
Paradisi, ed il tono è piuttosto simpatico, cosa che sembra indicare
che questa giornata sia stata abbastanza apprezzata. Un solo estratto : "
E Attac ha scelto di prendersela, questo sabato con i Sorprendenti Paradisi
che sono Jersey e Monaco. E di manifestare anche a Parigi (2000 persone) e a
St. Malo (600 persone). Sempre con un'aria di festa, con il pensiero di trasformare
in derisione i movimenti di capitali. Di spiegare che questa evasione fiscale
si fa a svantaggio del finanziamento dei servizi pubblici, che sono assicurati
solo dalle tasse dei contribuenti onesti.
Di ripetere che il riciclaggio de denaro sporco incoraggia la criminalità,
la mafia, il saccheggio del Terzo mondo ". Anche Radio-Armorique ne ha
preso atto. Come diceva il collega di St. Malo in conclusione : non eravamo
forse molto numerosi (non si è mai abbastanza numerosi a protestare),
ma eravamo in ogni caso un numero molto significativo. E l'impatto è
lungi dall'essere trascurabile, come indicano questi primi ritagli di giornale.
La giornata è stata dinamica, il combattimento è stato lanciato
: bisogna continuare. A presto per la continuazione del combattimento. (Gérard)
4- Prima di iniziare questo riassunto, vorrei, a nome di tutti i miei compagni
bretoni e della Bassa Normandia, ringraziarvi dal profondo del cuore della vostra
presenza e dei numerosi segnali di simpatia che ci avete formulato. Se il 9
giugno a St. Malo è stato un successo, è principalmente grazie
a voi. Tutto il lavoro che abbiamo fatto, controvento e contromarea, non aveva
nessun senso senza la vostra mobilitazione. Volevo anche fare un caldo saluto
a Franck Normand, il Robert di una delle mie rubriche (vedere più sotto),
che con il suo coraggio e la sua presenza ha dato alla nostra azione un senso
ed una dimensione umana, che sembra mancare molto nei nostri dibattiti un po'
aridi su dei temi complessi.
Stanando la lepre dei passaporti dei " nativi " di Jersey, Sorprendenti Paradisi St. Malo/Jersey permette, ora, ad Attac di fare una correlazione effettiva fra le sue preoccupazioni e la realtà dei popoli. Oso sperare che questa dimensione perduri poiché è una fonte di rinforzamento ed arricchimento delle nostre lotte.
Riassunto del 9 giugno Jersey
Partirono in 200 e tornarono
in 200. Facendo finta di niente, per noi organizzatori, che tutti quanti siano
tornati da Jersey senza un graffio ed in tempo, non era dato per scontato. Certo
le intimidazioni e le provocazioni (truppe anti-sommossa, tentativo di bloccare
i traghetti a St. Malo) erano dei grossi trucchi, ma va bene, avevamo la responsabilità
di un gruppo. Possiamo dire che Jersey è stato un successo per più
ragioni :
- un'accoglienza attenta e curiosa della maggior parte della popolazione, al
di fuori di qualcuno scocciato,
- uno svolgimento senza scossoni e senza guai,
- un'animazione simpatica e festosa applaudita dagli abitanti,
- il sostegno di quattro velieri molto colorati (di Attac).
- Una copertura mediatica europea (Italia, Svizzera, Inghilterra, Francia) con
la presenza di 40 giornalisti della stampa, della radio, della televisione e
della fotografia,
- Un incontro civico con le autorità di Jersey
- the last but not the least : l'accoglienza del nostro " Robert ",
Franck Normand in testa, che voleva offrire interamente il pranzo alle 200 persone
(ha accettato una partecipazione dopo una lunga trattativa) ed una sensibilità
molto forte dei media nel caso dei " nativi " di Jersey.
Sul giornale di oggi di Ouest-France, il caso di Franck è ampiamente
sviluppato. Da seguire sugli altri supporti stampa. Ai nostri quattro "
Robert " è stata offerta l'adesione ad Attac e tra poco speriamo
nella creazione di Attac Jersey !
Riassunto del 9 giugno Saint-Malo
La mobilitazione ha seguito
l'andamento del sole e della temperatura. Il successo è stato a più
livelli :
- in totale con quelli di Jersey, abbiamo mobilitato più di 800 persone
(600 al Pic-nic della Confederazione, 600 alla conferenza dibattito),
- Una manifestazione da bravi bambini e piena di colori,
- Il ristoro di qualità e a buon mercato grazie alla Confederazione
- Dei laboratori molto seguiti, le sale piene, lo spostamento del laboratorio
di Clearing per permettere a più persone di seguire, per tre ore, le
relazioni di Denis Robert e Bernard Monot, il film di Attac Romans "Attac
au Paradis" (Attac in Paradiso) programmato inizialmente per una sola proiezione
e poi, vista l'affluenza, trasmesso per tutto il pomeriggio,
- Una conferenza dibattito calorosa, molti applausi, con la presenza di tutti
i relatori dei laboratori più il presidente di Attac Polonia, dei rappresentanti
di Attac Belgio e Germania, una conversazione in diretta con Andorra (un po'
confusa per dei problemi tecnici), una sintesi di Jersey fatta dalla delegazione
e l'intervento di Franck Normand.
Per finire, voglio anche ringraziare Attac Cultura che ha permesso di sistemare tutti i problemi di sonorizzazione e che ha girato un film su Sorprendenti Paradisi (quota : 100 franche francesi la cassetta : Attac 22 - souscription, 5, rue du Port, 22000 St-Brieuc, 02 96 52 18 74, assegno all'ordine di Attac)
Jean Michel Romero
secretariat.jersey2001@attac.org
Potete trovare le foto della manifestazione sul sito http://attac.org/jersey2001/live.htm
Bilancio (estratto dalla conferenza)
Discorso pronunciato il 9 giugno sera a St.Malo
Dopo aver evocato gli avvenimenti della giornata ad Andorra, Pierre Tartakowsky ritorna su ciò che ha fatto, detto e constatato la delegazione a Jersey.
Siamo stati oggetto di un'accoglienza
al tempo stesso straordinariamente cortese e diffidente; cortesi i poliziotti
che ci hanno assicurato da un estremo all'altro della giornata la nostra 'protezione';
cortesi i responsabili che hanno 'scortato' i nostri andirivieni; cortesi le
autorità che ci hanno ricevuti in delegazione. La diffidenza, quella,
è stata tenuta allo stesso livello di questa 'cortesia'; movimenti limitati,
controlli continui. Questa diffidenza si ritrovava nelle parole dei bambini:
'siete venuti per prenderci i soldi? Siete venuti a combatterci?' e nella presenza,
discreta ma reale, di forze di repressione venute per l'occasione dalla Scozia.
Abbiamo anche incontrato la solidarietà e la paura; ci sono stati degli
abitanti di Jersey che si sono presi carico di organizzare il pic-nic della
delegazione, abitanti che ci sono venuti a ringraziare del nostro arrivo, sottolineando
il lato pesante, per non dire di peggio, della vita politica dell'isola.
E in questo quadro, sono lieto di annunciarvi al creazione di Attac Jersey.
La nostra delegazione è stata ricevuta da Colin Powell. Gli scambi che
abbiamo avuto non sono stati niente di sorprendente. Noi abbiamo presentato
Attac, spiegato che non avevamo assolutamente niente di particolarmente specifico
contro Jersey e i suoi abitanti, ma che d'altra parte l'esistenza di paradisi
fiscali scuote il nostro senso della giustizia sociale. Che noi intendevamo,
in quel giorno, attirare l'attenzione della pubblica opinione e quella dei governi
sulla loro esistenza e sul loro ruolo di meccanismo base della mondializzazione
finanziaria, ruolo che noi riteniamo profondamente deleterio.
I nostri interlocutori si sono principalmente attenuti a propositi già
espressi, riprendendo l'argomentazione che avevano sviluppato presso l'OCDE.
Questa argomentazione si articola in due punti essenziali: da una parte esistono
dei paradisi fiscali molto cattivi e altri buoni; alcuni puliti e altri sporchi;
alcuni 'cooperativi' e altri 'delinquenti'. Inutile precisare in quale categoria
si classificassero i nostri interlocutori. D'altra parte trattandosi di un meccanismo
globale, questo richiede soluzioni globali, cioè la definizione di nuovi
quadri legislativi, di nuovi criteri che si impongano a tutti i paradisi fiscali
e alle zone off-shore. Nell'attesa che si formalizzi questa distinzione è
estremamente complicato far partire altre pratiche volte a mirare i 'delinquenti'.
A questo noi abbiamo risposto che eravamo d'accordo con l'idea che si trattasse
di un meccanismo globale richiedente soluzioni globali, ma da qualche parte
bisognava pure cominciare. E che se noi eravamo sensibili a ogni slancio 'moralizzatore'
contro i soldi sporchi, non intendavamo comunque limitarci a restare lì;
che i capitali 'grigi', quelli delle grandi imprese, dei grandi patrimoni, quelli
che alimentano la speculazione e la corruzione non dovevano essere esenti da
un controllo sociale. E che il miglior compimento dei paradisi fiscali risiedesse
in fondo nella fine dei paradisi fiscali stessi.
Inoltre, che noi potevamo sottoscrivere il loro impegno per una migliore informazione,
ma alla condizione che questa si sviluppi con procedure, controlli, e una partecipazione
della società civile. Che gli affari di cui si trattava erano troppo
importanti per essere lasciati nelle mani di banchieri o di dirigenti di paradisi
fiscali.
Che conclusioni tirare da tutto ciò e dalla nostra giornata di azione?
La prima è che abbiamo avuto ragione a fare tutto questo: siamo riusciti
a trasformare un dibattito di esperti, un dibattito tecnico, in una discussione
pubblica e politica. In poco tempo abbiamo alzato il livello del dibattito e
delle esigenze pubbliche.
E' una ragione per continuare a sviluppare la nostra campagna 'Tobin subito!',
con particolare riguardo alle lettere da inviare alle banche.
La seconda l'abbiamo capita dagli occhi stessi dei nostri interlocutori; noi
siamo in fase offensiva e loro in fase difensiva; essi temono il conflitto e
detestano che gli si urli nelle orecchie. Inutile dire che questo deve divenire
il nostro modo d'azione nelle settimane e mesi a venire.
Per questo siamo ben intenzionati a continuare. Forse la prossima volta in Lussemburgo?
Nelle settimane che vengono, non mancheranno le occasioni di denunciare il ruolo
dei paradisi fiscali; tutte le nostre campagne, che si tratti del debito, della
Tobin Tax, o del commercio internazionale, tutte hanno a che vedere con i paradisi
fiscali, come con le zone di fabbricazione per l'export, le 'free trade zones'.
La parola è poi data a Frank Norman, abitante di Jersey da generazioni, poi ai rappresentanti di Attac Polonia e Attac Belgio, quest'ultimo ha rappresentato le prospettive d'azione legate alla presidenza europea del Belgio.
Dall'Intergruppo del Parlamento Europeo
Intergruppo "Tassazione del capitale, Fiscalità, Mondializzazione" del Parlamento europeo patrocinato da ATTAC, War on Want e Solidar
11 giugno 2001
Audizione pubblica di economisti sulla Tassa Tobin al Parlamento europeo il 27 giugno 2001 e dibattito con Charles Picqué, Ministro belga dell'Economia.
Alla vigilia della Presidenza belga dell'Unione europea, l'intergruppo del Parlamento europeo "Tassazione del capitale, Fiscalità, Mondializzazione", organizza il 27 giugno 2001 a Bruxelles delle audizioni di economisti sulla Tassa Tobin seguite da una tavola rotonda: "Quali iniziative durante la Presidenza belga?"
Nel corso degli ultimi mesi si sono moltiplicati i dibattiti e le iniziative nei paesi dell'Unione, nel seno delle società civili e nei Parlamenti, sull'idea di una tassa di tipo "Tobin" sulle transazioni finanziarie internazionali per lottare contro la speculazione e trovare delle risorse nuove per l'aiuto allo sviluppo (deposito di un progetto di risoluzione in Gran-Bretagna e in Spagna, emendamento al budget in Francia, voto di risoluzione alla Camera e al Senato in Belgio, creazione di gruppi ATTAC in Danimarca, in Svezia, in Finlandia, ecc.). Nel momento in cui si affermano i consensi, restano i blocchi in seno ai governi e alla Commissione europea, e bisogna ancora rafforzare l'appoggio parlamentare.
L'Intergruppo del Parlamento europeo ha desiderato trattare in modo concreto, sul piano insieme tecnico e politico, la questione della fattibilità e delle condizioni di messa in atto di una tale tassa: Come e dove percepirla? Quali sarebbero gli effetti della sua creazione sulla scala della sola Unione europea in un primo tempo? Come rispondere ai rischi di evasione fiscale e di aggiramento? Sarà sufficiente ad arginare la speculazione sulle monete ed i suoi effetti destabilizzanti? Quale sarebbe l'ammontare dei fondi generati, chi li amministrerebbe e a cosa converrebbe attribuirli in priorità? Ha senso dire che sarebbe contraria ai trattati europei, come ha lasciato capire la Commissione?
Il 27 giugno, tre economisti presenteranno i risultati dei loro lavori e risponderanno alle domande delle ONG, dei cittadini, dei parlamentari. Il Prof. Paul Bernd SPAHN dell'Università Goethe di Francoforte, la cui audizione da parte della Camera e del Senato del Belgio aveva contribuito all'adozione nell'autunno 2000 delle risoluzioni che domandano l'iscrizione di uno studio di fattibilità nel programma della Presidenza belga, presenterà la sua proposta di variante della tassa a doppio tasso. Il Prof. Antony CLUNIES-ROSS dell'Università Strathclyde di Glasgow presenterà i meccanismi di riscossione della tassa e gli effetti aspettati. Bruno JETIN, ricercatore all'Università Paris XIII, presenterà gli ultimi lavori del comitato scientifico di ATTAC sui meccanismi della tassa, la questione dei centri "off-shore" e dell'evasione fiscale e l'utilizzazione dei proventi della tassa.
Questi interventi saranno seguiti da una tavola rotonda sulla Presidenza belga dell'Unione, alla quale parteciperà Charles PICQUE', Ministro dell'Economia e della Ricerca scientifica, futuro co-Presidente del Consiglio ECOFIN. Questo dibattito sarà l'occasione di ritornare sul programma adottato dal consiglio dei ministri del Belgio il 15 dicembre 2000 che include la proposta di domandare, durante la Presidenza belga, uno studio sulla fattibilità e l'opportunità di una tassa sulla speculazione.
Questi incontri al Parlamento
europeo faranno parte di una serie di iniziative organizzate contemporaneamente
a Bruxelles da alcune ONG del Belgio ed europee (rete belga di azione contro
la speculazione finanziaria, 11.11.11, ATTAC, etc).
Nella lotta contro la speculazione finanziaria internazionale e la ricerca di
risorse nuove per il finanziamento dell'aiuto allo sviluppo, siamo convinti
che è venuto il momento per l'Unione europea di passare dalle dichiarazioni
di intenti alle scelte politiche e alle decisioni.
Harlem Désir, Presidente
dell'Intergruppo
Glyn Ford, Segretario dell'Intergruppo.
Potete contattare l'Intergruppo all'indirizzo euro.institutions@attac.org, gruppo ATTAC che riunisce parlamentari e funzionari internazionali delle istituzioni europee.
5-Forum Sociale Mondiale
2002
__________________________________________________________
Da ATTAC Quebec
Nella dichiarazione al quotidiano Le Devoir, il ministro dello Stato agli Affari Internazionali, signora Louise Beaudoin, afferma che il Quebec sarà presente sia al Forum Economico di Davos che al forum sociale mondiale a Porto Alegre, il prossimo gennaio.
ATTAC-Quebec si sorprende e si dispiace di quest'atteggiamento del governo di Quebec. Come si può, infatti, volere seriamente partecipare al Forum organizzato da coloro che vogliono lavorare per l'avvento di un altro mondo, rispetto a quello che prevale a Davos e nello stesso tempo, appoggiare quest'ultimo con una presenza a Davos?
Dobbiamo ricordare al governo di Quebec che il Forum di Porto Alegre è quello dei popoli e dei suoi rappresentanti che hanno detto no a Davos e alla sua pompa. Non si possono servire due maestri contemporaneamente. Si deve scegliere fra i soldi e la gente. Fra il passato e il futuro.
Forse è utile sottolineare l'opinione di un grande banchiere di questo mondo, alla fine della scorsa riunione a Davos. Rivolgendosi ad un giornalista del Nouvel Observateur, il banchiere prediceva con lucidità: "Porto Alegre, è in! Davos, è out!"
ATTAC-Quebec era presente al primo Forum sociale mondiale all'inizio del 2001, ed ha partecipato ai lavori il cui denominatore comune era la lotta contro le politiche neoliberiste che hanno portato, tra l'altro, un attacco senza precedenti contro le protezioni sociali ed economiche strappate dalla grande lotta delle popolazioni del mondo, sia al nord sia al sud. Non si può più tacere sui tagli nella sanità pubblica e nell'educazione fatt dal governo del Québec, né passare sotto silenzio l'aumento ridicolo del salario minimo deciso da questo stesso governo per dare una risposta alle rivendicazioni fatte all'inizio della Marcia mondiale delle donne. I partecipanti al Forum Sociale mondiale hanno anche dato voce alla loro opposizione allo ZLEA, un progetto sostenuto dal governo di Quebec. Se la Signora Beaudoin fosse stata a Porto Alegre durante il 1° Forum, forse non ci sarebbe sentita proprio a suo agio. Quanto al primo ministro di Quebec, il forum economico di Davos l'ha sempre accolto a braccia aperte.
Nell'appoggiare entrambo i forum, il governo di Quebec ci perde in credibilità agli occhi di coloro chi hanno scelto la via del cambiamento.
Per ulteriori informazioni: Pierre Henrichon (514) 352-5539 oppure Robert Jasmin (418) 876-2831 quebec@attac.org
6 - Difendere e costruire il servizio pubblico
Il 9 novembre 2001, si aprirà a Doha (nel Qatar) una conferenza dei ministri dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Michael Moore, la maggior parte dei paesi membri e dei loro negoziatori, sperano lanciare in questa occasione il "round" che non hanno potuto fare a Seattle.
Durante questo negoziato si parlerà dei servizi. Gli appetiti sono molto forti in questo settore in pieno sviluppo che, le società transnazionali, vorrebbero vedere totalmente aperto alla concorrenza nel più breve tempo possibile. Il "big deal" (1) si prepara nei corridoi ermetici di Ginevra dal 1° gennaio 2000 nel quadro dell'Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (AGCS). Nel collimatore dell'AGCS e delle transnazionali ci sono i nostri servizi pubblici (2).
Per metterne in luce e in dibattito la posta in gioco estremamente importante che si negozierà a Doha per il futuro delle nostre società, su richiesta di Attac Rhone, un collettivo unitario (AC !, ACER, Alternatifs,ATHAREP, Attac 38, Attac 42, Attac Mâcon, Cgt (UD du Rhône) FSU duRhône, Groupe des 10 Solidaires du Rhône, LCR, MAN, PS du Rhône,SNESup, UNEF-ID) lancia:
Le assisi dei servizi pubblici
Si terranno a Lione, prima dell'apertura della conferenza ministeriale dell'OMC
dal 19 al 26 ottobre 2001.
Obiettivi:
-capire l'AGCS, i suoi meccanismi, la sua logica, la posta in gioco,
-chiarire le politiche di smantellamento dei servizi pubblici già all'opera
a livello mondiale, europeo e locale,
-definire quello che ci aspettiamo dai servizi pubblici
- interpellare il governo, la Commissione Europea e il Consiglio sulla preparazione
di questo nuovo round.
Contenuto
-cinque mesi (da giugno a ottobre) di animazione su questi argomenti con l'apertura
di laboratori tematici aperti a tutti,
-una conferenza d'apertura sull'AGCS che si terrà il venerdì 19
ottobre con la partecipazione di Susan George,
-una settimana di iniziative pubbliche (dal 22 al 26 ottobre) nelle città
di Lione e di Saint-Etienne sui seguenti temi:
-l'acqua
-l'energia
-i trasporti
-la salute
-l'educazione
-la cultura
-un giorno di chiusura che renderà conto dell'insieme dei dibattiti e
traccerà le prospettive di azione immediata che si terrà nella
settimana dal 5 al 9 novembre.
Preparazione
Dei gruppi autonomi ma convergenti.
Si sono costituiti sei gruppi
intorno ai sei temi identificati. Ogni gruppo è interamente autonomo
per:
-costruire il suo calendario dall'inizio del mese di giugno fino all'apertura
delle Assisi: riunioni di lavoro, iniziative pubbliche, laboratori..
-preparare il suo (o i suoi) contributo(i) alla settimana delle Assisi.
I sei gruppi lavoreranno anche su un canovaccio comune, che resta ancora da definire, in vista della giornata di chiusura (tavola rotonda sui Servizi Pubblici..). Un documento che materializzi questo comune obiettivo sarà annesso a questo documento.
Un coordinamento generale
Per assicurare il coordinamento generale del progetto (finanze, logistica, comunicazione..) è stato formato un collettivo. E' composto, alla data del 30 maggio 2001, da 17 organizzazioni. Rimane aperto a quelle che desiderano aggiungersi.
La segreteria di questo collettivo è di Attac Rhone. Una lista di diffusione via internet permetterà al collettivo di preparare l'ordine del giorno delle riunioni e di gestire questa iniziativa nel migliore dei modi.
Comunicazione
Il sito internet di Attac Rhone
http://www.local.attac.org/rhone/agcs/index.htm
è stato predisposto per permettere a tutti i gruppi di comunicare il
loro calendario dei lavori non appena sarà deciso.
Ogni gruppo può essere contattato ai seguenti indirizzi:
Gruppo acqua: eau.rhone@attac.org
Gruppo energia: energie.rhone@attac.org
Gruppo cultura: culture.rhone@attac.org
Gruppo salute: sante.rhone@attac.org
Gruppo trasporti: transport.rhone@attac.org
Gruppo insegnamento: transport.rhone@attac.org
Una base documentaria è già accessibile sul sito. Ognuno può arricchirla trasmettendo il documento al referente del proprio gruppo (indirizzo del gruppo)accompagnato da qualche riga di presentazione del documento (obbligatorio). In più, ogni documento deve essere catalogato, dal referente, secondo due tipologie: "volgarizzazione" o "tecnico".
ATTAC Rhône rhone@attac.org
di Noelle Mas e Joao Pessoa
Che cosa significa "apagao"? (leggere apagon).. Interruzione generale di elettricità in tutto il Brasile. Ecco il rischio che corre l'ottava potenza mondiale sotto la pressione del Fondo Monetario Internazionale e la direzione servile di un presidente che, con i suoi due mandati successivi, organizzando la privatizzazione delle imprese pubbliche, si è mostrato incapace di gestire il paese. Sullo sfondo di scandali e frodi elettorali, di pubbliche invettive fra presidente e senatori, dunque di crisi politica, si apre una grave crisi economica con delle conseguenze sociali che ingenerano sia il disordine - alcuni parlano di "benefici" della dittatura - sia provocano le elezioni anticipate; ciò che sarebbe meglio poiché il Partito dei Lavoratori, il PT, rimane la principale forza di opposizione e ha delle opportunità di progredire. Ma per questo, bisognerebbe che l'attuale presidente Henrique Cardoso riconosca il suo fallimento e presenti le dimissioni.
Aspettando, il governo, i giornali e la televisione al suo soldo, minacciano: APAGAO ! è quello che succederà se non si fanno delle economie sull'elettricità. Alla TV ci mostrano delle sagge casalinghe che, con rassegnazione, non utilizzano più il microonde..dei tecnici ci mostrano come servirsi del frigorifero..ci annunciano che le compagnie elettriche hanno un deficit di 50 milioni di real (moneta brasiliana) a causa delle installazioni clandestine. Allora assistiamo all'intervista con una povera donna delle favelas che confessa il suo "crimine". - il giornalista:..ma allora non pagando avete fatto delle economie? - la donna: non ho economizzato niente, ho sfamato la mia famiglia..ora che l'installazione è ufficiale, non potrò pagare e mi taglieranno l'elettricità..è assurdo..
E' assurdo e scandaloso, i poveri saranno le prime vittime..gli ipermercati chiuderanno prima e cominceranno a licenziare..E per dare maggiore consistenza al tutto, il governo arriverà a prendere delle misure anti-costituzionali: in caso di superamento del consumo di energia consentito, i cittadini dovranno pagare una sovrattassa dal 50 al 100%..e al secondo avviso si vedranno tagliata l'elettricità..le associazioni dei consumatori e l'Ordine degli Avvocati del Brasile citano il governo per estorsione..
Tuttavia il problema è reale: in Brasile la produzione di energia elettrica si basa essenzialmente sulla forza idraulica. Quest'anno la siccità è precoce..E quello che il celebre scrittore Jorge Amado ha descritto nei suoi romanzi, continua ma con più modernità: i senza terra che andavano a piedi sulle strade e talvolta ci lasciavano la vita, oggi possono prendere l'autobus e le loro foto sono pubblicate dai giornali. Ma, come hanno fatto i loro antenati, questi senza terra che avevano guadagnato un po' di terra, abbandonano tutto e partono per le grandi città andando così ad ingrandire le favelas..
Possiamo porci delle domande: l'acqua manca e tuttavia il Brasile ha il più grande fiume del mondo e delle grandi risorse di falde freatiche..la produzione di energia è insufficiente..ma perché, con il bel sole di questo paese tropicale, non sviluppare l'energia solare? Il Brasile è un paese ricco di risorse naturali, può sviluppare un'economia stabile e ripartire le ricchezze in modo più egualitario. Il governo attuale, al soldo dell'FMI, compie la politica peggiore: chi dice economia di energia, dice abbassamento della produzione e dunque disoccupazione crescente..Queste misure sono state varate in giugno e si considerano permanenti.
Il popolo brasiliano alzerà la testa malgrado la miseria che lo stordisce? Gli studenti cominceranno a protestare? Delle manifestazioni di lavoratori sono già iniziate a Sao Paolo..I movimenti sociali criticano l'FMI e protestano contro il debito..Allora, da qui ad un anno (o prima), per le prossime elezioni presidenziali del 2002, il Brasile può cogliere l'occasione, operare una svolta che affermerebbe una netta volontà politica di raddrizzare il paese, cominciando con lo sradicare la miseria endemica, permettendo l'accesso di tutti all'educazione e alla sanità, organizzando una migliore ripartizione delle ricchezze.. il seguito ALLA PROSSIMA PUNTATA..
Noelle Mas e Joao Pessoa. Stato di Paraiba (nord-est) Brasile
Per comunicare con Noelle,
mandate i vostri messaggi a
liste.attac13@attac.org - che li
trasmetterà.
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8 - Genova- 13 giugno
'01, primo appuntamento.
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Dal Granello di sabbia.
Tutte le informazioni lo confermano, si attendono sempre più persone
dal 19 al 21 luglio a Genova in Italia. In tutta la penisola centinaia di organizzazioni
hanno già firmato l'appello per manifestare e si preparano ad organizzare
importanti trasferimenti. In tutta l'Europa delle coordinazioni nazionali del
Forum Sociale di Genova si mettono in piazza per organizzare le partenze.
Anche dalla Russia. La solidarietà che avete dimostrato rispondendo in
massa all'articolo che abbiamo pubblicato nel n°238 permetterà di
finanziare un autobus di militanti che verranno da Mosca. Avrete molto presto
nuove notizie di loro. Ma grazie fin d'ora a tutti coloro che hanno risposto
all'appello di solidarietà.
Il dibattito su cosa accadrà a Genova oltrepassa le frontiere dell'Europa.
Altri rappresentanti di organizzazioni dei paesi membri del G8 sono, in questo
momento, a Parigi. Vi proponiamo un'occasione per incontrarli e discutere con
loro.
Con l'arrivo in Francia di una delegazione americana e canadese di sindacati
e organizzazioni di lotta contro la mondializzazione liberale, il collettivo
francese per la preparazione del Forum sociale di Genova. Si tratta di scambiarci
i nostri punti di vista sullo stato della lotta alla mondializzazione. Da una
parte il punto di vista americano dopo la mobilitazione in Québec e dall'altra
il punto di vista francese nel quadro della preparazione per Genova.
Interverranno: Nordamericani: -Tony Clarck del Consiglio canadese dei cittadini
(più di 100.000 aderenti) -Tim Costello, americano di Boston che lavora
con associazioni di disoccupati e autore di numerosi libri sulla mondializzazione
-Russ Davis, presidente di Jobs with Justice del Massachusetts -
Fred Azcarate, presidente di Job with Justice national
Il collettivo francese di preparazione a Genova (sindacati, associazioni
)
Dibattito pubblico sulle lotte contro la mondializzazione: mercoledì
13 giugno 2001 alle 19.00 alla bourse du travail 3, rue du chateau d'eau sala
Louise Michel 75010 Parigi (metro repubblica).
Traduzioni a cura di Fabio Affinito, Umberto Bardella, Alessandra Filabozzi,
Dario Martelli, Silvia Pozzi, Andrea Ramone, Patrizia Rosa Rosa.