IL GRANELLO DI SABBIA N° 235

In questo numero. In breve…..

  1. Il diritto alla vita per tutti.
    Un'analisi e delle proposte sull'acqua, l'alimentazione, la salute.
  2. Privatizzazione: fermare l'emorragia
    La dichiarazione di Attac Marocco, che ha appena lanciato una vasta campagna, permette di rendersi conto della situazione in questo paese. Una situazione che condividiamo da molti punti di vista.
  3. Stupefacenti Paradisi
    Dichiarazione dell'Ufficio di Attac Francia che vi invita a partecipare il 9 giugno alla giornata organizzata sui Paradisi Fiscali.
  4. Stupefacenti Paradisi - Lo stupore di Jersey.
    Diversi articoli di stampa dimostrano che le autorità di Jersey non sono tranquille. Si parla anche di una "legge speciale" da parte di ATTAC.
  5. In giugno a Goteborg
    Si organizzano le mobilitazioni contro il summit europeo di Goteborg che avrà luogo in Svezia, l'ultima sotto la presidenza di questo paese.
  6. Notizie dall'Italia
    Appuntamenti dai Comitati Locali e programmazioni delle Azioni in vista del 2 Giugno

 

1- Il diritto alla vita per tutti

Acqua, alimentazione e salute

L'intollerabile
Lo stupefacente di questo inizio del XXI° secolo è, che nonostante la crescita straordinaria, specialmente nel corso degli ultimi 50 anni, della ricchezza materiale ( il prodotto mondiale ha più che quadruplicato) le nostre società si trovano confrontate agli stessi problemi di quelle della fine del XIX° secolo, ossia quello di assicurare ad ogni essere umano l'accesso all'acqua potabile, ad una sana alimentazione di base, alle cure fondamentali per la salute così come l'accesso alla casa e all'educazione.

Ora, a differenza del XIX° secolo, non è per mancanza o per insufficienza di "risorse" che questo si verifica ma, principalmente, per una divisione ineguale delle risorse disponibili in ragione di una ridistribuzione strutturalmente non solidale delle risorse prodotte. In effetti, più la ridistribuzione della ricchezza prodotta è deliberatamente ineguale e non solidale, più l'accesso ai mezzi di produzione della ricchezza è ineguale.

Qui si trova la cifra chiave della condizione umana su scala mondiale nel 2001: 2,7 miliardi di persone su 6 miliardi "vivono" con meno di 90 franchi belgi al giorno ( comparare con il fatto che i tre più importanti patrimoni al mondo corrispondono al reddito dei 47 paesi più poveri del pianeta, abitati da più di 600 milioni di essere umani). Lo stupefacente, è in realtà, l'intollerabile.

Se guardiamo le politiche perseguite dagli inizi degli anni 80' dalle classi dirigenti dei paesi "sviluppati", così come quelle della maggior parte delle classi dirigenti locali dei paesi detti "sotto-sviluppati" o "in via di sviluppo", il livello di tolleranza dell'intollerabile da parte di queste elites è particolarmente alto.

Che si tratti dell'accesso all'acqua potabile, o della produzione agricola per l'alimentazione locale, o della salute, queste elites hanno agito soprattutto in funzione dei loro interessi ( benessere economico, potere politico e militare, potenza del "loro" Stato…) e si sono ben "abituate" al ritorno della crescita della ineguaglianze attraverso il mondo di questi ultimi quindici anni.

Se non ci fosse stata una forte reazione delle "vittime" e dell'opinione pubblica mondiale, le 39 principali case farmaceutiche del mondo non avrebbero mai rinunciato alla pretesa ( in base alla quale hanno impedito in questi ultimi quattro anni l'applicazione di una legge adottata dallo Stato sudafricano nel 1997) che la protezione dei diritti di proprietà intellettuale privata dovesse passare prima del rispetto del diritto alla salute degli esseri umani. Del resto, rispetto a questa pretesa, nessun governo dei così detti paesi "sviluppati" è insorto o ha preso delle misure legislative o politiche che mirassero a condannare l'assurdità e l'immoralità degli interessi difesi dalle case farmaceutiche. E' stato lo stesso per le università più prestigiose del mondo occidentale: nessuna autorità accademica (consiglio di amministrazione, rettorato, consiglio accademico) ha fatto conoscere pubblicamente la sua condanna ( chi comanda, ben inteso, sono gli imperativi finanziari).

La risposta all'intollerabile dei "potenti", oggi.

Il caso dell'acqua.

L'acqua -c'è bisogno di ripeterlo? - è insieme all'aria l'elemento naturale, fondamentale , indispensabile e insostituibile della e per la vita. Da qui la sua vitale importanza per ogni espressione della vita (perfino i computer più sofisticati hanno bisogno, per la loro produzione, di un'acqua molto pura, tra le più pure). Non c'è bisogno di sottolineare i legami sostanziali tra l'acqua e l'alimentazione; acqua e salute; acqua, alimentazione e salute.

Per quel che riguarda, dunque, l'insieme del "mondo dell'acqua", l'intollerabile è presto misurato quantitativamente: più di 1,4 miliardi di persone non hanno accesso ad un'acqua potabile sana; più di 2 miliardi non hanno accesso ai servizi sanitari; più di tre miliardi non beneficiano di alcun trattamento delle acque bianche ( queste vanno tutte "alle fogne"); quasi quindici milioni di esseri umani muoiono ogni anno per mancanza di acqua potabile, tra i quali da tre a quattro milioni di bambini sotto i 12 anni; milioni di bambine non vanno a scuola in Africa, America Latina ed Asia poiché sono obbligate ad occuparsi dell'approvvigionamento dell'acqua per le loro famiglie, e a questo scopo percorrono ogni giorno più di 10 Km; le falde freatiche sono, dovunque, saccheggiate, devastate, inquinate, contaminate ( dagli inquinanti chimici, dalle scorie minerarie ed industriali, dai prelievi sconsiderati in seguito alla costruzione delle grandi dighe); lo stato di salute dei corsi d'acqua, dei fiumi, dei laghi è prossimo al collasso nella maggior parte dei casi ( il Colorado non arriva più al mare. Ne è lo stesso per lo Yang-Tse per certi periodi dell'anno e per un numero importante di fiumi indiani che sono tra i più inquinati al mondo).

Qual è stata la risposta dei dirigenti dei paesi sviluppati, seguiti "necessariamente" da quelli dei paesi "poveri", dal momento che si è preso coscienza della gravità della situazione dell'acqua nel mondo nel 1977 (prima conferenza mondiale sull'acqua organizzata a Mar del Plata dalle nazioni Unite) e dei i risultati piuttosto deludenti del Decennio Mondiale dell'Acqua (1981-90) proclamato dalle stesse Nazioni Unite?

E' stata fondata e rimane imperniata su tre cose strettamente indissociabili:

Ci sono, evidentemente, parecchi elementi positivi nelle soluzioni citate: Globalmente, tuttavia, finiscono sia a generare più male che bene (il caso, per esempio, della privatizzazione nell'esperienza del Regno Unito e della Francia o delle grandi dighe), sia a spostare il problema facendone pagare le conseguenze ai più deboli ed alle generazioni future ( il caso della mercificazione e del finanziamento dei servizi dell'acqua da parte dei consumatori che favorisce le categorie più ricche, in opposizione al principio dell'acqua in quanto bene comune e del finanziamento dei costi dei servizi dell'acqua da parte di tutti attraverso la fiscalità, che favorisce le categorie più povere)

La risposta all'intollerabile secondo i principi e le proposte del "Manifesto dell'Acqua"

Deve articolarsi intorno a due principali gruppi di misure e di soluzioni. Il primo gruppo riguarda il campo dei principi, il secondo il campo dell'azione.

Per quel che riguarda il campo dei principi (di importanza fondamentale per tutte le azioni poiché sono i principi - i valori, le idee, i discorsi, le credenze, gli obiettivi - che animano l'azione) è urgente ed indispensabile operare per l'approvazione a livello internazionale di un contratto mondiale dell'acqua che affermi i principi seguenti:

L'acqua - in quanto fonte fondamentale ed insostituibile di vita - è un bene comune patrimoniale dell'umanità e delle altre forme di vita dell'eco-sistema Terra;

L'accesso all'acqua nella quantità e nella qualità sufficienti alla vita è un diritto umano e sociale, individuale e collettivo imprescrittibile;

E' dovere di ogni persona e comunità umana di fare uso dell'acqua in reale solidarietà con le altre persone e comunità umane del pianeta così come delle generazioni future praticando, in questo modo, una democrazia intra-planetaria ed inter-generazionale effettiva;

Il finanziamento dei costi necessari ad assicurare ad ogni essere umano l'accesso all'acqua in quanto diritto deve essere a carico della responsabilità collettiva (a livello locale, nazionale, internazionale, mondiale).

Non deve essere lasciato al meccanismo del finanziamento dovuto al consumo sul mercato.

La politica dell'acqua non si limita ad essere una politica di gestione di una risorsa naturale in stato di crescente rarefazione. E' soprattutto una politica della vita, una politica del vivere insieme, una politica dello sviluppo solidale e durevole ( considerata in tutte le sue dimensioni).

La politica mondiale dell'acqua sarà partecipativa, solidale e durevole o non sarà: In questo caso negativo, sarà l'ennesimo strumento messo al servizio di una mondializzazione mercantile competitiva, escludente ed espropriatrice dei diritti alla vita di un gran numero di esseri umani.

Per quel che riguarda il campo di azione è urgente ed indispensabile

Riccardo Petrella
Consigliere della Commissione Europea e Professore all'UCL- Lovanio

 

2 - Privatizzazioni: fermare l'emorragia

Banche, trasporti, settore alberghiero e turistico, petrolio e raffinazione, agro-alimentare, acqua, telecomunicazioni, settore agricolo, neppure uno dei settori dinamici dell'economia marocchina che non sia toccato dal movimento di privatizzazione. Dopo la vendita della SAMIR, della CTM, dei monopoli dell'acqua e dell'elettricità, è il turno di Maroc-Telecom, aspettando la RAM, la SOMACA, l'ONEP e molti altri gioielli del settore pubblico.

Parallelamente si prepara lo smantellamento dei servizi pubblici ( poste, sanità, educazione ) dove il settore privato si ritaglia già delle parti importanti.

Perché privatizzare?

In linea con la politica economica liberista iniziata al principio degli anni 80' con l'abbandono della legge di marocchinizzazione e l'adozione del Piano di Aggiustamento Strutturale, le privatizzazioni mirano essenzialmente a tre obiettivi:

Dobbiamo lamentarcene?

Mentre il settore pubblico e l'amministrazione sono largamente discreditati da anni di gestione lassista o incompetente e da pratiche di spreco, di evaporazione di fondi pubblici, di corruzione e nepotismo, il settore privato appare agli occhi di molti come la soluzione al cattivo funzionamento dell'economia e dell'amministrazione, aureolato di virtù di efficacia e modernità.

Parallelamente la legge di mercato sembra a molti come una fatalità alla quale conviene adeguarsi essendo più furbi possibile: "mangiare per non essere mangiati".

Dove andiamo?

Malgrado tutti gli inconvenienti delle privatizzazioni, malgrado tutti gli effetti nefasti che si sono constatati, qui ed altrove, in termine di disoccupazione, povertà, esclusione, insicurezza, si continuano ad applicare le stessa ricette, come se non ce ne fossero altre possibili. Si ha perfino la sensazione di una macchina che si imballi: il movimento di concentrazione si accelera, le borse fanno e disfano le imprese, i settori, intere economie, i licenziamenti si moltiplicano, l'ingordigia delle multinazionali non conosce più limiti, mettendo in pericolo non soltanto la vita quotidiana dei lavoratori ma anche l'ambiente e la vita degli uomini sul pianeta.

Il Marocco si imballa a sua volta: il ritmo delle privatizzazioni si accelera, l'apertura ai prodotti e ai capitali stranieri s'intensifica, le barriere doganali cadono, le zone franche si moltiplicano. Questa spirale è ancor più angosciante in quanto non è sottomessa alla riflessione dei cittadini, e neppure - sembra - a quella dei loro dirigenti. Il mondo, che non ha mai girato così, non potrebbe più girare altrimenti, oggi?

Altre soluzioni sono possibili

Non c'è più fatalità nelle leggi del mercato di quanta ce ne sia nella deriva del settore pubblico. E' tutto questione di scelte, di orientamenti, di volontà. Se ci si vuole mettere nella prospettiva di uno sviluppo durevole al servizio del cittadino, è proprio tempo di dire: non lasciamo la macchina economica imballarsi, facciamo una pausa e cerchiamo altre soluzioni.

E' per questo che lanciamo un appello per una

MORATORIA SULLE PRIVATIZZAZIONI che sia accompagnata

A questo scopo, l'associazione Attac Maroc intende appellarsi a tutte le forze vive della nazione, cittadine e cittadini, associazioni, sindacati e partiti politici che condividono la nostra inquietudine per la dilapidazione del nostro patrimonio comune e si augurano poter esercitare il loro diritto di opinione e di controllo sugli orientamenti economici presi dai nostri dirigenti.

Per più informazioni su Attac Marocco
maroc@attac.org
http://attac.org/maroc

 

3 - Stupefacenti Paradisi

Sabato 9 giugno, giornata nazionale contro i paradisi fiscali.

Nel quadro della sua lotta contro una mondializzazione liberista di cui i licenziamenti di convenienza borsistica di Danone sono una conseguenza ordinaria, Attac chiede delle misure concrete contro l'egemonia dei mercati finanziari e, segnatamente, l'instaurazione della Tobin Tax e la messa fuori legge dei paradisi fiscali.

Questo è l'obiettivo della campagna " 2001. Europa, Tobin subito !", della quale sabato 9 giugno costituirà un momento molto importante. Questa giornata segnerà, in effetti, il lancio di una serie di azioni intitolate Stupefacenti Paradisi e riguardante i paradisi fiscali situati in Europa.

I comitati locali della regione della regione Midi-Pyrénées e alcuni di quella dell'Aquitaine e del Languedoc-Roussillon, coordinati dall'iniziativa di Attac-Ariège, lanciano per questo giorno un'iniziativa in direzione del Principato di Andorra. Vi invitiamo a prendere contatto con attac09@attac.org se abitate la regione.

Su una scala più grande, il 9 giugno sarà segnato anche da un'azione nazionale, immaginata dai comitati locali di Bretagna e Normandia contro un altro paradiso fiscale: Jersey. Questa azione è oggetto di un appello lanciato non solo da Attac France, ma anche da alcuni dei suoi membri fondatori - CFDT Banche, CGT Finanze e SNUI - appoggiati da una serie di Attac di altri paesi: Austria, Belgio, Spagna, Irlanda, Paesi-Bassi, Polonia, Svizzera.

Non si tratta di stigmatizzare in modo particolare questo o quel micro-Stato o territorio, ma, attraverso due casi concreti, di denunciare un sistema finanziario internazionale che si basa sull'esistenza di zone di non-diritto. Ogni cittadino ne subisce direttamente le conseguenze tanto più che, come lo dimostra l'insieme dei documenti della campagna "2001. Europa, Tobin subito !", le nostre banche concorrono direttamente allo sviluppo dei paradisi fiscali. Bisogna ricordarglielo, in qualsiasi posto abitiate.

Attac vi invita dunque tutte e tutti a partecipare in gran numero a queste iniziative, calcio d'inizio di una serie di azioni previste in Francia e in Europa nel corso del 2001. In Francia si concluderanno con una mobilitazione nazionale all'inizio di dicembre a Paragi. Sarà l'occasione di introdurre nel dibattito pubblico le analisi e le proposte di Attac, nella prospettiva della scadenza elettorale del 2002.

Per più informazioni:
http://attac.org/jersey2001
L'Ufficio di ATTAC

 

4 - Stupefacenti Paradisi - Lo stupore di Jersey

Il Jersey Evening Post riporta di strane mobilitazioni da parte delle autorità dell'isola. Mentre prevediamo di mandare circa 200 delegati/e molto pacifici a St. Hélier, rappresentanti i gruppi locali che lo desiderano così come le diverse organizzazioni che chiamano a questa giornata di azione (Attac Austria, Attac Belgio,

Attac Spagna, Attac Francia, Attac Olanda, Attac Irlanda, Attac Polonia, Attac Svizzera, CFDT-Banche, CGT Finanze, SNUI), ecco che loro chiamano alla riscossa la Scozia (!!!) e pensano di legiferare solo per noi. Molto lusingati, ma un poco sorpresi, ci chiediamo semplicemente se ne valiamo la pena.

E' vero che il nostro sito Internet http://attac.org/jersey2001/ è per il momento solo in francese e che non hanno dunque capito che cosa c'era scritto. Beh, le cose si calmeranno, senza dubbio, non appena conosceranno i nostri scopi.

Gli consigliamo in più di prendere contatti con la polizia del Principato di Monaco che abbiamo incontrato in modo festaiolo e pacifico il 7 dicembre scorso durante l'operazione "Roccia" che si era molto ben svolta. Vedi il sito: http://attac.org/nice2000/

Se desiderate essere con noi durante questa giornata del 9 giugno "Stupefacenti Paradisi", è tempo di contattare rapidamente un gruppo locale vicino a voi (: http://attac.org/contact/ ) che si prepara già a partecipare o ad Andorra o a St. Malo-Jersey. Per il momento St. Malo, città, del resto, in cui si trova un negozio Marks&Spenser così come qualche punto vendita dei prodotti Danone, ci accoglierà certamente con più convivialità poiché sale per i laboratori e luoghi di conferenza sono già stati ottenuti.

Ecco i due articoli del giornale in questione.

La Polizia si prepara per una manifestazione ( articolo del 5 maggio )

Sono previsti più di 200 manifestanti protestatori francesi a Jersey il mese prossimo per una manifestazione anticapitalista, ciò che obbliga la commissione incaricata degli affari interni a legiferare d'urgenza in materia di ordine pubblico.

La polizia dell'isola ha già preparato l'arrivo di ufficiali supplementari e di una speciale forza anti-sommossa proveniente dalla Scozia, nel caso in cui la manifestazione diventasse violenta. Otto ufficiali verranno dallo Strathclyde per allenare la polizia di Jersey alla "gestione" di una folla potenzialmente ostile e delle decine di altri ufficiali verranno in rinforzo qualche giorno prima della manifestazione. I frances chei hanno prenotato una traversata in ferry, appartengono al gruppo ATTAC i cui bersagli sono i centri finanziari di tutto il mondo. Sono "L'associazione per una tassazione delle transazioni finanziarie per l'aiuto ai cittadini" e vogliono incontrare il governatore.

Anche se la manifestazione è prevista come pacifica, Alastair Layzell, il deputato che presiede la commissione per gli affari interni, ha ordinato la redazione di una proposta di legge concernente l'ordine pubblico, per sottomettere il progetto il 15 maggio e dibatterlo nel corso di una sessione speciale del parlamento il 29 maggio, proprio in tempo per la visita di Attac il 9 giugno.

La nuova legge somiglierà a quella utilizzata dal Regno Unito per autorizzare la polizia a limitare e controllare le manifestazioni ed arrestare i contravvenenti.

Jersey è ben preparata? ( articolo dell'8 maggio )

La manifestazione anticapitalista organizzata nell'isola dai protestatori francesi il mese prossimo dovrebbe essere pacifica secondo uno dei leaders.

Ma il deputato che presiede la commissione incaricata degli affari interni, Alastair Layzell ha affermato che la polizia dell'isola non esagera prevedendo una speciale operazione che coinvolga degli ufficiali e una brigata anti-sommossa venuta dalla Scozia, nel caso in cui la manifestazione degeneri.

Il deputato Layzell ha ricordato che la sua decisione era ragionevole poiché a Jersey, in caso di problemi la polizia non può chiedere aiuto ad una contea vicina, come in Inghilterra. La manifestazione è prevista per sabato 9 giugno, due giorni dopo le elezioni legislative ed in contemporanea con una grande manifestazione anti-nucleare nel Regno Unito.

Secondo il deputato Layzell, se il capo della polizia Graham Power non avesse preso delle disposizioni per ottenere l'aiuto di ufficiali supplementari, poremmo non essere pronti per la manifestazione di Attac.

Una misura supplementare consisterà nell' annullare tutti i permessi di congedo dei poliziotti per questo giorno.

Layzell ha aggiunto che Power basava la sua preparazione alla manifestazione sulle informazioni che aveva ricevuto ma che poteva ridurre il dispositivo.

 

5 - In Giugno a Goteborg

Manifestazione a Goteborg, Svezia, dal 13 al 17 giugno

Il 16 giugno, il Consiglio d'Europa si riunisce a Goteborg e, tra il 13 ed il 17 giugno, organizzeremo un gran numero di manifestazioni e di attività, alle quali invitiamo i membri di ATTAC del mondo intero. Il centro di queste attività si troverà sotto i tendoni del " forum Fritt", vicino alla chiesa di Fiskekirkan. Vi si svolgeranno un gran numero di seminari, così come dei concerti, del teatro e delle letture di poesia.

Potrete incontrare altri membri di Attac, partecipare ai dibattiti, e porre delle domande. Vi troverete anche un centro di informazione, una libreria e un sacco di altre cose. Ecco il resto del programma:

Per quel che riguarda l'alloggio ed il mangiare, stiamo negoziando con il comune di Goteborg, e se volete beneficiare di questo accordo, vi chiediamo di precisare il vostro nome, indirizzo, nazionalità ed indirizzo e-mail prima del 20 maggio a:
attac.eu.gbg@purpleturtle.com

Vi daremo altre informazioni non appena possibile.

Contiamo su di voi in giugno a Goteborg!

Cordialmente
ATTAC di Goteborg
Per più informazioni su ATTAC Svezia
sverige@attac.org et http://attac.org/sverige/

 

6. Notizie dall'Italia

Fivizzano 23 Maggio: Il gruppo eliogabalo aderente ad ATTAC Italia ha organizzato con il Comune di Fivizzano e di Viareggio due proiezioni sulla Resistenza. L'iniziativa si inserisce nel contesto del progetto Beppe Fenoglio.

Per informazioni 0585 94211 0347 7717401 0584 966334

ATTAC ROMA: Vi inoltro la relazione di Salvatore Cannavò sulla prima riunione del Comitato romano di ATTAC

Si è svolto finalmente una prima riunione di attac roma. Dopo il primo tentativo, andato un po' male, con soli 5 presenti, ieri lunedì 7 maggio, alla riunione romana hanno partecipato in 16: considerato che dei cinque della prima riunione, tre non sono venuti e che gli assenti, più o meno giustificati, cioé sentiti per telefono, sono tra i cinque e i dieci, il gruppetto romano non è male. Alla riunione hanno preso parte soprattutto giovani e sindacalisti e si è deciso di lavorare seriamente per una presentazione pubblica di Attac a Roma il 9 giugno (in occasione della giornata internazionale contro i paradisi fiscali). Preoccupazione comune a tutti e tutte è stata quella di trovare una sede fissa (anche stavolta infatti è stata utilizzata la sede della Cgil), verifica che sarà svolta nei prossimi giorni. Si è anche stabilito che alla prossima riunione si discuterà delle priorità politiche di attac a Roma (ovviamente in relazione alla carta d'intenti dell'associazione). Esigenza diffusa anche quella di continuare nel lavoro di allargamento degli interlocutori: a questo fine si è deciso di partecipare al coordinamento romano antiG8 e a tutte le altre iniziative utili a rafforzare il progetto attac. La prossima riunione è stata convocata per martedì 22 maggio, alle ore 17, sempre in Cgil via Buonarroti 12 (6° piano, fisac), mentre due o tre persone parteciperanno alla riunione nazionale dei comitati locali prevista il 19 maggio a Bologna.
Sempre dalla prossima riunione, infine, daremo vita alle preiscrizioni.
Ciao a tutti e tutte e a presto salvatore cannavò

Siena: Venerdi 24 e Sabato 25 si terrà la due giorni organizzata da Carta- Cantieri Sociali e ATTAC Siena su Globalizzaione e Sapere.

Per il programma potete visitare il sito www.carta.org

Per info invece potete telefonare a Carlo 340 4678325

Genoa Social Forum: ieri si è tenuta una riunione organizzativa del Genoa Social Forum.

Dei dettagli vi informerò con un messaggio più dettagliato.

La priorità assoluta è in questo momento quella di chiedere il rispetto dei diritti democratici, primo fra tutti quello

di manifestare. Dunque l'appuntamento è per il 2 giugno data nella quale dovremmo organizzare delle azioni davanti alle Prefetture

Cerchiamo di comunicarci quali tipi di azioni abbiamo intenzione di organizzare nei comitati locali.

GRUPPO TRADUZIONI: per tutti quelli che hanno intenzione di dare una mano nelle traduzioni vi invio

la mail di Patrizia Rosa Rosa alla quale dovete comunicare la vostra disponibilità:

Patrizia marpat57@libero.it

Traduzione a cura di Patrizia Rosa Rosa

per info e segnalazioni Fiorino Iantorno 347 9141375 iantornofi@libero.it