IIL GRANELLO DI SABBIA N° 228

In questo numero. In breve…..

1- Boicottaggio di Danone, mobilitazione europea.
Si amplifica il boicottaggio del gruppo Danone in solidarietà con gli operai di questa impresa.
Ora oltrepassa le nostre frontiere.

2- Brevi dall'OMC

3- Tobin Tax
Sul fronte della Tobin Tax, i parlamentari, specialmente dopo Porto Alegre, hanno deciso di coordinarsi. Ecco qualche notizia, di cui alcune estremamente incoraggianti.

4- La sfida dei contadini cocaleros in Colombia.
Mentre il paese riceve "l'aiuto" abbondante e militarizzato degli Stati Uniti per, secondo le dichiarazioni ufficiali, smetterla con la produzione di droga, il caso dei contadini coltivatori dimostra a coloro che vogliono fermarsi un attimo a riflettere, che il problema non si risolve con tonnellate di defolianti.

5- Sesamo sostenibile…

6- Solidali con i contadini del Sud.

7- Diritto di copiare

8- Brevi da Attac Italia

1 - Boicottaggio di Danone. Mobilitazione europea.

Danone, Marks & Spencer: l'opinione pubblica europea si mobilita contro i misfatti della logica finanziaria.

Marks & Spencer annuncia la chiusura di tutti i suoi negozi in Francia e in Europa con il conseguente licenziamento di 4000 persone. Risultato: le azioni di Marks & Spencer crescono del 7%.

Nel 2000, Danone ha ottenuto dei profitti per 4,7 miliardi di franchi di cui 900 per i biscotti LU. Questo non le ha impedito di confermare il piano di ristrutturazione, con la chiusura di sei siti di produzione in Europa, di cui 2 in Francia (Calais e Evry) e la soppressione di circa 1800 posti di lavoro, dei quali 600 in Francia.

Attac condanna queste strategie finanziarie. Danone, multinazionale francese in piena salute è insediata direttamente - o con le sue filiali - in Gran Bretagna, Ungheria, Irlanda, Polonia e nella repubblica Ceca. Da una settimana, un ampio movimento di mobilitazione dell'opinione pubblica si è organizzato in Francia per testimoniare solidarietà ai salariati del gruppo. Oggi, questa mobilitazione si sviluppa anche a livello europeo. A questo titolo, Attac Belgio, Attac Spagna, Attac Irlanda, Attac Italia e Attac Svizzera si uniscono a questo appello che trasmetteranno nei loro rispettivi paesi. L'opinione pubblica europea vuol pesare sull'esito del conflitto; il boicottaggio è un mezzo.

E' per questo motivo che Attac si felicita delle iniziative che sono state prese da molti consigli comunali, dai consigli generali, dai comitati di fabbrica, dai parlamentari francesi ed europei. Attualmente circolano due appelli che condannano le pratiche dell'impresa e sostengono l'appello al boicottaggio dei prodotti Danone lanciato dai salariati dell'impresa, uno all'Assemblea nazionale su iniziativa del coordinamento degli eletti membri di Attac e che ha raccolto un centinaio di firme di deputati, un altro al Parlamento europeo firmato, per il momento, da parecchie decine di deputati. Infine, gli animatori del coordinamento degli eletti membri di Attac al Senato si uniscono alla presente dichiarazione.

Affermiamo ancora una volta la nostra solidarietà ai salariati e ai loro movimenti di resistenza. Incitiamo tutti i nostri comitati e gruppi locali aderenti a continuare la mobilitazione e a sensibilizzare i nostri concittadini nei luoghi di vendita.

L'opinione pubblica è scioccata e i lavoratori del gruppo invitano al boicottaggio dei prodotti Danone:

ACTIMEL - ARVIE - BADOIT - BELIN - BIO -BLEDINA - CHARLES GERVAIS - CHIPSTER - CRACKERS DE TABLE - CRACOTTES -DANETTE - DANONE - EVIAN - FJORD - GALBANI - HEUDEBERT - JOCKEY - LU -PELLETIER - PEPITO - PRINCE - SALVETAT - TALIANS - TUC - VOLVIC.

2 - Brevi dall'OMC

1- La guida per i negoziati sui Servizi adottati

L'accordo registrato è un forte segnale che gli Stati Membri sono pronti e desiderosi di proseguire sulla strada dei negoziati anche in assenza di un nuovo Round. Il Direttore della Divisione dei Servizi (quello che si è lamentato che la campagna contro l'AGCS, che giudicava premeditata, deformava considerevolmente le intenzioni di quelli che volevano concludere il progetto) ha qualificato l'accordo come "una buona notizia" ed aggiunto che "tutti potevano considerarlo come una nuova fase di negoziati".

La guida che è stata adottata si riferisce, per la maggior parte, a delle disposizioni esistenti nell'AGCS. I paesi in via di sviluppo sono, per parte loro, riusciti ad ottenere che gli sia concessa una "flessibilità appropriata" al momento dei negoziati sulle esenzioni alla NPF (nazione più favorita).

Durante la riunione di bilancio di fine marzo sui progressi compiuti da un anno, le discussioni si sono concentrate sulla natura e i tempi di lavoro futuri all'interno della Sessione Speciale. Sono state presentate 70 proposte da più di 40 paesi; questo numero importante è stato considerato come il segnale della volontà dei negoziatori di andare avanti, Ma qualche delegazione ha, in privato, manifestato la costernazione di constatare la predominanza dei paesi avanzati in queste proposte e ha messo in dubbio la possibilità per i PVS di far avanzare delle proposte che rispondano ai loro interessi.

2- Il posto delle ONG alla conferenza ministeriale di Doha (Qatar).

Secondo l'OMC, un Centro delle ONG sarà disponibile a Doha per i rappresentanti della società civile, comprenderà delle sale per le conferenze, per la stampa e per le riunioni. La hall della Fiera, dove sarà installato il Centro delle ONG, è a due minuti a piedi dal Convention Center dove si terrà la Conferenza Ministeriale. Saranno messe a disposizione di tutti i partecipanti (delegati, osservatori, stampa e ONG) 4.400 camere: l'OMC pensa che questo numero sarà sufficiente ma non è impossibile che si sia costretti a limitare il numero dei partecipanti. ( ! )

L'OMC ha ugualmente annunciato la creazione di un gruppo operativo inter-divisione che dovrà occuparsi delle relazioni OMC/ONG. La creazione di questo gruppo è giudicata dall'OMC come una nuova iniziativa appropriata a risollevare i rapporti tra OMC e società civile. Questo comitato dovrà presentare delle idee e delle strategie per sapere come interagire con le ONG, organizzare dei laboratori e dei simposi e migliorare le relazioni attraverso il sito dell'OMC. Comprenderà circa 12 rappresentanti delle principali divisioni dell'OMC e relazionerà al Direttore Generale; avrà il ruolo di coordinatore per le attività che avranno relazione con le ONG. ( è quel che si dice spianare il terreno!). Le ONG potranno fa richiesta di "assistere" alla conferenza a partire dal prossimo mese di maggio.

3 - I PVS si oppongono al marchio di garanzia sociale il cui testo legislativo è in preparazione in Belgio.

L'Egitto, Hong Kong, il Brasile. L'India, l'Argentina, la Malesia ( per l'ASEAN) e il Pakistan sono tra coloro che hanno condannato questa legge che creerebbe un marchio per le merci e i servizi prodotti in maniera socialmente responsabile. Secondo la Malesia si tratta di un argomento da discutere all'OIL (organizzazione internazionale del lavoro) e non all'OMC.

L'UE, che parlava in nome del Belgio, ha spiegato che il suo ottenimento sarebbe basato su un'adesione volontaria e che nessuno incorrerebbe in sanzioni.

Un altro dibattito in corso davanti al comitato degli OTC (ostacoli tecnici al commercio) è quello dell'etichetta ecologica sui prodotti del bosco (nel quadro della legge sulla "conservazione responsabile della foresta") che deve essere prossimamente presentato davanti alla Camera Alta del parlamento olandese. La Malesia, (sostenuta dal Brasile e dal Canada) ha fatto notare al Comitato che questa misura sarebbe discriminatoria e rappresenterebbe un ostacolo al commercio.

4 - Nessun accordo al Codex riguardo alla tracciabilità

Se consideriamo che sono stati fatti significativi progressi per la definizione di norme internazionali per i prodotti derivati dalle biotecnologie, non si è potuto ottenere nessun consenso invece riguardo al problema della tracciabilità, soprattutto a causa dei disaccordi tra l'UE e gli USA. L'inclusione di questa misura non è riuscita principalmente per l'opposizione degli USA, del Canada, dell'Australia, della Nuova Zelanda, del Sudafrica, dell'India e dell'Indonesia. Certi paesi pensano che la tracciabilità costi troppo e non sia necessaria. Resoconto completo su: www.who.int/fsf/Gmfood/ <http://www.who.int/fsf/Gmfood/>

5 - In Asia ci sono delle ONG che si oppongono all'avvio di un nuovo Round.

La coalizione di ONG, capitanata da Third World Network, pensa che gli sforzi fatti dall'UE per l'avvio di un Round che includerebbe i problemi della concorrenza, degli investimenti e dei mercati pubblici non sia giustificato e contenga dei rischi economici, sociali ed ambientali. Pensa che gli sforzi fatti dal direttore generale dell'OMC, Mike More, per suscitare entusiasmo per un tale varo gli abbia fatto oltrepassare il suo mandato poiché non tutti i paesi appoggiano l'idea di un nuovo Round.

Gruppo di lavoro "Trattati Internazionale". omc.marseille@attac.org

3 - Tobin Tax

1. Svezia: la vice primo ministro Lena Hjelm-Wallen si dichiara a favore della Tobin Tax.

In parallelo al vertice di Stoccolma, Lena Hjelm-Wallen, vice primo ministro svedese ha dichiarato davanti a dei militanti di Attac Svezia: "Sono d'accordo con la Tobin Tax".

Questa dichiarazione è stata fatta mentre la Svezia detiene la presidenza dell'Unione Europea dal 1 gennaio 2001 al 30 giugno 2001. I deputati europei, membri dell'inter-gruppo "Tassazione del capitale, fiscalità e mondializzazione" hanno dunque deciso di interpellare ufficialmente la Presidenza del Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea. Depositeranno delle richieste orali per ottenere l'iscrizione nell'ordine del giorno di un prossima sessione plenaria del Parlamento, di un dibattito sulla posizione del Consiglio e sulle iniziative che potrebbe prendere la presidenza svedese. Del resto, un dibattito sulla Tobin Tax dovrebbe aver luogo al Parlamento nazionale svedese, nel contesto della presidenza svedese del consiglio dell'UE.

2. Spagna:

-presentazione di una "proposta non legislativa" sulla Tobin Tax alla Camera dei Deputati

Una "proposta non legislativa" che chiede la messa in opera di una tassa del tipo Tobin è stata presentata, a nome del gruppo parlamentare del Partito Socialista spagnolo, alla Camera dei Deputati, il 14 marzo 2001, dal deputato Juan Manuel Eguiagaray.

Questa proposta sulle azioni di cooperazione internazionale in vista della promozione della stabilità finanziaria, dello sviluppo economico e dell'uguaglianza in un 'economia globalizzata dovrebbe essere dibattuta nelle prossime settimane alla Camera.

Potete consultare il testo della proposta sul nostro sito:

http://tobintaxcall.free.fr ed inviare il vostro sostegno e/o le vostre osservazioni su questa proposta non legislativa.

-Anche in Catalogna.

Il gruppo socialista "Ciutadans pel Canvi" del parlamento della Catalogna ha appena presentato una proposta per la Tobin Tax. Questo testo deve essere ora esaminato dalla Commissione competente.

3. Nuovi firmatari dell'appello mondiale dei parlamentari a favore della Tobin Tax.

L'11 aprile 2001, sarà un anno che l'appello mondiale dei parlamentari per la Tobin Tax sarà stato diffuso da Washington.

Durante queste ultime settimane, ci hanno raggiunto dei nuovi firmatari, in particolare dalla Spagna, dalla Svezia, dove Attac è appena nato, e da parecchi paesi dell'Africa in occasione dell'assemblea paritaria ACP/UE che si è svolta in marzo a Libreville. In Austria, un ex ministro delle finanze, Rudolf Edlinger ha appena firmato. Ad oggi sono 582 parlamentari in rappresentanza di 31 paesi di tutti i continenti ad aver firmato l'appello.

Per stimolare i parlamentari nazionali ed europei a continuare a far firmare altri parlamentari, Attac Svezia ha pubblicato una classifica per paese dei firmatari. Potete così verificare la posizione del vostro paese:

-Germania: 17

-Australia: 10

-Belgio: 50

-Canada: 33

-Danimarca: 11

-Spagna: 20

-Francia: 129

-Gran Bretagna: 142

-Italia: 29

-Svezia: 72

Ma si contano ugualmente dei deputati dell'Argentina, del Brasile, del Cameroun, del Costa Rica, della Costa d'Avorio, della Finlandia, della Grecia, dell'India, dell'Irlanda, del Lussemburgo, del Madagascar, del Mali, dei Paesi Bassi, della Nuova Zelanda, della Norvegia, del Portogallo, del Senegal, del Sudafrica, della Svizzera e degli Stati Uniti.

Potete consultare la lista completa dei firmatari su:

http://tobintaxcall.free.fr

l'obiettivo resta quello di raccogliere più di mille parlamentari intorno all'appello. Grazie a tutti di continuare a farlo conoscere e a farlo firmare.

"Appello di Washington" del 21 aprile 2001. La lettera dei parlamentari per la Tobin Tax.

4 - La sfida dei contadini cocaleros della Colombia

FORUM DI SAN CRISTOBAL (Venezuela)

Mentre gli elicotteri Black Hawks e Huey inviati dagli Stati Uniti in virtù del Plan Colombia versano diversi veleni e defolianti sulle loro terre, i piccoli contadini colombiani hanno deciso di porre il loro problema di fronte a tutto il mondo, organizzando per il prossimo mese di giugno in Venezuela, un incontro internazionale.

LA COCCA

I coltivatori di piccoli appezzamenti di piante di coca o di amapola hanno fondato la COCCA " coordinadora de cultivadores de coca y amapola" (coordinamento dei coltivatori di coca e di amapola) rappresentanti 14 dipartimenti. D'accordo con altre associazioni agrarie come la "Asociacion campesina del valle de Cimitarra" che, con l'aiuto di diverse ONG ha messo in opera diverse fattorie sperimentali che hanno sostituito le coltivazioni di coca, la COCCA ha deciso di riunire i rappresentanti dei coltivatori di coca della Boliva, del Perù e di altri paesi per discutere delle alternative e dimostrare che il Plan Colombia non è una soluzione.

Il Plan Colombia pretende di lottare contro il traffico di droga distruggendo le coltivazioni che ne sono la materia prima. Questo approccio è messo largamente in discussione negli Stati Uniti come in America Latina dove le diverse operazioni armate (in Bolivia) non hanno ottenuto altro risultato che quello di far spostare le coltivazioni in altre regioni o paesi. Le coltivazioni si spingono lungo tutto il versante amazzonico delle Ande e questo spiega il dissodamento selvaggio delle foreste del bacino dell'Amazzonia e dell'Orinoco.

La tecnica prevista dal Plan Colombia: la fumigazione o lo spargimento chimico ( o biologico ) con aerei o elicotteri, risulta già un disastro, dopo due mesi, nel Putumayo e nella regione del medio Magdalena. I piloti non possono fermare le loro irrorazioni al limite preciso di un campo di coca che si trova circondato da piantagioni di banane o da prati da pascolo, ne risulta la distruzione di altre coltivazioni o di animali domestici. Da qui anche la migrazione massiccia delle persone e lo spostamento delle coltivazioni.

DELLE CAUSE CONOSCIUTE

I piccoli contadini sono diventati coltivatori di coca perché il mercato delle coltivazioni tradizionali che, grazie al miracolo geografico colombiano con i suoi molteplici piani climatici, aggiungeva all'infinità dei prodotti tropicali, quelli dei paesi temperati, è crollato. La deregolamentazione neo-liberista e le pratiche di dumping adottate dagli importatori-esportatori hanno rovinato il paese. I piccoli contadini colombiani si trovano in una situazione paradossale: da una parte sono rovinati dal mercato agricolo internazionale dei prodotti agricoli di prima necessità e d'altra parte l'espansione del mercato internazionale delle droghe gli offre un'opportunità di sopravvivenza ( questa modalità di sopravvivenza non è riservata solo ai colombiani, peruviani o boliviani ma riguarda anche ai contadini turchi, afgani, pakistani o africani ).

Nei fatti i piccoli coltivatori cocaleros ricevono per queste coltivazioni un ricavo assai modesto ( The National del 19 marzo scorso lo valutava 1000 dollari mensili ) e ne subiscono soprattutto gli inconvenienti ed è per questo che vorrebbero volentieri poterne uscire. Rifiutano l'irrorazione chimica ma accetterebbero l'estirpazione manuale delle coltivazioni illecite, se fosse unita ad un programma integrale di riconversione agricola.

I cocaleros pongono quindi delle domande importanti all'economia liberista: Facendo questo si uniscono agli altri contadini del pianeta, quelli del sud riuniti in Via Campesina e quelli del Nord, come per esempio i francesi della Conféderation paysanne.

L'INCONTRO DI SAN CRISTOBAL

E' così che a San Cristobal in Venezuela, il 25, 26, 27 giugno prossimo, dei delegati internazionali provenienti dal mondo rurale e non, pensano non soltanto di denunciare il Plan Colombia ma anche i suoi legami con il programma neo-liberista. Vogliono dimostrare che il problema delle coltivazioni illegali non è che un aspetto del vasto problema del futuro dell'agricoltura nel mondo. Poiché il sistema ha definito lo sfruttamento della terra come una macchina per il profitto attraverso l'intensificazione delle produzioni e la loro esportazione, dimenticando che la terra è un luogo che protegge la vita, uno spazio complesso e fragile che deve essere trasmesso alle generazioni future senza danni. E' questo sistema stesso che è da rivedere.

A San Cristobal si ritroveranno coloro che al Nord denunciano il cieco produttivismo, quelli che reclamano il diritto alla terra tramite una riforma agraria e quelli che sono obbligati a coltivare dei prodotti illegali e reclamano i mezzi per vivere coltivando dei prodotti legali. Le proposte degli organizzatori mirano al sostegno di un'economia contadina destinata a soddisfare inizialmente la domanda interna e a riconoscere al piccolo contadino la dignità di una funzione nella salvaguardia di un patrimonio comune a tutta l'umanità.

Il programma dell'incontro di San Cristobal mira a mettere il dibattito sul Plan Colombia a livello internazionale per 3 motivi:

- perché pretende di risolvere il problema del narco traffico che è per definizione internazionale e riguarda prima di tutto i paesi consumatori: gli Stati Uniti e l'Europa.

- perché riguarda il problema contadino e il plan Colombia, visto al di là delle irrorazioni chimiche, si situa nel quadro di un interventismo neo-liberista. In più, nel caso colombiano, l'organizzazione della vita agraria, in generale, è largamente colpita dalle politiche libero-scambiste.

- perché l'intervento militare americano sotto forma di armamenti e materiale altamente sofisticati e la partecipazione di "consiglieri" militari speciali coinvolge dei paesi vicini: l'Equatore ha dovuto offrire la sua base di Manta come base logistica più vicina alla Colombia. Ma anche il Perù e il Brasile a causa della loro frontiera amazzonica con la Colombia sono coinvolti.

Per molte ragioni, nessun paese dell'America Latina è indifferente al Plan Colombia, è per questo motivo che a Porto Alegre è stato preso l'impegno di lottare ugualmente contro il Plan e contro lo ZLEA ( zona di libero scambio tra le americhe) che sono facce diverse dello stesso programma neo-liberista. L'incontro di San Cristobal è la concretizzazione di quell'impegno.

Denise Mendez. Membro del Gruppo internazionale di ATTAC Francia, zona America Latina.

Groupe-americas@attac.org

5- Si cerca un' importatore di sesamo

Vi scrivo dal Burkina Faso, dove collaboro con il FENOP ( Federazione Nazionale delle Organizzazioni Contadine). Da alcuni anni la FENOP si è incaricata della produzione del sesamo, e di un sesamo di qualità. L'anno scorso gli acquirenti-esportatori di sesamo, offrivano un prezzo relativamente interessante ai produttori.Ma quest'anno , hanno formato un cartello e si sono concordati nell'abbassare il prezzo pagato ai produttori. I produttori stanno cercando un mezzo, per scavalcare questo cartello, e vendere direttamente a un acquirente europeo o altro.

Vi scrivo per chiederVi se il sesamo fa parte di quei prodotti che fanno parte o potrebbero fare parte del " commercio equo"; e come trovare un acquirente potenziale, contando sul fatto che potremmo organizzarci per fornire migliaia di tonnellate di sesamo di qualità.

Spero che questo messaggio venga preso in considerazione, e Vi chiedo di metterci in contatto con delle persone che possano appoggiarci nelle nostre iniziative.

Cordialmente,

Vi invito a visitare il nostro sito. www.multimania.com/abcburkina/ <http://www.multimania.com/abcburkina/>

Maurice Oudet

B.P. 332 - Koudougou

Burkina Faso

Tel. 44 03 56

Oudet.maurice@fasonet.bf

6- Di fronte a l'OMC : solidali con i contadini del Sud

Artigiani del Mondo lancia il Sabato 12 maggio 2001 , una campagna europea nel quadro della quindicina del Commercio Equo organizzato dalla Piattaforma per il Commercio Equo ( corriere 226)

Sabato 12 maggio 2001, le 95 associazioni di Artigiani del Mondo, lanciano la campagna " Di fronte al OMC: solidali con i contadini del Sud"

L'obiettivo: riallacciare i rapporti tra produttori del Sud e consumatori. Producono nel Sud e noi compriamo nel Nord: insieme chiediamo delle regole piu giuste per il commercio mondiale.

Le associazioni di Artigiani del Mondo organizzeranno delle animazioni festive in tutta Francia per informare il pubblico su questa campagna e dare a conoscere il commercio equo: stands, esposizioni, degustazioni, colazione solidale. Tempi buoni per diventare consum'attore.

Lettere del Sud. Daremo ai consumatori lettere che vengono dai contadini del Messico, del Ghana, delle Filippine, della Tailandia, che sono partners da tempo di Artigiani del Mondo. In queste lettere, i produttori denunciano le regole ingiuste del commercio mondiale che minaccia la sopravvivenza di milioni di contadini. Un mosaico di testimonianze che ci fanno vedere gli effetti concreti del liberalismo sulla vita quotidiana.

Lettere-petizione. Il pubblico potrà interpellare , il Sig. Laurent Fabius, Ministro dell'Economia e delle Finanze mandando una lettera- petizione e chiedendoli di agire a favore degli interessi dei produttori del Sud quando ci saranno i negoziati del nuovo accordo agricola del OMC. Questa

campagna si svolgerà durante tutto il mese di maggio.

OMC: anche il Sud ha da dire la sua!

L'OMC definisce tra l'altro, gli accordi commerciali tra le nazioni e fissa i limiti delle tariffe doganali e delle sovvenzioni nazionali. Nel marzo 2000, i paesi membri del OMC hanno intrapreso delle negoziazioni per stabilire un nuovo accordo sui prodotti agricoli. Questo dovrebbe portare a una liberalizzazione crescente del commercio mondiale malgrado le proteste dei paesi in via di sviluppo e le proteste della società civile. L'apertura dei mercati favorisce i paesi ricchi: infatti i prodotti alimentari del Nord sono quasi sempre meno cari e piu competitivi che quelli del Sud, perché sono piu sovvenzionati e i paesi del Sud non hanno i mezzi per proteggere, o sovvenzionare la loro agricoltura. I paesi in via di sviluppo dipendono essenzialmente della produzione di materie prime come il riso, il caffè, il cacao e lo zucchero. E' dunque indispensabile che gli interessi del produttori del Sud ( che sono anche loro membri del OMC) siano presi in considerazione in questo nuovo accordo e che possano partecipare attivamente nelle prese di decisioni del OMC.

Artigiani del Mondo- riassunto.

Dal 1974, la federazione di Artigiani del Mondo, agisce per un commercio equo tra i paesi del Sud e paesi del Nord. Garantisce un impegno durevole con i gruppi di produttori del Sud e organizza delle campagne per modificare le regole del commercio internazionale. E' una rete di 95 negozi, animati da volontari e impiegati che vendono prodotti artigianali ed alimentari. Questi negozi sono anche luoghi d'informazione per i consumatori sulle condizioni di vita dei produttori del sud e sui meccanismi del commercio internazionale. Coordinatore del Collettivo dell'Etica sull'etichetta, la Federazione degli Artigiani del Mondo, fanno delle campagne di sensibilizzazione diretti ai consumatori per portargli a diventare cittadini attivi nelle loro scelte di consumo.

Non esitate a contattarci per conoscere le nostre attività su tutta la Francia !

Artisans-du-monde@globenet.org

www.artisansdumonde.org

7- Diritto di copiare

l'8 e il 9 aprile a Oslo, l'OMC e l'OMS cercheranno di trovare una soluzione globale ai problemi di accesso ai trattamenti nei paesi in via di sviluppo invitando i grandi laboratori farmaceutici a discutere sulla differenza di prezzi. Invece di aiutare i paesi poveri e i malati a usare i resti che gli vengono lasciati negli accordi internazionali sulla proprietà intellettuale (accordi TRIPS), l'OMS e l'OMC preferiscono delegare i problemi di salute pubblica agli industriali del Nord. La discussione si svolgerà sulla proposta che segue: la concessione dagli industriali del Nord di "licenze volontarie" ad alcuni produttori ben selezionati contro royalties. Possiamo immaginare l'affare:

si da al concorrente il diritto esclusivo di copiare una molecola, di distribuirla a un prezzo fissato in modo poco chiaro, con metodi di controllo dell'uso drastici a cambio di royalties, estensione dei brevetti, detrazione di imposte, o altre rimesse.

L'OMS e l'OMC partono da una ipotesi assurda e falsa secondo la quale la soluzione verrebbe dallo spirito filantropico dei laboratori occidentali. Le infinite pressioni e minacce sui paesi in via di sviluppo che hanno tentato di importare medicine generiche o di produrle (Ghana, Costa d'avorio, Tailandia, Brasile, ecc) come l'attuale processo intentato da 39 firme farmaceutiche all'Africa del Sud, sono presenti per ricordarci lo spirito con il quale le multinazionali si dirigono verso i paesi poveri.

Abbiamo ottenuto solo una cosa da queste firme: che i loro prezzi si allineino su quelli dei produttori di generici dell' India e del Brasile. Questi laboratori fanno quello che sembrava loro impossibile due anni fa: prezzi piu bassi al Sud- perché sono costretti dalla concorrenza. Non confondiamo bontà di anima e legge del mercato!

Invece non sappiamo ancora il costo delle medicine. Nessuno può valutare il costo reale delle medicine; gli industriali si rifiutano di comunicare le informazioni che permetterebbero di calcolarlo. E non siamo neanche arrivati a stabilire una perfetta concorrenza, aperta a tutti i concorrenti che permetta di arrivare a prezzi più bassi, per oggi e per l'indomani.

Oggi, ne i paesi del Nord , ne le istituzioni internazionali hanno il coraggio di appoggiare politicamente questo principio che alcuni paesi del sud cercano di stabilire. Sono dalla parte dei grandi laboratori che preferiscono dare qualche licenza ben mirate e di durata limitata, piuttosto di lasciare i paesi del sud, fabbricare i loro medicinali e accedere a questi. Non voliamo questi accordi.

Il Sud non ha bisogno di questi laboratori; al Nord, gli industriali fanno già dei benefici colossali. Nei paesi in via di sviluppo, l'importante è di poter produrre o importare liberamente le copie di molecole necessarie alla sopravvivenza dei malati.

Quello di cui ha bisogno il Sud, sono mezzi finanziari e tecnici per moltiplicare la capacità di produzione; è l'accesso a tutte le informazioni che permettano di produrre i nuovi trattamenti in breve tempo. Quello di cui i malati del Sud hanno bisogno, è di accedere all'intera tri- terapia a prezzo di costo. Non deve essere concesso nulla alle multinazionali. Delle disposizioni legali inserite negli accordi TRIPS (accordi relativi alla proprietà intellettuale) firmate nel quadro dell'Organizzazione Mondiale del Commercio nel1995 permettono la moltiplicazione delle fonti di produzione delle medicine copiate, come l'importazione per i paesi carenti di capacità locali di produzioni.

Uno Stato sovrano, può decidere di fare fabbricare la copia di un prodotto di cui ha bisogne da una industria locale o importare una copia se non possiede le capacità di produzione quando la negoziazione con il detentore del brevetto non è concludente. Questo ricorso alle "licenze obbligatorie" è l'unico strumento di pressione lasciati ai paesi poveri per costringere i laboratori ad abbassare i loro prezzi. E l'unico modo di assicurare una concorrenza durevole tra produttori senza temere le manipolazioni delle multinazionali.

Istituzionalizzare le licenze volontarie, sarebbe come istituzionalizzare la restrizione delle possibilità lasciate ai paesi poveri negli accordi dell'OMC. Sarebbe come lasciare che tutto dipenda dalla buona volontà dei laboratori occidentali accettando di dare il potere e l'arbitraggio di un organismo internazionale alle sedi delle multinazionali.

Il diritto alla salute non può essere un'eccezione, limitata a qualche patologia, limitata nel tempo, limitata a qualche molecola, in qualche paese e a qualche paziente.

I diritti iscritti negli accordi TRIPS (licenze obbligatorie) non devono essere messi da parte. Devono essere la regola. Il diritto di copiare per vivere non può essere concesso di rado. Deve imporsi dovunque sia necessario alla sopravvivenza, senza condizioni. E la proprietà intellettuale deve essere abolita, dovunque ella uccida.

ActUP Parigi.

8- Brevi da Attac Italia

ATTAC A MILANO: il 21 aprile presso il Circolo Arci " Bellezza " in Via Bellezza 16/ A si terrà l'Assemblea Costituente di ATTAC Milano.

Questo un sunto del volantino con cui il Comitato Milanese ha pubblicizzato l'iniziativa.

FACCIAMO ATTAC

Dalle ore 9.30 alle ore 13.00 Assemblea Costituente

Dalle ore 14.00 alle ore 17.30 prime assemblee dei gruppi di lavoro

COMITATO PROMOTORE ATTAC-MILANO:

Alternative/i, ARCI Metromondo, Associazione Culturale Punto Rosso, Bandiera Rossa, Conf.Cobas, Coordinamento dei Collettivi Studenteschi di Milano e Provincia, CRIC Forum Mondiale delle Alternative, Guerre e Pace, Inflessibili, Italia-Nicaragua, Lavoro Società cambiare rotta CGIL, Lila, Mani Tese, Radio onda d'urto MI, S.in Cobas,

segreteria organizzativa milanese:

Punto Rosso tel.0272016642 fax 02875045 Guerre e Pace tel. 0289422081 fax 0289425770

attac.milano@katamail.com

ATTAC BOLOGNA: il 5 Maggio azione per la sensibilizzazione del caso Danone con invito a boicottare i prodotti della multinazionale alimentare, davanti alla Pam in via Marconi con presenza del gruppo Attac dalle 15 alle 19.

Il 23 aprile riunione organizzativa presso la Casa dei Diritti in via san Carlo alle 20.30.

ATTAC NETTUNO: Il Comitato di Nettuno a nome di Patrizia Rosa Rosa ci scrive di una iniziativa che propone agli altri iscritti di ATTAC Italia.

Ecco il teso della lettera di Patrizia da Nettuno.

"Cari amici,

vi mando l'invito per l'iniziativa che faremo il 4 maggio a Nettuno.

Sarà la prima manifestazione ufficiale di Attac Nettuno/Anzio e vi prego caldamente di partecipare e di diffondere questo invito.

Abbiamo scelto questo tema perchè ci sembra importante fare chiarezza in questo momento su quello che succede in Palestina anche per dare un minimo di informazione più approfondita e corretta di quella che mediamente passa sui nostri media.

Per quel che riguarda l'adozione a distanza, si tratta di versare la somma di L.110.000 al mese per sei mesi, che corrisponde ai 50 dollari che guadagnava un palestinese che lavorasse in Israele prima del blocco dei territori. Ora, non solo sono tutti senza stipendio ma in più devono farsi carico dei bambini feriti che sono moltissimi. Naturalmente si può fare anche non singolarmente ma per esempio facendo dei gruppi di 4 o 5 amici che si impegnano a versare 20.000 o 30.000 al mese per sei mesi ( Non mi sembra uno sforzo troppo grande ?)

Comunque sarete informati delle esatte modalità dei versamenti all'incontro del 4 maggio o tramite e-mail prima.

Sperando di vedervi il 4 maggio vi auguro buona giornata.

Patrizia

p.s. vi ricordo il sito che potete visitare per avere maggiori informazioni:

http://web.tiscalinet.it/balsam/

vi ricordo anche che la prossima riunione di Attac è martedì 24 aprile alle ore 18.00 presso la sede dei Verdi - Galleria Lumaca - Nettuno."

ATTAC SIENA: Il Comitato di ATTAC SIENA sta lavorando alla preparazione insieme ai Cantieri Sociali di una due giorni su Globalizzazione e Sapere. La manifestazione sarà il 25 ed il 26 Maggio.

Il programma della due gironi e in via di definizione. Chiunque invece voglia informazioni logistiche può scrivere ad attac_siena@libero.it

E' necessario prenotare in tempo utile alberghi e ostelli.

La sera del 25 è previsto un concerto con un gruppo musicale.

Il programma preciso e le informazioni su orari e mezzi di comunicazione per arrivare a Siena saranno comunicati nei prossimi giorni.

Le Traduzioni de "Il Granello di Sabbia" per ATTAC ITALIA sono a cura delle benevoli e pazienti Patrizia Rosa Rosa, Cinnia Salum e Sonia Salum.