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Non solo tascabili...
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da Carta n.43/2005
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Vincenzo Scalia
«Migranti, devianti e cittadini»
[Franco Angeli, 160 pagine, 14 euro]
Questo
«studio sui processi di esclusione» di Scalia
[docente e ricercatore, attivo in Antigone] riprende la sua
tesi di laurea sullidea di «straniero» in
Simmel e Schutz per allargarsi al caso italiano, allallarme
sociale indotto dal cattivo giornalismo, alla dettagliata
analisi di alcune stranezze a Bologna, città dove lautore
risiede, o allinfamia dei cosiddetti Cpt. Tutti sacrosanti
i complimenti che Luigi Manconi gli rivolge nella prefazione
ma almeno un altro bisogna aggiungerlo: chi è animato
da grande passione civile spesso perde il rigore scientifico,
mentre Scalia non concede alla polemica nessuno spazio [in
specie quando smonta le letture di comodo e i numeri inventati
sulla criminalità] pur dichiarando sempre la sua scelta
di campo. [D.B.]
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Nacéra Benali
«Scontro di inciviltà»
[Sperling&Kuper, 312 pagine, 16 euro]
Ancora
un libro sul rapporto tra gli italiani e i musulmani. Con
una particolarità: lautrice è una giornalista
algerina, che vive in Italia da più di dieci anni,
dopo essere stata arrestata dal governo algerino e condannata
a morte dal Gruppo islamico armato negli anni bui della sporca
guerra algerina. La sua identità-ponte [migrante, intellettuale,
cultura musulmana e scelte laiche] è essa stessa una
sfida alle linee nette, alle trincee, agli schieramenti di
truppe. è il concetto di «noi» che viene
a poco a poco smontato dalla penna incisiva di Benali, che,
passando in rassegna i più comuni pregiudizi contro
i musulmani, non si esime dal criticare, con intelligenza,
anche gli atteggiamenti auto-ghettizanti di una parte delle
comunità islamiche italiane. E osa anche indicare le
strade per una convivenza possibile, senza paura, senza steccati,
senza ipocrisie.
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Alessandro Volpi
«La fine della globalizzazione»
[editrice Bfs, 144 pagine, 12 euro]
Titolo
controcorrente per ragionare di «regionalismi, conflitti,
popolazione e consumi» ma anche delle «batterie
di fuoco» dei media o della guerra nel campo dei brevetti
medici. Labusato concetto di globalizzazione rimanda
solo a fenomeni economici oppure esiste un tentativo [già
fallito?] di un nuovo ordine politico e sociale a livello
mondiale? Il ragionare di Volpi è chiaro, pacato, sempre
sorretto da schede chiarissime e da informazioni utili [si
parli del debito pubblico Usa o dei nostri elettrodomestici
in stand-by]. Restando privo di ambiguità e di retorica,
anche quando si nutre di pessimismo o di humor nero come nel
ricordarci che «i cinquemila miliardi di sacchetti di
plastica prodotti nel 2002» sono stati tutti riempiti.
[D.B.]
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Hiromi Goto
«Coro di funghi»
[Socrates, 218 pagine, 10 euro]
Cè
una nonna che non vuole perdere le sue radici contro una madre
che [come spesso nelle «seconde generazioni» migranti]
invece rinnega tutto. A ricomporre una storia che non è
solo femminile o familiare, la protagonista che non per caso
ha una doppia identità, Muriel-Murasaki: è una
giovane donna rispettivamente nipote e figlia delle
altre in bilico fra passato e futuro ma anche tra fatti
realmente accaduti e miti, «una leggenda popolare contemporanea».
La nippo-canadese Goto, con ironia e con la sua «fame
di parole», ama le storie [di immigrati] che si possono
cambiare, magari «a lieto fine, niente è impossibile»;
se si sa evitare «il kama itachi, un vento cattivo che
si muove con la velocità di una donnola e taglia
con la forza di una falce».
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