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Sprecare l'Arno, dandogli le spalle
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Vengo dall'Africa e a Firenze sono di passaggio. Certo, di passaggio
oramai è da tre anni e mezzo, ma resto uno di passaggio.
No, non mi piace ricordare come sono arrivato, è stato brutto.
Ci sono cose che vuoi dimenticare perché ci pensi che sono
lontane dalla dignità. Preferisco pensare alla vittoria di
essere arrivato, di muovermi qui, di avere fatto molti amici e imparato
a vivere qui. Preferisco parlare di quello che ora voglio fare,
ma il passato brutto no, grazie. So che mi capisci.
Però ti posso dire una cosa: che quando sono arrivato, sono
stato del tempo in Spagna; perché in Europa ci sono da quasi
5 anni. La Spagna non era Paese buono per noi di fuori; per la politica
che c'era su stranieri, dico io. Per questo che io avevo amici in
Italia e ho preferito venire qui e ho scelto Firenze tra le città
dove potevo andare, perché quasi la conoscevo. Avevo letto
libri, viste foto e un film antico degli Oscar fatto qui: allora
dopo l'esperienza di Spagna mi sembrava di venire un po' a casa.
Infatti, quando sono arrivato andavo per i posti e li riconoscevo.
Nella mia testa li trovavo, dicevo 'questo l'ho visto già'.
Lo faccio ancora se posso. Un tempo fa hanno girato due film per
strada e io li guardavo girare. Poi quando sono arrivati nei cinema
sono andato a vederli, per ritrovare i posti: a volte li riconoscevo,
altre no perché erano trasformati, fatti in modo antico.
Se quando arriverò in Inglaterra nei cinema ci saranno film
che parlano su Firenze li vado a vedere; e forse piangerò
perché mi sentirò a casa, e la nostalgia e tutto
Però è falso che di Spagna ho solo brutti ricordi.
Io preferisco dimenticare dalla memoria le cose più brutte,
ma quelle belle restano. Se parlo sembra che non ho memoria continua,
ma dei ricordi continui positivi ce li ho. In Spagna io stavo in
costa di Sud, in mesi caldi. E mi piacevano molte cose. Soprattutto
che si viveva molto nella strada, fino alla notte. La Spagna è
un Paese sapiente, lo vedi perché è un popolo con
tante panchine. Per la strada ti fermi, siedi, chiacchieri. Anche
nelle metro la gente non corre troppo come in Francia o dove andrò
in Londra o anche per le strade di qui. Hanno un ritmo più
con relax che qui. Però qualcosa mi sembra sta cambiando
anche a Firenze. Non per ritmo, ma nel costruire posti dove si parla
e si sta. C'è più di attenzione. In questi anni vedo
che ci sono più giardini, anche piccoli.
C'è anche una città verde
A me piace tanto i giardini e cammino cammino per Firenze, così
la conosco meglio ed è un po' come se la misuro. Ho scoperto
che giardini ce ne sono tanti. C'è anche una città
verde e azzurra di giardini e di fiume, e non solo quella marrone
e gialla delle case o quella bianca dei monumenti. Una volta in
Comune c'era giù appeso un poster con una foto di aereo della
città. Sono rimasto fermo una ora a guardarla perché
mi ho detto: 'Guarda quanti verdi c'è a Firenze e non lo
vedevo mai!'.
Sono andato a vedere se li trovavo. Molti sono privati, però,
e non ci puoi entrare. Io ho paura anche a mi affacciare, perché
se vedono uno come me alto e con colore scuro che guarda dentro
pensano 'cosa vuole in casa mia questa persona'. Però ho
scoperto che ce ne sono anche dove puoi andare. Per esempio io sui
viali ci vado tanto vicino alla Fortezza, dove c'è grande
vasca con uccelli bianchi - come li chiamate i cignoli? - Lì
è forte; sei vicino al centro ma c'è uno spazio dove
quando c'è stagioni buone tutti vanno e siedono e tomano
il sole. Ci sono tanti di stranieri; alcuni noi che stiamo qui,
altri turisti. Alcuni portano pezzi di cartone, fanno come sedie
sul prato, e mi piace. Anche io vado: è il più grande
verde vicino a centro. Sembra isola perché sta in mezzo del
traffico, tu senti rumori, ma senti anche acqua e pensi che sei
vicino al centro ma sei anche fuori nel vegetale.
E per ritornare a casa faccio tutto un percorso con più verde
che posso attraversare. Faccio piazza di Indipendenza e poi San
Marco, e arrivo in Piazza D'Azeglio e li vicino c'è mia casa.
Se passi fuori dal centro-centro ne hai di verde dove incontrare
persone. Se cammini e guardi vedi che di giardini aperti ce ne sono
anche un po' nascosti nel centro. C'è quello vicino alla
Chiesa di Santa Croce, e uno c'è vicino di dove abito io,
intorno di Borgo Pinti ma verso il lato di viali. Ha ore strane
per apertura. Non è sempre aperto. Ho chiesto perché
e mi hanno detto che è gestionato da una associazione di
persone vicine. Loro cercano tenerlo aperto ma non possono troppo.
Allora ho pensato che è interessante: se saremmo di più
si potrebbe tenere più ore aperto. Tu passi nella strada
e non lo vedi, anche se tu capisci che ci è verde dietro.
E quando lo vedi aperto è bello, uno spazio per uomini, tranquillo,
con i bambini e mamme.
A me di giorno la zona di Duomo non è che mi piace molto.
Troppa folla di gente che passa da un posto all'altro. E poi mi
ricorda troppo quando ci lavoravo i primi tempi che facevo vendita
di ambulante. Allora la gente mi piaceva perché se non c'era
la gente non vivevo; ma dovevo sempre stare attento a che gente,
se erano polizia, e carabinieri, o i vigili che li vedevo i cappelli
sopra le teste; allora dovevo smontare tutto e nascondermi con gli
altri nelle strade piccole di lato, e mi veniva tanto voglia di
andare via
Per fortuna l'ho fatto per poco tempo.
Poi io sono uno che, vedi, parlo di molto, e conosco e so essere
simpatico anche. Dopo 4 mesi che ero qui già ho trovato amici
e poi avuto permesso non molto vero, che mi copriva mentre vendevo.
Ma quando ho trovato lavori più veri prima a Sesto, poi a
Scandicci come anche in falegnameria, sono stato contento, perché
non dovevo più stare troppo attento
Non sono mai voluto andare fuori di Firenze. Perché dopo
casa ospite di amici, ne ho fatto nuovi e ho trovato un appartamento
in zona di mercato di Santo Ambrogio e per me era buono. Ci avevo
amici di altri Paesi d'Africa perché dovevo dividere affitto.
Poi con lavoro potevo pagare senza essere troppi, e con due amiche
italiane che intestavano appartamento. Per un piccolo periodo ero
stato in una casa abbandonata sopra colline di Careggi, con altri
africani di Nord. Ma non mi piaceva: dovevi stare attento a non
fare luce e rumore. E poi non c'era come venire facile al centro.
La rete di autobus non arriva in tutti i posti di città:
quelli lontani i politici pensano che sono gente ricchi e usano
macchine private. E quella era zona così senza autobus. Così
me ne sono andato. Anche perché non eravamo un gruppo; non
si organizzava cose insieme. Ogni persona andava, veniva, portava
altri, ma non chiedeva prima. Una cosa buona è che siamo
dovuti imparare a cucinare alcune cose. Io non avevo abitudine,
e ho scoperto che non è solo per donne e non è tanto
brutto...
Poi ho vissuto con due ragazze italiane che mi hanno insegnato
di più e ora so cucinare alcune cose anche vostre, ma il
riso lo faccio ancora come in Africa che quello che fate qui mi
piace meno. Di casa sono stato bene, perché è bassa
e c'è il mercato vicino e negozi piccoli e conosci le persone.
La cosa un po' meno facile all'inizio in Europa era che tutto è
narrow [stretto, ndr] nelle città. Poi ho capito che se le
strade sono strette e le case sono alte sembra di più. In
certe zone di Firenze come di Spagna e penso anche di Londra ci
sono case alte, penso perché sfruttano meglio il terreno,
credono che c'è poco spazio e lo usano. Al mio Paese, anche
quando ero in città vedevo sempre case basse, tante, che
sembrano tutte uguali, non solo quelle di poveri ma anche di ricchi.
Ma non sono uguali; nella città hanno una posizione diversa
e le persone diverse che le abitano le fanno diverse. Le case non
erano attaccate ma la gente era più in contatto. Anche da
noi nelle città ci sono case alte. Quando vedevo Firenze
nei libri pensavo che la differenza è che qui le case alte
sono anche antiche e da noi sono nuove. Quando sono venuto qua non
mi trovavo, per questo ho accettato un periodo quella casa abbandonata
dove dormivo in campagna. Mi dovevo abituare un po' a - come dite?
- soffocare. Da noi i palazzi alti sono messi insieme; chiamano
attenzione, ti chiamano da lontano nella città che è
di case basse, ti indicano il centro e gli uffici o le compagnie.
Qui in queste città che ho visto di Europa, forse, sono le
chiese che fanno così, come il duomo che lo vedi di molto
lontano. Ma gli altri palazzi sono tutti alti e tutti attaccati,
e all'inizio mi davano un po' di volontà di fuggire dove
è aperto. Per questo stavo molto nelle piazze e sul fiume.
E quando ho trovato una casa ero contento perché era bassa
e anche se spendevo ero contento. Perché anche le case vicine
erano un poco basse e avevano piccoli giardini o spazi dove respiri
A paragone con altri, io sono fortunato, perché non devo
aiutare troppo mia famiglia. Non è famiglia povera, io mi
hanno fatto studiare fino a 22 anni e poi io ho voluto venire a
conoscere qui. I soldi me li posso usare per me soprattutto e non
è piccolo vantaggio ma grande, anche se qualche regalo mando
giù e voglio mettere soldi a parte per farmi casa nuova al
paese. Ho fatto di studi scientifici, poi ho fermato perché
con quella cosa non potevo fare più che professore e mi piaceva
di più di conoscere questo mondo diverso e sono venuto. Non
era felice mia famiglia, preferiva che io mi sposavo lì e
finivo di studiare con università; ma ha capito che io ero
fatto diverso da altri fratelli, che litigavo con padre perché
ero poco felice e alla fine ero grande, non ero primo fratello e
ho potuto un po' decidere di mia vita. Se ero primo fratello non
era così facile, ma io ho avuto fortuna che non ero il primo
e in casa c'era solo una sorella che era già moglie
Le ore vuote
A volte mi vorrei sparire nella città, non esserci io o
esserci solo, in città, non so se capisci
Guardare solo
cose, tutte le cose, non solo cose che sono mie
Soprattutto adesso che penso di andare via in Inglaterra e forse
ci riesco. È come se sento già nostalgia prima, allora
mi guardo tutta la città, la voglio prendere tutta. Prima
non ho fatto fotografie, in questi anni. Solo persone, qualche volte
una festa di amici o una corsa
Ora ho scoperto foto. C'ho piccola
macchina, non molto buona. Ma faccio fotografie, glances - come
li dite? - perché voglio portarla un poco con me quando vado
via. Se vado via d'estate mi dispiace. Mi piaceva fare foto di periodi
diversi, quando è fredda e quando Firenze ha i fiori. Ma
se non c'è tempo di tutte stagioni, sarò contento
anche con solo foto di un periodo. Ho provato a fare foto della
notte ma macchina è piccola, flash non funziona e viene scuro.
Che lastima [pena, in Spagnolo, ndr]!
Ho comprato cartoline e un libro, ma è cosa diversa. Se tu
non fai foto tu non scegli quali pezzi di città volevi, se
già qualcuno non li ha fotografati. Ma non posso fare di
più. Vado a conservare immagini di città la notte
dentro di me, nella testa, e mi piacciono tanto perché Firenze
quelle ore è zitta e parlano le luci e i monumenti. Anche
se non c'ha stelle, ch'ha pietre illuminate, e torri.
A volte cammino e non vedo tutte le cose; ora sì perché
il mio occhio è l'occhio di uno che si è deciso che
parte, va via; e l'occhio prende più cose, le vuole bloccare
in memoria
In questi giorni sento che sono stato fortunato, e voglio portare
buon ricordo. Ma ho deciso di andare e ci vado. Lo sapevo da quando
sono venuto, come in Spagna, che qui ero solo passante. Se cerco
altre cose solo al Nord di Europa posso trovarle. Ma so che mi mancheranno
le cose che ho imparate qui
Anche quando ho trovato lavoro a Sesto e poi Scandicci non sono
voluto andare a vivere lì. Mi dicevano che è più
umano in posto piccolo ma io q ui mi sono fatte io le mie cose che
mi fanno stare bene. Perché io a Firenze sto bene, e avevo
mia casa con due piani solo e cortile e mi sembrava scemo cambiare
ancora e ancora e cercare. Perché io non sapevo se mi fermavo
troppo qui; non trovo quello che cerco e così se un giorno
devo andare è meglio se mi godo la città bella.
Così ho deciso di restare qui, ma nel centro più al
centro non ho tempo il giorno di andare troppo. Però io non
dormo tanto e così cammino, o vado in alcuni locali che mi
piacciono più. Sono locali, lo so, ma per me sono come stare
fuori; sono posti pubblici per tutti e a Firenze ce ne sono alcuni.
Ce ne è uno soprattutto che si chiama SoulCiety, in Via Zanobi
mi pare, dove trovo musica di fratelli di altri Paesi di Africa,
e ci troviamo e mi piace molto; ci sono anche ragazze che gli piace
fare amicizia con tutti e non ti guarda male perché sei scuro.
Magari a volte ti guarda anche meglio! Al SoulCiety vado anche da
solo, camminando perché non è lontano. Io non suono,
no, ma mi piace ballare; non forte, ma seduto muovo il piede, per
uno di Africa il ritmo è dentro. C'è un altro posto,
che ci vado solo con amici italiani perché è fuori
e io non ci ho macchina e non ho patente. Si chiama Sahara Desert,
che è di uno africano che è sposato qui, con una straniera
credo che è ricca, dicono. Il nome penso sempre che è
un nome vero. Firenze Desert doveva di più essere, perché
sta proprio nel deserto di Firenze vicino alle strade veloci e ai
ponti, lì, prima dell'aeroporto e dove c'è campo di
zingari, dietro ferrovia di Novoli. Ci fanno spettacoli belli; da
poco ce ne era uno bello di teatro con la storia di un cane in gabbia
, anche se a volte sono cose non facili per tutti di capire. Ma
molti di Africa vanno perché c'è incontro, e poi lì
sai che ci trovi italiani di quelli buoni e aperti. E li conosci
e poi ti portano in altri posti. Io sono andato delle volte in centri
sociali dove altri hanno paura, e quando sono stato regolare ho
fatto anche con loro una marcia, perché tanto avevo meno
paura ed era divertente e giusto che gridi contro politica
Ma al Sahara ci vado meno. Di notte mi piace di più tornare
nel centro quando c'è silenzio. Mi piacciono le ore vuote.
Ho più agio. E di più mi piacciono ora che hanno messo
luci nuove nei monumenti più grandi. Fai le strade strette,
quelle da Palazzo Vecchio a Duomo e vedi le Chiese illuminate che
appaiono tutte bianche
Anche Santo Spirito mi piace, anche
se c'è anche gente strana un po'! La sera sono contento di
essere a Firenze e sento che ho avuto fortuna di avere amici qui
e di essere venuto qua. C'è poca gente a quelle ore. Qualche
fratello che cerca ancora di vendere in strada, molti su Via Calzaiuoli
o al lato di loggia di Porcellino, dove passano più persone
che sotto. E ci posso un po' parlare anche se devo parlare in francese
che non parlo tanto, o poco inglese perché non ci si capisce
molto perché se sono neri non vuol dire che siamo tutti uguali
e con stessa lingua come molta gente crede
Poi ci sono alcuni turisti di fuori. Ma più fiorentini, anche.
Non tanti. Ho conosciuto un africano che è sposato qui, che
lavorava nella moda, poi in albergo. Gli piacciono le macchine e
le donne italiane. Alla fine ce l'ha fatta, e guida per un'azienda
che affitta macchine ai ricchi stranieri. L'ho incontrato e mi ha
detto che soddisfazione è guidare nelle strade del centro
vietate a tutti con le sue grandi macchine! Non è per i soldi,
e che ti senti un potere sulle strade dove vai, che gli altri non
hanno
Questa della città di sera è più la dimensione
mia di Firenze. Questa, o quella di domenica mattina. Tu esci. Ancora
c'è poca gente. Mi fermo in un bar che ha giornale, così
leggo un poco cosa succede. Devo leggere articoli perché
i titoli sono difficili da capire. Sembra che fanno dei riferimenti
a cose che devi conoscere già. Ma io non leggo tutti i giorni
perché lavoro e non ho tempo. E quelle cose non le conosco
e non sempre capisco i titoli
Mi piace soprattutto andare sull'Arno. In estate a volte ci sono
uccelli grandi, o ci trovi barche di persone che fanno sport, nel
silenzio. In inverno è diverso, ma bello anche. La città
tante volte ci ha la nebbia, o poco sole. Allora mi piace passare
lungo il fiume e mi sembra che gli edifici sono piccoli piccoli
e il fiume e la collina più grandi. Lungo il fiume sembra
così anche al tramonto. A volte vado sul ponte a vederlo.
Non è come casa mia, è diverso, ma è uno spettacolo
grande. Se piove, poi, ho scoperto che è meglio anche. Una
volta c'era una nuvola rosa, grande grande che ancora mi ricordo.
Mi sembrava che la città col sole andava al fuoco dietro
Ponte Vecchio
Il fiume dà tante sorprese, per questo mi piace. Mi sono
domandato perché voi sprecate il fiume. Da noi in Africa
se c'è fiume tutto nasce intorno. Nel fiume c'è la
vita. Qui in Europa forse è normale avere un fiume? Sicché
non vi pentite che non lo usate bene.
Ho chiesto ad una mia compagna di casa, che studia architettura
perché il fiume Arno non è usato bene. Non mi ha risposto
subito: mi ha detto solo che altri fiumi sono più stabili,
e che Arno cambia troppo con piogge e stagioni. È vero, ho
pensato: ma per me non è ragione che basta per sprecare il
suo passare dentro la città! Come seconda risposta mia amica
mi ha portato a un piccolo museo su come era Firenze [Firenze com'era,
ndr]. Sono restato incantato, e sono tornato anche due volte da
solo. Non pensavo Firenze con storia tanto completa! Vedi le foto
di Firenze cento anni fa, e vedi il fiume con barche, i ponti con
le casette, persone che fanno bagno e pescano, e anche le fabbriche
sul fiume che usano l'acqua per i tessuti e per fare energie. Ora
mi sembra che più nulla di questo si fa. Allora ho capito
meno ancora perché oggi c'è poca vita e il fiume non
si usa, solo alcuni ponti nel centro di città. Anche molti
locali che sono sul fiume, verso il Teatro quello nella Tenda, non
mi sembra che vivono sul fiume. Sono lì, ma sei sicuro che
sfruttano veramente che sono lì? Penso che se erano da un'altra
parte li costruivano simili. Quando vedo noi stranieri e turisti
sul fiume penso che se chiedono cosa vogliamo cambiare di Firenze,
molti direbbero il modo di affacciare e vivere il fiume. Non dare
al fiume le spalle - si può dire così anche in italiano?
- come un po' penso che è fatto oggi
Anche in una città di Spagna dove ero stato che è
Cordoba, il fiume era brutto, non c'era passeggiata o parchi, divideva
come due città, quella storica per i turisti e quella povera.
Perché? Ora vedo a Londra. Sono curioso, ma penso che è
meglio. Le foto che ho visto mi sembrano che il fiume è più
vivo, ha bar e locali e parchi, e cose che usano il Tames meglio.
Forse è un fiume diverso o è la gente diversa, non
so
Anche quando vado sul fiume, però, dal centro non esco molto.
In più di tre anni poche volte sono andato alle Cascine,
per il mercato. È bello, ma mi sembra fuori di città.
Ci arrivo fino a lì, correndo, ma mi fermo. Sono diffidente
di entrare nel parco anche se è tutto pulito
C'è
qualcosa che non è naturale
non so spiegarti di più.
È solo sensazione, sai. Ma in città non hai obbligo:
vivi quello che ti piace più, che ti fa sentire sicuro e
bene. E allora io ho altri posti migliori.
La corsa come apertura
Quando attraverso di più città? È quando
corro. Non faccio molte prove, però qualche gara mi diverto
per farla. Ci sono molti stranieri alle corse in Firenze, come la
Maratona che c'è ogni anno a Novembre, o quella di Santo
Stefano. Molte volte vincono anche, gente come me del Kenya, o del
Brasile o Colombia; anche altri di Nordafrica gli piace correre,
come marocchini che ne conosco alcuni. Io ti dico che mi piace,
per me è uno spazio libero. Correre a Firenze! Immagina!
Firenze non è città dove puoi correre, c'è
tante macchine, respiri sporco.
Con le maratone, per un giorno chiudi tutto. Tu vieni primo e le
macchine dopo. Senti come tuoi i vecchi palazzi, anche le chiese,
le piazze...Adesso Assessore a Sport dice che fa giorno di sport
quello della maratona più grande. È bello, sai? Tutti
corrono, passi per i monumenti. È come se per un giorno la
città è tua. Se nei giorni normali corri normalmente
tu, negro, qualcuno ti correrà sempre dietro. Anche Presidente
Clinton a Firenze ha corso, ma a lui solo turisti correvano per
vederlo...Se corro io pensano che abbia fatto una cosa di male...Anche
se sono tutto in regola e tutto, ma mi sento in prigione a dovere
sempre mostrare chi sono, spiegare che non faccio nulla di male.
A volte però per allenarmi prendo di coraggio. Mi piace correre
su colline che vedo tutta città o anche lungo Arno, fino
alle Cascine senza entrarci. Però siamo ancora pochi che
lo fanno. Ma cresciamo.
Vedrai che un giorno saremo come a Maratona di New York. Quelli
di Maratona sono giorni speciali, come se sospendono il tempo della
città normale per gli uomini. Per un giorno mi sento più
a casa. Mentre corro mi sembra che gente che passa mi sorride. Magari
urlano arrabbiati perché non si va in auto, ma io credo che
sorridono. Allora anche io sorrido. Devono chiudere strade più
spesso. Lo sport fa un po' più fratelli, per questo appena
posso lo faccio...
Ho visto su giornale che vogliono fare un torneo di golf a Ponte
Vecchio. Non lo so se mi piace. Il golf è di ricchi e chiudere
ponte per ricchi non è buona idea. E poi è ponte che
già è chiuso a macchine
E i buchi per le palle
dove li fanno? Non ho ancora capito bene come sarà fatto,
se lo fanno
Invece, hai visto a New York questo anno che ganzo? Che successo
ha fatto quello che ha vinto, Abdelkader, un marocchino che fa allenamento
a Siena? Lui è come di Siena, ora! È grande vittoria
per Africa e per Italia, secondo me. Aveva vinto maratona di Londra,
ma prima non era nessuno: Said Aouita che è quasi eroe di
corse in Marocco, lo ha suggerito a Siena perché era bravo
ma non aveva sponsor; una città piccola ha creduto in straniero
e anche in altri, come uno di Ruanda che è stato anche lui
alle Olimpiadi. Questo è un po' un sogno di tutti quelli
come me, anche se io non faccio sport professionale. Essere accolto,
non solo ospitato; e diventi un eroe della città! Bello,
no?
Ora, anche le gare nella periferia di città mi piacciono.
Ce ne era una dopo Piagge, vicino a quella che chiamano tutti 'Casina
Rossa', credo che è un ristorante. Mi sono divertito perché
correvo e sul lato vedevo solo cinesi. Mi sembrava di fare gara
in Cina ma ero a Firenze. Io non conoscevo quella parte di città,
non sapevo che era così ricca di stranieri e tanti di Cina
Ora
lo ho scoperto!
Le corse mi piacciono anche perché mettono tutte cose che
non trovi mai nella strada ma che tutti penso che sognano. I tavolini
dove ti danno acqua e the e sali, e puoi buttare il bicchiere per
terra perché vengono a pulire. Poi mettono una cosa che non
si trova mai: i bagni, quelli che li porti via. Sono tutti blu,
in fila, o in Santa Croce o nei Lungarni. Li vedi di lontano e fa
ridere, tutti i puntini blu sulla strada. Ma paghiamo iscrizione
per questo
Comunque tutto sembra che funziona per un giorno!
E anche a fare gli allenamenti scopro tante cose belle e tanti
posti. Per me sono stati modo di conoscere un po' Firenze fuori
dal centro, soprattutto colline. Quando trovo tempo e coraggio,
certo. Ad esempio sopra Careggi ho scoperto dei posti belli, fino
a dove arrivi alla villa di Petraia. Mi sembra si chiama Via Gioiello,
ed è proprio un gioiello. È una zona molto di militari
ma poco usata, ancora di natura ma che non ci puoi entrare per i
recinti e le scritte che lo proibiscono. Così c'è
un piccolo cimitero, dove i vecchi si portano loro sedie e stanno
a chiacchierare, perché o vai sulle strade o è uno
dei pochi posti aperti che c'è. Alcuni di zona ci hanno la
chiave perché il cimitero è piccolo e non ci ha custode;
l'ho trovata una cosa bella. In primavera è bello un piccolo
cimitero tutto uguale per suore cristiane che c'è dentro
questo cimitero. Non si entra, lo vedi solo da fuori del cancello.
È tutto coperto di fiori bianchi piccoli, sembra la neve
di primavera. Questa cosa mi ha colpito, perché credevo che
nella vostra cultura il cimitero è un luogo chiuso e di cui
stare lontano e non un giardino per andare a parlare e prendere
il sole; nemmeno per i vecchietti. Ma qui è diverso.
Se penso a tutte queste cose che imparo ogni giorno sono un po'
triste. Quest'anno le maratone di novembre e dicembre non le faccio.
Vado via prima. Sai, ho deciso. Voglio andare in Inglaterra, ho
già preso tanti contatti. È un salto. Lì dicono
che è un mondo diverso, più paradiso anche se è
caro, soprattutto per noi di mie zone di Africa. Ma io non dimentico
Firenze e gli amici. E quando guadagnerò abbastanza in Londra
che posso fare un viaggio, torno qui a vedere tutto. Per un poco
devo abituarmi a solo le fotografie. Ma sono pronto.Quando sono
andato via da casa ho dovuto fare così per alcuni anni, prima
che potevo tornare in viaggio a visitare famiglia. E poi sono sicuro
che anche a Londra scopro tante cose nuove e interessanti, e allora
sono ottimista
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